
Frantoi, cantine e borghi guidano le scelte degli italiani. Ecco le 15 eccellenze visitabili con WeFood
Il viaggio a chilometro zero, oltre il solito weekend: perché l’enogastronomia intercetta le destinazioni del turismo di prossimità. A Nordest 15 aziende si mettono in mostra per incontrare le persone e condividere le loro eccellenze
«Se sono un sostenitore di qualcosa, è del muoversi. Più che puoi. O semplicemente dall’altra parte del fiume. Camminare nelle scarpe di qualcun altro o, almeno, mangiare il suo cibo».
Nelle parole di Anthony Bourdain c’è l’essenza stessa del turismo contemporaneo. Il viaggio degli italiani si è fatto progressivamente più breve, intimo e vicino, trasformandosi in un’esperienza profonda in cui il cibo, il vino e le antiche sapienze artigiane rappresentano una destinazione, più che un accessorio. Si attraversa quel “fiume” ideale per scoprire l’autenticità profonda di un territorio attraverso il palato.
A confermarlo sono i dati oggettivi che fotografano i nuovi comportamenti. In Italia il turismo del vino ha registrato un balzo travolgente, superando la quota record di 18 milioni di appassionati attivi. È un mutamento strutturale della cultura del tempo libero: secondo le rilevazioni ENIT, nell’ultimo decennio i soggiorni a tema enogastronomico sono cresciuti del 176%: la spesa alimentare è diventata la prima voce nel budget del viaggio.
- Programma di WeFood e iscrizioni gratuite a questo link: https://tinyurl.com/2xrsjva8
Il programma completo
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Prossimità e micro break
Il fenomeno si sposa alla perfezione con l’intento della prossimità e con la formula del micro-break: il 59, 3% dei turisti indica la bellezza del paesaggio come driver fondamentale per muoversi, mentre il 63% dichiara di preferire esplicitamente località di nicchia, lontano dai flussi di massa. È il riscatto delle aree interne, dei piccoli borghi e delle filiere corte. Le grandi città ci stimolano ma i piccoli centri trasmettono ai nostri centri neurali la soddisfazione del viaggio di arcipelago, dell’unire i puntini delle esperienze.
Oltre le cantine
L’attenzione si è spostata oltre le classiche cantine: il Secondo Rapporto Nazionale sul Turismo dell’Olio ha registrato un incremento del 37,1% nelle esperienze legate ai frantoi. Gli italiani cercano l’acquisto diretto dal produttore (22%) e la partecipazione a laboratori artigianali e distillazioni (24%).
Il viaggiatore moderno vuole scoprire il “dietro le quinte”, toccare con mano la materia prima e ascoltare la voce di chi produce. Nato nel 2017 come un progetto pioniere volto a spalancare le porte delle “Fabbriche del Gusto”, l’evento WeFood firmato NEM ha anticipato di anni le grandi tendenze del turismo esperienziale. Quella che quasi dieci anni fa era un’intuizione d’avanguardia è oggi una realtà consolidata, cresciuta di edizione in edizione fino a intercettare una massiccia domanda di autenticità.
L’evento WeFood
I riscontri sul campo, del resto, confermano la solidità del format. Dalle prime 20 aziende pioniere, WeFood è arrivato a coinvolgere decine di realtà sparse sul territorio, registrando costanti “tutto esaurito” con turni di visita aggiunti in extremis dai produttori per accogliere i flussi di visitatori. La vera forza emersa dalle edizioni precedenti risiede nella trasversalità delle esperienze: non si è trattato di semplici assaggi, ma di veri e propri viaggi ravvicinati nei processi produttivi.
Presentiamo sinteticamente quindici aziende che, anche quest’anno, diventeranno motivazioni per viaggiare. Dalla narrazione dell’aceto balsamico secolare ai segreti dei maestri distillatori, fino ai caseifici e alle storiche pasticcerie artigianali. Una risposta che trasforma ogni azienda coinvolta in un micro-hub turistico d’eccellenza per un intero fine settimana.
Siamo davanti alla mappa di un desiderio diffuso. Ed è esattamente in questa intersezione tra la voglia di esplorazione a corto raggio e il bisogno di sincerità che si inserisce l’imminente weekend di WeFood.
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