Tra il laboratorio e l’Aula: Davide Cordenons, il consigliere-operaio che unisce Pordenone ed Electrolux
L’impegno del trentaduenne perito chimico che da undici anni lavora in Ricerca e Sviluppo: «Siamo il ponte tra i bisogni dei dipendenti e le scelte della politica per salvare il futuro industriale del nostro territorio»

Due ruoli e la stessa speranza di dare un futuro a Electrolux. Per Davide Cordenons, 32 anni, di Pordenone, sono giorni di grande impegno: è, allo stesso tempo, dipendente della multinazionale del bianco da undici anni, mentre dallo scorso anno siede tra i banchi dell’assemblea cittadina. «Sono in continuo contatto con il sindaco Alessandro Basso, il presidente del Consiglio comunale Francesco Ribetti, con lo stesso ministro Luca Ciriani: l’attenzione sul tema è veramente altissima».
In corso Lino Zanussi
Nato e cresciuto a Pordenone, Cordenons non ha legami familiari con l’allora Zanussi. Eppure la fabbrica di elettrodomestici è stata per lui, perito chimico, lo sbocco lavorativo più naturale. Ci lavora da quasi undici anni. «Lo saranno tra due settimane», racconta, «e ho sempre lavorato nel cuore del reparto di Ricerca e sviluppo occupandomi di conformità chimica dei materiali».
Un percorso professionale che, sino ad ora, ha dato soddisfazioni. «Ci sono stati molti investimenti, anche di recente. Ma parlando con i colleghi facciamo fatica a capire quale possa essere la visione futura: ci chiediamo se riusciremo a vedere i frutti di questi investimenti». Anche tra gli impiegati preoccupa, infatti, la prospettiva di togliere due linee produttive, rendendo più difficile da raggiungere l’obiettivo di sostenibilità numerica «L’annuncio di 1.700 esuberi ci ha spiazzato: è il 40 per cento della forza lavoro» spiega Cordenons.
La riorganizzazione, osserva il consigliere, era già iniziata. «Molte attività di innovazione che portiamo avanti non verranno più svolte», aggiunge, «e da quanto abbiamo potuto apprendere ci saranno tagli sia tra gli amministrativi che nei reparti, a tutti i livelli. La preoccupazione è comune». Sia per il proprio futuro lavorativo, che per quello di un territorio che, grazie alla grande industria, ha saputo attrarre professionalità anche dal Veneto e da altre regioni d’Italia.
In contrada
Uno spaccato che il consigliere comunale, al suo primo mandato, ha riportato anche al sindaco di Pordenone. «L’impegno su questo tema è grande non solo per il futuro di Electrolux, ma anche per l’indotto e per l’intero territorio. Si preannuncia una crisi che rischia di estendersi all’intero tessuto industriale». Ecco perché, grazie al doppio ruolo come dipendente e come eletto, «sto cercando di fare da tramite e spiegare la situazione.
Il dialogo è sempre aperto». Un interesse ricambiato da parte delle istituzioni: giovedì, durante lo sciopero lampo che si è svolto fuori da Electrolux, sul piazzale insieme ai lavoratori c’era anche Ribetti. «Ma sono state interessate anche la Regione e Confindustria», conclude il consigliere comunale, «perché l’obiettivo a livello politico è creare una filiera istituzionale coesa per affrontare l’emergenza nell’immediato e definire una visione strategica di lungo periodo».
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