Salvini: «Guiderò la Lega altri tre anni. Zaia e Fedriga li aspetto al mio fianco»

Il leader del Carroccio parla a Cervia, alla fine del meeting dei giovani leghisti: «Nessuna alleanza con Vannacci alle elezioni, mi ha giù fregato una volta»

Filippo Tosatto
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Un’alleanza con Vannacci? «Ad oggi, evidentemente, no. Ha votato contro il piano casa e se ci ritiene dei falliti adesso, non penso cambierà idea tra un anno. Per noi l’autonomia è una priorità e conquistarla insieme ai camerati. Beh, è legittimo che facciano la loro corsa ma abbiamo visioni divergenti. Coerenza, ci vuole. Vale anche per Calenda, che un giorno ci insulta e l’altro ci strizza l’occhio».

La leadership nella Lega? «C’è sempre la variabile ultraterrena ma il congresso mi ha eletto segretario fino al 2029: salute permettendo, rispetterò il mandato con orgoglio, militante tra i militanti, e guiderò la campagna elettorale con Zaia, Fedriga, i sindaci, i governatori. Me li aspetto tutti. Non dietro ma al fianco, per vincere».

Il ritorno al Viminale? «Non lo nego, se la coalizione raccoglierà la fiducia degli italiani, nel prossimo governo vorrei fare il ministro dell’Interno». Pensieri e parole di Matteo Salvini nella giornata conclusiva di Nexus, il meeting dei giovani leghisti a Cervia.

Fiducia nel successo

A due passi dal fatidico Papeete Beach, intervistato dalla “zanzara amica” Giuseppe Cruciani, il vicepremier ministro alle infrastrutture e trasporti esclude passi indietro: «Ho una carica eccezionale, sento dentro il fuoco che ardeva 35 anni fa, quando sottoscrissi la prima tessera»; rabbonisce i contestatori evocando lo spirito di squadra («Senza truppe motivate, determinate, orgogliose, i capitani non vanno da nessuna parte»); rilancia il controverso “tavolo dei territori”, ideato per includere e placare la fronda nordista: «Mercoledì ci ritroveremo per discutere di sicurezza urbana, ci saranno i ministri Giorgetti e Piantedosi, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga».

Gli striscioni polemici in Veneto e Lombardia? La cancellazione del “ritiro” a Mogliano? Le tensioni serpeggianti a Pontida? Temporali estivi e nulla più, il futuro sorride, è il messaggio ai militanti: «Ho una certezza, l’anno prossimo ci ritroveremo qui a festeggiare il successo del centrodestra con la Lega oltre il 10%».

La delusione umana

Nell’attesa, c’è n’é per tutti. Lo strappo e la concorrenza di Futuro Nazionale: «Non porto rancore a Vannacci, una delusione più umana che politica, mi aspettavo serietà da parte di un uomo in divisa. Seguo FN con attenzione e rispetto ma con il generale non ci siamo più sentiti: mi freghi una volta sola...».

La nuova legge elettorale all’esame del Parlamento: «Mi sembra una proposta seria, io sono laico, ho delegato due esperti dicendo loro “chiamatemi alla fine”. Basta che ci sia un premio che permetta di governare a chi vince e di riprovarci a chi perde. Niente giochi di Palazzo. Il ripristino delle preferenze? Non vorrei che favorisse il club dei candidati milionari».

I nodi sicurezza e immigrazione: «Primo passo, militarizzare le stazioni con pattuglioni di forze dell’ordine e vigilantes. Poi ci presentiamo il giorno del voto e gli italiani premieranno la concretezza. Nnoi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini».

Putin non è un pericolo

Perché non legalizzare le droghe leggere?, punge Cruciani: «No, drogarsi conduce al camposanto».

Il calvario quotidiano dei passeggeri sui treni: «Abbiamo la rete ferroviaria più efficiente d’Europa, i nostri disagi derivano dalla moltitudine di cantieri sbloccati, opere per 264 miliardi, rimedieranno ai ritardi ereditati dai ministri di sinistra. E l’ad delle ferrovie, Donnarumma, non è stato cacciato, si è trattato di una risoluzione consensuale».

Le grandi città alle urne: «Ci danno per spacciati, lo so, ma dicevano lo stesso a Venezia». Una confidenza rosa («Non escludo di spingere una carrozzina ai giardinetti») e una querela in partenza (al Pride milanese un performer ha alluso alle sue performance sessuali a Ponte di Legno) e il duetto sul palco alza lo sguardo. Putin e dintorni: «Lo dico chiaro: nell’interesse nazionale, l’Italia dovrebbe riprendere gli acquisti di gas russo perché le sanzioni europee danneggiano noi, non Mosca. La Russia non rappresenta un pericolo reale, l’estremismo islamico sì. L’Ucraina nell’Ue? Non mi pare un modello di democrazia».

Unione Europea e Rutte

A proposito di Ue: «Bruxelles, con la sua burocrazia arrogante, non è un’amica dei popoli né il Pnnr è un grazioso omaggio. Quei fondi, concessi in prestito, rappresentano solo una parte dei quattrini versati dai contribuenti italiani».

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e i presunti voli militari Usa autorizzati da Roma: «Ha detto una sciocchezza e non ha agito per sbadataggine, qualcuno l’ha usato per colpire il governo del nostro Paese. Non è la prima volta».

Il presidente Trump e l’attacco alla premier Meloni: «Credo stia facendo gli interessi del suo elettorato, che non coincidono con i nostri. Non mi aspettavo questo suo attivismo all’estero, spero torni ad occuparsi dei problemi interni all’America».

 

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