Vertenza Electrolux, il ministro Urso: «Per l’azienda serve un piano senza esuberi»

Istituzioni e sindacati fanno fronte comune contro i 1.700 esuberi. Il 25 maggio il confronto decisivo al Mimit, mentre il territorio pordenonese si riunisce per blindare la produzione e il lavoro

Valentina Voi
Una manifestazione all'Electrolux di Porcia
Una manifestazione all'Electrolux di Porcia

L’attesa per il 25 maggio, quando il ministero delle imprese e del made in Italy ospiterà il tavolo su Electrolux, non è silente. Le istituzioni da una parte e i sindacati dall’altra sono attivi per tenera alta l’attenzione sul piano di riorganizzazione presentato dal colosso svedese con l’obiettivo comune di evitare i 1.700 esuberi annunciati.

A Roma

È lo stesso ministro Adolfo Urso a metterlo in chiaro: ha intenzione di consultare gli enti locali «per trovare una posizione comune». «Insieme nel confronto con l’azienda, supportati da quel che i sindacati hanno messo in moto e che credo sarà determinante nel convincere alla realizzazione di un altro piano che non contempli chiusure e licenziamenti». Il governo, tramite il vicepremier Antonio Tajani, ha annunciato che «si impegnerà per tutelare il lavoro e la produzione».

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I lavoratori fuori dallo stabilimento Electrolux di Porcia (Foto Petrussi / Brisotto)

Pur senza sbilanciarsi sulla possibilità di fare ricorso al golden power, ha anticipato che di Electrolux si parlerà «in una riunione con il ministro Urso e la presidente Meloni». Proprio sugli strumenti a disposizione del governo è intervenuta la deputata dem Debora Serracchiani ricordando che esistono «gli aiuti di Stato, la possibilità di tutelare asset industriali strategici e tecnologie critiche sviluppate in Italia, il ricorso ad ammortizzatori sociali, le politiche incentivanti e, in generale, il peso del complesso economico nazionale». Serracchiani invita a «porre in atto tutti gli strumenti attivi e i vincoli, politici ed economici, per obbligare Electrolux a formulare un nuovo piano industriale».

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A Nord Est

Prima del tavolo nazionale, però, la Regione Fvg sarà impegnata in un incontro con il Veneto. Il governatore Massimiliano Fedriga ha invitato a trattare le crisi industriali «con estrema serietà» senza sacrificare questi temi «come troppo spesso la politica fa, sull’altare dello scontro. Serve rispetto per i lavoratori». Ha rimarcato l’importanza dell’incontro di lunedì in vista del tavolo ministeriale. «Dovremo lavorare con serietà quando avremo gli elementi corretti per poterlo fare», ha detto.

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A Porcia

Anche il territorio si mobilita. Mentre  lo stabilimento di Susegana ha visto la visita del segretario Avs Nicola Fratoianni, mercoledì di fronte al plant di Porcia (ingresso da via Brentella) si svolgerà l’assemblea pubblica indetta da Fiom, Fim e Uilm. Le rappresentanze sindacali hanno dato appuntamento alle 9 ai sindaci del territorio per dare un segnale di «forte responsabilità istituzionale».

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Il giorno dopo, alle 18.30, sarà la sala consiliare del Comune di Porcia, intitolata a Lino Zanussi, a ospitare un’assemblea con i sindaci e le parti sindacali «con l’obiettivo di predisporre un documento unitario», ha detto il sindaco di Porcia Marco Sartini.

L’assemblea non sarà aperta al pubblico, ma si sta studiando la possibilità di trasmetterla in streaming. Una larga mobilitazione per una fabbrica che, la prossima settimana, vedrà tre giorni di fermo produttivo a causa del rallentamento del mercato e delle carenze di materie prime. Un’altra giornata è in programma proprio il 25, quando anche una delegazione sindacale pordenonese andrà a Roma per il presidio in concomitanza con l’incontro al Mimit.

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