Salvini divide i giovani della Lega, tra malumori e fiducia nel capo
La festa del movimento giovanile in Emilia Romagna. Gli scontri interni sono liquidati come «un confronto», ma c’è chi guarda al futuro con l'asse Zaia-Fedriga

«È come se si cambiassero gli ingredienti della Coca Cola. Le persone la comprerebbero una prima volta, poi la seconda. Ma non una terza, cambierebbero bevanda. Quindi o si torna alla ricetta originale o…».
La metafora lasciata in sospeso arriva da Cervia, in Emilia Romagna un buon numero di chilometri lontano dal primordiale bacino elettorale leghista. Ma l’accento di chi pronuncia queste parole è indubbiamente veneto. In un hotel a poche centinaia di metri dall’Adriatico è in corso “NexUs – La generazione che non si arrende”, la festa del movimento giovanile della Lega.
Si respira aria di festa, tra l’informalità degli abiti, lo smartphone perennemente in mano e il desiderio di una nuotata in piscina. Ma al netto dell’ufficialità del «Siamo una famiglia ed è normale che in famiglia ci sia un confronto», affiora l’esempio della Coca Cola.
Il quale va di pari passo allo striscione apparso a Pontida, nei giorni scorsi, contro il segretario federale Matteo Salvini (pur non nominandolo) e a molto altro. E in questo molto altro è compreso l’asse dei governatori, l’ex Luca Zaia per il Veneto e Massimiliano Fedriga per il Friuli Venezia Giulia. Ed è così che la metafora della Coca Cola appare una cartina di tornasole di un malessere molto più profondo di un semplice e scontato «confronto tra familiari».
Tanto che «sono qui perché ci credo. Io non abbandono la Lega, dovrebbe farlo qualcuno che la comanda» dice un bergamasco. Già, ma chi? «Secondo te?» risponde.
L’asse Nordest
Ieri, giornata centrale della tre giorni giovin-legista, erano circa 350 gli accreditati provenienti da tutto il Paese. Oggi è atteso l’intervento di Salvini, arrivato ieri nel pomeriggio «per un momento di relax» dice passando velocemente nella hall dell’hotel. «Domani (domenica per chi legge, ndr) ci aspettiamo almeno 500 persone», sorridono le ragazze all’ingresso dell’auditorium che ospita gli incontri.
E l’incontro è atteso, perché dopotutto il segretario federale è sempre il segretario federale e, catturando qualche battuta qua e là, i giovani (non sono tantissimi quelli sopra i trenta) si attendono qualcosa di forte. «Salvini ha dato tanto alla Lega e ha portato il partito a percentuali di consenso mai avute prima» dice Francesco Dorigo, 23 anni, coordinatore provinciale della Lega giovani di Trieste, «ma un bravo segretario sa anche capire quando c’è bisogno di aria nuova. E la storia ci insegna che la transizione non è una cosa che arriva da un giorno all’altro».
Quindi «un asse Zaia-Fedriga può essere un cambio» le parole di Dorigo, «negli anni il partito si è spostato troppo a destra, soprattutto a Sud. Ma non è il suo posto, e infatti Roberto Vannacci è uscito. Oggi è necessario puntare alla Lega di prima». Ma tra Zaia e Fedriga chi potrebbe essere un dopo-Salvini? «Zaia arriva direttamente al cuore delle persone. Ci arriva anche Fedriga, ma in modo diverso», afferma Dorigo.
I fedelissimi
Intendiamoci, Salvini sembra avere ancora appeal tra molti giovani militanti. «Mi fido ciecamente» assicura Nicole Passante, 20 anni, coordinatrice provinciale della Lega giovani di Udine. La festa è speculare alla svolta nazionale del Carroccio: accenti da tutto il Paese e c’è un banchetto che vende magliette “Prima gli italiani” e “L’Italia agli italiani”.
I tempi in cui Umberto Bossi invitava a usare il tricolore in modo, diciamo così, improprio sembrano essere tramontanti. E d’altra parte l’anagrafica è senza pietà: ai tempi di Bossi, di Franco Rocchetta e di altri padri nobili, parte importante dei giovani presenti in questi giorni a Cervia non erano ancora nati. E la Lega che conoscono e da quale sono stati attratti è soprattutto la Lega di Salvini.
Al governatore del Veneto Alberto Stefani è “tributata” una richiesta di selfie da “Salvini prima maniera”. E non sono solo veneti a chiedere una foto. Francesca Pizziolo, 32 anni vice sindaco di Trebaseleghe e vice coordinatrice provinciale di Padova dice: «è giovane, pensa da giovane, ha fatto gavetta e conosce i problemi reali. E ciò che sta facendo in Regione lo dimostra».
«La Lega non sta passando un periodo facile» afferma, «ma Salvini ha la mia fiducia. Che in una famiglia si discuta è normale. Ma proprio perché non è un momento facile le varie anime della Lega, dal segretario federale ai governatori si devono aiutare».
Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Ettore Pellegrini, 25 anni di Lusia, provincia di Rovigo, vice coordinatore della Lega giovani Veneto. Lui è quasi tranchant. «La Lega non ha mai cambiato temi, né Salvini è cambiato». Avanti così? Così sembra, nonostante tutto.
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