Marcegaglia e Danieli firmano un accordo da 450 milioni

Prevista la realizzazione di un polo siderurgico in Francia a Fos-sur-Mer. Un impianto frutto di un investimento del valore complessivo di 1 miliardo. La decisione finale di investimento entro il 2026, in base al completamento dell’iter autorizzativo e al perfezionamento delle trattative con le autorità francesi competenti

Roberta Paolini

Marcegaglia e Danieli rafforzano la loro collaborazione con un nuovo progetto industriale destinato a incidere in modo significativo sul settore siderurgico europeo.

Le due aziende hanno annunciato la firma di un accordo per la realizzazione di un impianto di produzione di acciaio e laminazione di prodotti piani a Fos-sur-Mer, nel sud della Francia.

Il valore complessivo del contratto è pari a circa 450 milioni di euro, comprese opzioni e ricambi.

Il progetto, denominato “Mistral Project”, rappresenta un investimento complessivo stimato (capex) nell’ordine di un miliardo di euro.

Per il gruppo Marcegaglia si tratta dell’iniziativa più importante della sua storia in termini di integrazione a monte della filiera siderurgica, spiega una nota.

L’obiettivo di rafforzare la stabilità degli approvvigionamenti, aumentare il valore aggiunto della produzione e accelerare il percorso di decarbonizzazione.

Parallelamente, l’accordo conferma il ruolo di Danieli come partner tecnologico di riferimento per lo sviluppo di impianti siderurgici sostenibili su larga scala.

Una volta completato, il nuovo stabilimento di Fos-sur-Mer consentirà una produzione annua superiore a 2 milioni di tonnellate di acciaio liquido e fino a 3 milioni di tonnellate di bobine laminate a caldo in acciaio al carbonio e inossidabile.

Il sito coprirà circa il 35% del fabbisogno complessivo di bobine e bramme del gruppo Marcegaglia, destinate in gran parte agli stabilimenti italiani di trasformazione, dove vengono impiegate in numerose applicazioni industriali.

Il progetto ha anche una forte componente ambientale.

L’impianto utilizzerà rottami metallici, Hbi (Hot Briquetted Iron) a basse emissioni di carbonio e fonti energetiche nucleari e rinnovabili, consentendo una riduzione delle emissioni di gas serra fino all’80% rispetto ai sistemi siderurgici tradizionali.

Dal punto di vista tecnologico, il complesso industriale comprenderà un forno elettrico ad arco di ultima generazione, una colata continua singola per la produzione di bramme ad alto spessore e un laminatoio a caldo.

La decisione finale di investimento è prevista entro il 2026, in base al completamento dell’iter autorizzativo e al perfezionamento delle trattative con le autorità francesi competenti. —

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