Antonio Cavarero: «Recessione pericolo scampato. Si guarda già alle elezioni Usa»

«L’anno finisce con l'economia mondiale che ha mostrato una resilienza notevole nel 2023, scampando la recessione profonda che molti avevano previsto all'inizio dell'anno»: così Antonio Cavarero, capo degli investimenti di Generali Insurance Asset Management. Ma cosa aspettarsi dal 2024? «La fine del 2023 - ragiona in una sua analisi Cavarero - vede un'inflazione particolarmente docile che, se confermata nel 2024, darebbe alle banche centrali lo spazio di manovra necessario per tagliare i tassi. Va notato che il mercato si è già portato avanti e prezza più che abbondantemente questo scenario che, quindi, dovrà essere confermato dai dati dei prossimi mesi».
La geopolitica è diventata una variabile indipendente densa di incognite nelle analisi degli investitori fra guerra in Ucraina e conflitto in Medio Oriente. Situazione sempre più complessa: «Gli investitori potranno probabilmente fare affidamento sull’aiuto delle banche centrali che dovranno gestire in modo equilibrato la lotta a un'inflazione in calo ma non ancora domata e la necessità di aiutare un ciclo economico probabilmente non recessivo ma comunque modesto».
Secondo l’osservatorio di Generali Asset Management «esiste la possibilità che gli effetti delle politiche monetarie restrittive e le difficoltà di alcune grandi economie come Germania e Cina» possano compromettere il quadro.
E su tutto grava anche l’incertezza sull’esito delle presidenziali americane del 5 novembre che nella marcia di avvicinamento all’appuntamento «influenzerà sempre di più l'andamento dei mercati». Secondo Cavarero il rischio è che « soprattutto in caso di una nuova presidenza Trump, gli Usa debbano affrontare un'altra stagione di espansione fiscale finanziata con il deficit quando l'inflazione non è ancora pienamente sotto controllo e con un ammontare di debito in circolazione già molto rilevante».
Intanto le banche centrali hanno passato gli ultimi 18 mesi concentrandosi unicamente sull'inflazione: «Ma adesso dovranno tenere conto di un ciclo economico probabilmente più moderato e con qualche rischio di recessione, anche se modesta. Non a caso, la Fed ha chiuso il 2023 segnalando chiaramente l'intenzione di tagliare i tassi il prossimo anno mentre la Bce per il momento mantiene un atteggiamento leggermente più cauto. In entrambi i casi, saranno i dati a confermare l’orientamento a tagliare i tassi o meno».
Resta poi una prospettiva di lungo periodo in grado di condizionare molto i mercati: «Il trend più rivoluzionario è ovviamente quello legato ad una più ampia diffusione dell'intelligenza artificiale nelle attività di produzione e di consumo. II 2024, infatti, dovrebbe essere il primo anno in cui si avrà un'evidenza più tangibile degli effetti dell'adozione dell’IA nei processi produttivi delle aziende non appartenenti al settore al tech.
Tema che si andrà a incrociare con altri già presenti come la transizione energetica, che troverà nell’IA un'occasione per diventare più efficace». Dove investire i propri risparmi dunque? «Sono convinto che sia indispensabile avere un processo di investimento solido e disciplinato».
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