Chef all’opera sui food truck a Udine: «Con Ein Prosit città in festa»

Tra le proposte anche una versione indiana degli spaghetti, accanto a polpette, birre e pizze gourmet

Giuseppe Beltrame
Clienti sorridenti a Udine (Petrussi)
Clienti sorridenti a Udine (Petrussi)

Alberto Gipponi, chef del ristorante Dina di Gussago, in provincia di Brescia, a metà pomeriggio di ieri varca con un piatto di polpette fumanti la porta del Felicetti food truck che accoglie la brigata del collega Himanshu Saini, indiano ma solitamente ai fornelli del suo ristorante Tresind di Dubai. Siamo in piazza san Giacomo, dove – a differenza di quanto riportato nel programma ufficiale – sono accolti tre dei sette food truck ospitati tra le vie cittadine da ieri fino a domenica (gli altri quattro si trovano in via Cavour).

Il gesto di Gipponi racchiude il significato della manifestazione che da mercoledì scorso a domani porterà a Udine novanta tra i migliori chef sul piano internazionale, per un totale di centotrenta appuntamenti. La rassegna gastronomica, giunta alla sua XXVII edizione, è infatti una reale occasione di confronto, scambio di informazioni e pareri tra professionisti del settore. Ce lo aveva spiegato anche lo stellato e noto volto tv Carlo Cracco giovedì di scena ai fornelli del Vitello d’oro: «In giro non esistono altre manifestazioni così».

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A confermare il successo anche di pubblico a metà pomeriggio di ieri sono le file che si snodano di fronte ai mezzi su quattro ruote, tutti dotati di cucina interna. «Proponiamo polpette con una salsa alla crema di fagioli bianchi e condite con olio d’alloro», ci spiega Gipponi. Lo chef offre le sue pietanze al food truck Ein prosit, alternandosi con altri professionisti che avranno l’occasione di mostrare il lato più informale e immediato della loro identità gastronomica. Il suo piatto preferito? «Rispondo sempre “il prossimo”, ma se devo scegliere dico il rognone trifolato».

Nel food truck a fianco, dove grandi chef interpretano la pasta Monograno in versione slow food, Saini ci spiega la sua versione “speciale” degli spaghetti all’assassina: «È una sorta di gioco, rendiamo il piatto particolarmente piccante».

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Lui, nato a New Dehli, propone quindi «una versione indiana degli spaghetti». Neanche a dirlo la città di Udine – non è la prima volta che ci viene – la trova “amazing” (“meravigliosa”). Sempre in piazza san Giacomo si trova il food truck che propone pizze preparate con le farine Petra del Molino Quaglia di Santa Caterina d’Este, in provincia di Padova. «Sono farine al 100% naturali, senza additivi chimici all’interno e germogliate, un prodotto esclusivo in tutta Europa», ci spiega attento a non perdere di vista l’impasto Fabrizio Mancinetti.

 

Qui si possono trovare abbinamenti per tutti i gusti cucinate da chef di alto profilo. Anche per Mancinetti la città «soprattutto durante Ein prosit è in festa, per noi è fantastico poter vedere questa simbiosi tra la cucina e la pizzeria». Spostandosi in via Cavour, al truck Mo che tigelle, «si prepara una specialità di Modena – ci spiega Simone Ligabue –, che viene dalla tradizione dell’Appenino nostrano».

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È rimasto colpito dalle tante vetrine aperte in centro, «bello vederlo vivo e pieno di negozi». A pochi passi Lorenzo De Nadai al Dolomiti street food offre «tortelli di patate con speck, porcini e finferli raccolti nella nostra Val di Fiemme, ci sono poi l’arancino del montanaro e il panino con lo stinco alla birra». A pochi passi da piazza Libertà si trova invece Luca Furlan con il suo food truck Eccolo. «Le nostre specialità – spiega – sono le birre artigianali del Friuli Venezia Giulia. Abbiamo diversi birrifici, dal Campestre, all’Antica birreria, al The lure. Serviamo cinque birre alla spina, diverse in bottiglia e in aggiunta diverse tipologie di panini tipicamente friulani».

 

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