Gobbo: «Vannacci ci ha portato voti, ci serve nella coalizione»
Lo storico segretario regionale del Carroccio a tutto campo: «Ho vissuto stagioni al 2 per cento. Il modello Cdu-Csu non è l’unica via, ma ora l’Autonomia»

Gian Paolo Gobbo, lei è la voce della Lega, e della Liga, storica. Si fa un gran parlare di un nuovo ruolo per Luca Zaia: lei cosa si aspetta?
«Bisogna chiederlo a lui cosa vuole fare, perché noi gli abbiamo sempre dato piena fiducia. Parliamo dell’amministratore che ha trasformato i veneti da nani politici a giganti economici, dimostrando a tutto il Paese che non sappiamo soltanto fatturare, ma anche fare politica».
Va bene, però Matteo Salvini sembra essere sordo a tutto questo: alle istanze di chi chiede un ruolo per Zaia e più attenzione per il Nord.
«Non è sordo. E la sua idea di futuro della Lega non ce l’ha ancora raccontata, ce la dirà al raduno di Mogliano. In ogni caso, è il nostro segretario federale, eletto soltanto lo scorso anno e, lo ricordo, da candidato unico. Significa che nessuno si è schierato contro di lui».
La sua idea di Lega, in realtà, l’ha raccontata: vuole creare una segreteria di una quindicina di persone; mentre di modifica dello statuto non vuole sentire parlare.
«Indiscrezioni. Preferisco aspettare il 4 e 5 luglio, quando ci confronteremo su come andare avanti».
E allora proseguiamo con le indiscrezioni: Salvini segretario, Zaia e Fedriga vice con delega alle Regioni del Nord. Le piace?
«Non è di segreteria o di ruoli che dobbiamo discutere se vogliamo dare una mano alla Lega. Piuttosto, dobbiamo essere più presenti sui territori, per spiegare ai cittadini che stiamo ancora lavorando per loro».
Dice che non ce l’hanno chiaro? Forse si spiegano così le proiezioni mostrate negli ultimi sondaggi.
«Parla con uno che ha visto la Lega crollare anche al 2 o 3%. Dobbiamo soltanto continuare a batterci per i nostri ideali».
Zaia dice che l’unica opzione è l’adozione di un modello sulla falsariga della Cdu-Csu bavarese. È la sola strada anche secondo lei?
«Ma no. In politica non c’è mai un’unica strada, e le porte si possono aprire e chiudere. Quello che dobbiamo fare è essere presente sui territori, come lo siamo sempre stati, da Nord a Sud. Certo, se c’è una questione irrisolta, è la riforma che chiediamo da sempre. Che in questa Italia non si riesca a ottenere l’Autonomia, pur presente nello statuto del Veneto dal 1971, è una vergogna».
Se non ci riuscite ora, che siete al governo.
«Ma dipende sempre da quanti voti si hanno. Se neanche gli elettori capiscono questa necessità, o magari la comprendono solo relativamente, io davvero non so che dire».
Si chiama democrazia.
«Per questo bisogna partire dalle scuole. Spiegare ai ragazzi il valore dell’identità, la fatica che è stata fatta per arrivare a questo punto, la rivoluzione. Raccontare la storia delle nostre regioni, dopo la Seconda guerra mondiale. Spiegare il significato della parola comunità».
Ma intanto nei sondaggi vola Vannacci, con il suo Futuro nazionale. Siete preoccupati?
«Ma no. Vannacci fa soltanto il suo percorso come, prima di lui, lo avevamo fatto noi, guidati da Bossi e da Rocchetta».
I passaggi di militanti dal vostro al suo partito ormai si sprecano.
«Casi singoli. È sempre successo».
Non è stato un errore accoglierlo nella Lega e renderlo persino vicesegretario federale?
«Assolutamente no».
Ma nei sondaggi vi ha agganciato.
«Sì, ma cosa sarebbe accaduto, se non lo avessimo schierato alle Europee? La Lega sarebbe crollata ancora prima di oggi. C’è chi adesso lo definisce un corpo estraneo, senza capire che nel mondo di oggi con qualcuno bisogna pur allearsi, e che la guerra andrebbe fatta piuttosto contro questa Europa: è lei la vera nemica».
Quindi lei confida in una coalizione di centrodestra che accolga Futuro nazionale?
«Io dico che la politica è fatta di obiettivi. E che da soli non si può stare, ma per raggiungere certi scopi bisogna allearsi con chi ha principi simili. La Lega, modello di buona amministrazione, lo ha sempre dimostrato».
La Lega autonomista, alleata di Roberto Vannacci, e quindi di un partito che è nazionale fin dal nome?
«Ma ci si può alleare con tutti. Basta avere fini comuni. E il nostro, come quello di Vannacci, è fare del bene alla nostra comunità».
Insomma lei è dalla parte di Salvini, difende Vannacci. Ma invece che cosa pensa di Zaia segretario federale della Lega?
«Se ha voglia, sì».
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