Metinvest Adria, nuovo screening Via per Piombino. «Cantiere a fine estate»
Il presidente di Danieli Brussi rassicura: «Entro un mese andremo a completare il pool delle banche»

Dovrà passare da una nuova valutazione d’impatto ambientale l’impianto siderurgico green che dovrebbe vedere la luce a Piombino grazie all’iniziativa congiunta del colosso ucraino dell’acciaio Metinvest e della friulana Danieli, leader a livello internazionale nella progettazione e costruzione di impianti per la siderurgia. Metinvest Adria, la newco costituita dalle due società per gestire il progetto di Pombino, ha annunciato con una nota di aver «deciso di ripresentare la domanda di screening Via per il progetto», scelta che «comporta – si legge ancora - un’integrazione e un aggiornamento della documentazione tecnica al fine di recepire le osservazioni rilevate nel confronto con la Regione e con le associazioni ambientaliste».
Un nuovo passaggio tecnico dunque, che non compromette il progetto e tanto meno i tempi della sua realizzazione, a sentire il presidente di Danieli, Alessandro Brussi: «Abbiamo ripresentato il progetto alla luce di alcune modifiche del layout, ma stiamo parlando di una zona industriale, i tempi non saranno lunghi». Secondo il presidente di Danieli non vi saranno scostamenti significativi sulla tabella di marcia che prevede, sempre stando a quando riferisce Brussi, il completamento entro circa un mese del pool di banche (prossimo al 95%) che finanzieranno il progetto, quindi il completamento dell’ingegnerizzazione dell’acciaieria e della documentazione durante l’estate, per arrivare a ruota all’avvio del cantiere. Dunque tra la fine della bella stagione e l’inizio dell’autunno. «Almeno speriamo» dice scaramantico il presidente della multinazionale friulana.
Tornando alla decisione di ripresentare la domanda di Via, questa rappresenta «un passo concreto verso un maggiore allineamento con le indicazioni degli stakeholder istituzionali, ambientali e territoriali, in un’ottica di assoluta trasparenza e collaborazione» si legge ancora nella nota di Metinvest Adria.
Il nuovo progetto prevede, tra le principali modifiche, l’esclusione di un’area di circa 9 ettari attualmente classificata come zona umida, inizialmente inclusa nel perimetro dell’intervento. Mira, inoltre, a rafforzare la sostenibilità ambientale complessiva dell’iniziativa e a ridurre l’impatto su aree sensibili.
«Metinvest Adria – conclude la nota – conferma la volontà di proseguire il percorso autorizzativo in modo responsabile, anche attraverso un rafforzamento del dialogo con le istituzioni e le comunità locali e l’adozione di soluzioni progettuali coerenti con le esigenze di sviluppo sostenibile».
Tra le gatte da pelare c’è anche la questione dello shortage del rottame ferroso, che già nei mesi scorsi ha causato la levata di scudi da parte di diversi acciaieri italiani, preoccupati per l’impatto che l’impianto di Piombino potrebbe avere sul mercato del rottame nel Paese. Il maxi investimento della joint venture Metinvest-Danieli – operazione che vale circa 2,5 miliardi – prevede infatti la costruzione di una nuova acciaieria a forno elettrico, con una capacità fusoria ex novo di circa 3 milioni di tonnellate, dimensioni che richiederanno grandi quantitativi di rottame.
Un timore sul quale interviene ancora Brussi: «Stiamo lavorando alla predisposizione di soluzioni consentano di usare almeno una quota del 50% di pre-ridotto. A quel punto l’incidenza del rottame usato a Piombino sul totale nazionale sarebbe nell’ordine del 5-6%». Una quota insomma contenuta, che dovrebbe, nell’auspicio del presidente della multinazionale friulana, estinguere le preoccupazioni del settore sul tema.
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