Calzature, cinque province venete nella top ten italiana
Nell’analisi di Confartigianato la regione registra un export superiore ai 2,5 miliardi di euro. Bitonci: «Settore strategico anche per l’occupazione»

L’export del comparto calzaturiero in Veneto supera i 2,5 miliardi di euro, con cinque province nella top ten italiana: Treviso terza a livello nazionale con 988 milioni di euro, Venezia (660 milioni), Verona (310), Vicenza (290) e Padova (260), secondo i dati di Confartigianato.
«Il Veneto si conferma locomotiva del made in Italy calzaturiero nel mondo grazie a un sistema produttivo solido, riconosciuto per qualità, competenze e capacità di innovazione, anche in una fase economica complessa», ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. «Si tratta di numeri che testimoniano il valore strategico del settore, anche sotto il profilo occupazionale, con una specializzazione in Veneto quasi doppia rispetto alla media nazionale».
Nonostante i numeri positivi, il 2025 ha evidenziato anche un momento di difficoltà per l’intero settore. L’anno scorso l’export calzaturiero veneto ha infatti segnato un calo del 7,4%, in linea con le dinamiche europee ed extraeuropee, mentre la produzione nazionale risulta in contrazione rispetto agli anni precedenti. «Per questo la Regione ha rafforzato le proprie azioni a sostegno della filiera moda, puntando su innovazione, aggregazione e accesso al credito», sottolinea l’assessore. «Abbiamo attivato bandi dedicati alle filiere strategiche, sostenuto gli investimenti in ricerca e sviluppo e accompagnato le imprese nei percorsi di internazionalizzazione, con particolare attenzione alle pmi artigiane». Un modello sostenuto anche dalle Reti innovative regionali, che favoriscono la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca.
«Il contesto internazionale e i cambiamenti nei modelli di consumo impongono una riflessione sul futuro del comparto. La risposta ancora una volta passa da qualità, innovazione e radicamento territoriale: il made in Veneto deve continuare a distinguersi puntando su valore aggiunto, sostenibilità e capacità di interpretare i nuovi mercati», conclude l’assessore.
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