Cancellato il vertice di Mogliano, Fedriga: «Basta con gli slogan, è tempo che la Lega cambi»
Il governatore del Fvg: «Dobbiamo tornare a un linguaggio più autentico e vicino alla realtà delle persone»

Non un semplice rinvio per il vertice della Lega a Mogliano Veneto, fortemente voluto dal segretario federale Matteo Salvini e poi saltato dopo la mini-rivoluzione che ha portato alla creazione della cabina di regia dei territori. Il “ritiro” è annullato, come ha confermato ieri il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, parlando a margine della presentazione del nuovo collegamento aereo fra Ronchi e Linate.
Il governatore, frontman con Luca Zaia del gruppo del Nord che chiede a gran voce un cambiamento all’interno del Carroccio, non ha lesinato valutazioni sul presente e sul futuro del partito. «Stiamo vedendo come strutturare il partito», ha spiegato. «Sono ottimista e continuo a dirlo: noi dobbiamo non soltanto parlare di temi che interessano alla gente, ma anche avere un approccio che ci differenzi dalle altre forze politiche, mettendo in discussione quello che hanno fatto tutti, dal centrodestra al centrosinistra».
Cambio di passo
Per il presidente della Regione, la questione centrale riguarda soprattutto il modo di comunicare con gli elettori, la strategia politica che la Lega dovrebbe adottare. «La politica dovrebbe abbandonare la logica delle promesse irrealistiche», ha ribadito Fedriga, confermando quanto già rimarcato alla festa regionale del Carroccio di sabato scorso a Carpacco, «per tornare a un linguaggio più autentico e vicino alla realtà quotidiana delle persone. Oggi la politica deve imparare ad avere questo rapporto di verità e dobbiamo ricominciare a raccontare anche le difficoltà». A sostegno della propria tesi, il governatore ha richiamato la campagna elettorale per le Regionali del 2023, quando scelse di affrontare apertamente uno dei temi più delicati per l'opinione pubblica: la sanità.
«Prima del voto dissi chiaramente che se qualcuno cercava chi prometteva di risolvere i problemi della sanità in un giorno non doveva votare me. Conosco la complessità della pubblica amministrazione e so che risultati straordinari non si ottengono dall’oggi al domani». Secondo Fedriga, proprio la rincorsa a promesse difficilmente realizzabili avrebbe contribuito negli ultimi anni ad alimentare la disaffezione verso la politica. «Sono stufo di sentire i soliti slogan da campagna elettorale, dobbiamo raccontare i successi che raggiungiamo, ma anche le difficoltà che incontriamo. Bisogna spiegare che tutto non si può fare in un giorno e che spesso i risultati arrivano attraverso un percorso graduale».
Un ragionamento che il presidente estende anche all’elettorato. «I cittadini devono avere la responsabilità di non credere e di non farsi affascinare da ciò che è piacevole sentirsi dire», ha osservato riferendosi neanche troppo velatamente ai recenti strali vannacciani, sottolineando come negli ultimi anni si siano registrati «picchi di consenso seguiti da crolli altrettanto rapidi». Da qui la convinzione che la Lega debba ripartire da una cultura di governo fondata sulla continuità amministrativa e sulla credibilità. «Oggi dobbiamo porci su un campo di gioco diverso rispetto al passato, credendo nella continuità di governo senza venir meno dopo una fase di forte consenso».
La difesa di Stefani
A sostenere con forza il segretario Salvini è il presidente del Veneto, Alberto Stefani, che ribadisce come «il nostro è un movimento territoriale e proprio per questo è giusto che rinforzi il dialogo con i territori». «L’obiettivo è cogliere e interpretare le nuove richieste che arrivano dai cittadini», ha aggiunto il governatore veneto. «Fra queste, molte riguardano il sociale, la sanità e i temi legati alla nuova sfida demografica. Questioni complesse, che richiedono approfondimento e soluzioni non sempre facili da spiegare e che meritano di essere trattate senza slogan o facili promesse. Ben vengano quindi nuovi strumenti se consentono di rafforzare il legame fra movimento e comunità locali e dare ancora più efficacia all'azione di governo. Il tavolo dei territori, inaugurato nei giorni scorsi, è uno di questi e guarda nella direzione giusta», ha sottolineato Stefani, che ha spazzato via ogni ipotesi di cambio della guardia al vertice del Carroccio: «La Lega ha già celebrato un congresso un anno fa, che ha eletto Matteo Salvini alla carica di segretario, come ha ricordato Massimiliano Fedriga».
L’evento
Intanto domani è in programma la festa di Lega Giovani a Milano Marittima (la città del Papeete Beach, sì), tradizionale passerella estiva del gruppo dirigente: sarà il trentenne Stefani (ospite della Lega emiliana romagnola) a dare voce al Nordest con un intervento dedicato alle prospettive della next generation. Presenti, tra gli altri, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il senatore leghista Claudio Durigon e, naturalmente, il segretario Salvini.
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