Le migliori osterie del Nordest secondo Slow Food: la mappa interattiva

Sono 36 i locali di Friuli Venezia Giulia e Veneto premiati con la Chiocciola, presenti nella guida Osterie d’Italia 2027: solo quattro si trovano nei capoluoghi di provincia. A livello nazionale la guida segnala 1.952 indirizzi

Edoardo Di Salvo

Eccellenze fuori porta. Sono 36 i locali del Nordest premiate con la Chiocciola di Slow Food, e incluse nella guida Osterie d’Italia 2027, presentata lunedì 19 ottobre alle Ogr di Torino, in libreria da mercoledì 21. Viste su una mappa, il disegno è quello di una geografia rurale: dei 36 indirizzi, solo quattro si trovano in un capoluogo di provincia.

Un dato certo non casuale, ma che rispecchia la filosofia della creatura di Carlin Petrini, morto lo scorso maggio all’età di 76 anni, riassumibile in tre parole: “buono, pulito e giusto”. 

Quattro le prerogative fondamentali che deve avere un locale per essere incluso nella guida: cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualità e del territorio, prezzi accessibili ai più e calda accoglienza.

Delle osterie presenti nel volume, in libreria dal 21 ottobre, undici si trovano in Friuli Venezia Giulia, venticinque in Veneto. Come detto, solo quattro si trovano nei capoluoghi di provincia:  due a Trieste, l’Antica Trattoria Menarosti e l’Antica Trattoria Suban, uno a Gorizia, il Rosenbar, e uno a Vicenza, l’Osteria Bertoliana.  Gli altri 32 locali sono sparsi in altrettanti comuni, spesso piccoli. A livello nazionale la guida segnala 1.952 locali, di cui 335 con la Chiocciola.

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Chiocciole in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia la provincia più rappresentata è Pordenone, con quattro osterie che vanno dalla montagna alla pianura: La Vallata a Barcis, La Stella a Meduno, Ivana & Secondo a Pinzano al Tagliamento e Allo Storione a Prata di Pordenone.

Tre sono in provincia di Udine e tutte e tre in Carnia: Borgo Poscolle a Cavazzo Carnico, Da Alvise a Sutrio e Stella d’Oro a Verzegnis. Nell’elenco non compaiono locali della pianura udinese né del Friuli collinare. Due sono in provincia di Gorizia, il Rosenbar nel capoluogo e Devetak a San Michele del Carso, nel comune di Savogna d’Isonzo, e due a Trieste.

Chiocciole in Veneto

Il Veneto pesa più del doppio e la distribuzione è meno concentrata. Vicenza guida con sette locali, tra Colli Berici, Altopiano dei Sette Comuni e pedemontana: Laita ad Altissimo, Zamboni ad Arcugnano, La Capr’Allegra a Gallio, Madonnetta a Marostica, Da Doro a Solagna, Isetta a Val Liona e la Bertoliana in città. Seguono Verona e Venezia con quattro ciascuna.

Nel Veronese ci sono Alla Ruota a Negrar di Valpolicella, l’Enoteca della Valpolicella a San Pietro in Cariano, Ljetzan a Selva di Progno e La Pergola a Trevenzuolo, dalla Valpolicella alla Lessinia fino alla pianura. Nel Veneziano nessuna osteria è a Venezia: si va da Cavallino-Treporti (Osteria dal Pupi) a Mirano (Il Sogno), Pianiga (Da Paeto) e San Donà di Piave (Da Giovanni).

Tre le segnalazioni nel Bellunese, che toccano Agordino, Feltrino e Cadore: Alle Codole a Canale d’Agordo, San Siro a Seren del Grappa e Il Capriolino a Vodo di Cadore. Tre anche nel Trevigiano, con Pironetomosca a Castelfranco Veneto, La Muda di San Boldo a Cison di Valmarino e Al Forno a Refrontolo. Due ciascuna per Padova, con Locanda Aurilia a Loreggia e l’Antica Trattoria al Bosco a Saonara, e per Rovigo, con Al Ponte a Lusia e Arcadia a Porto Tolle, nel Delta del Po.

I premi speciali

Un dato che il comunicato di Slow Food lega a questa mappa: tra i premi speciali dell’edizione, il Premio Vino in osteria va a Thomas Del Castello di Alla Ruota, a Negrar di Valpolicella. È l’unico riconoscimento speciale che riguardi le due regioni. A livello nazionale la guida segnala 1.952 locali, di cui 335 con la Chiocciola.

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