Salvini vara il restyling della Lega: Zaia e Fedriga ci stanno

Annunciata la cabina di regia dei territori:19 componenti. Oltre al presidente del Consiglio regionale, per il Veneto ci sono anche Stefani e il sindaco di Treviso Mario Conte

Laura Berlinghieri

In un anonimo venerdì pomeriggio. Dopo aver disertato l’organizzazione del secondo consiglio federale, annunciato per mercoledì scorso. E nell’incertezza del prossimo appuntamento: il raduno di partito dei primi di luglio a Mogliano. Poche convocazioni, tutte ufficiose e tutte al telefono: per evitare di lasciare tracce, dicono i soliti in malafede, nel caso in cui anche questo incontro dovesse saltare.

I 19 componenti

Ma intanto arriva così l’annuncio della creazione di un nuovo «tavolo di coordinamento della Lega». Annuncio, peraltro, firmato da Stefano Locatelli, responsabile federale degli enti locali.
Si insedierà lunedì prossimo. Diciannove componenti, di cui quattro da Nord Est.

Ci sono Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, ripescati dopo il gran rifiuto al ruolo di vicesegretari federali, con delega alle regioni settentrionali. Poi, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il sindaco di Treviso Mario Conte. E, oltre a Matteo Salvini, i ministri Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti, gli altri governatori del Nord Attilio Fontana (Lombardia) e Maurizio Fugatti (Trentino). I cinque vicepresidenti regionali di Abruzzo, Calabria, Basilicata, Sicilia e Marche: segno dei tempi che cambiano. Un presidente di provincia: Roberta Cuneo, di Rieti. E i cinque sindaci, tra cui Conte, delle città capoluogo amministrate dalla Lega.

Piano casa e altre priorità

Sarà una segreteria politica, dall’assetto variabile – un po’ come vorrebbero i 14 deputati lombardi su 17, che hanno recapitato una lettera al segretario Massimiliano Romeo, chiedendo di essere inseriti nel direttivo regionale – e con «il compito di affrontare le principali questioni di interesse nazionale che riguardano direttamente i territori». C’è pure una prima bozza di priorità. Il Piano casa, «con l’obiettivo di fornire risposte efficaci ed eque a un problema che, dopo decenni di inerzia, viene finalmente affrontato con determinazione».

E poi, da comunicato del partito, «la sicurezza urbana, il costo della vita, il taglio della burocrazia e le semplificazioni a sostegno delle imprese, il percorso di riforme sulla strada delle autonomie e del federalismo, nonché la revisione dei vincoli europei che incidono sulla competitività dei territori, a partire dai fondi di coesione, dalla Politica agricola comune e dagli effetti del Green deal».

Gli amministratori del Sud

Ma si tratta solo delle prime questioni in agenda. Dato che «nel corso delle prossime settimane il tavolo esaminerà numerosi altri temi strategici, assicurando il proprio contributo di esperienze e proposte alle scelte che la Lega sarà chiamata a compiere», con l’obiettivo di «affrontare in modo concreto e pragmatico le sfide e le opportunità del nostro Paese, valorizzando il ruolo dei territori». Tutti, senza alcuna particolare carezza al Nord che chiedeva un trattamento di favore.

Gli scontenti

Scontenti? Basta guardare il negativo della lista: i due vicesegretari federali Claudio Durigon, quantomeno galvanizzato dalla massiccia presenza di amministratori meridionali, e Silvia Sardone, corteggiata da Futuro nazionale. Entrambi esclusi da questo nuovo organo.
Usciti dalla porta, potrebbero comunque rientrare dalla finestra, in una Lega in cui non solo c’è posto per tutti, ma che promette posti di rilievo a tutti. Basti pensare alla rincorsa di Salvini ai “sarebbero diventati” transfughi verso il partito di Vannacci: proposte di segreterie regionali, posti di prestigio. Tutto pur di non perdere numeri, in una Lega che viene continuamente scalfita: nei militanti, nei voti, negli iscritti.

Il futuro di Salvini

E che adesso, archiviata la suggestione del Viminale – ieri il presidente della Repubblica ha voluto informare con una nota di avere ricevuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – sposta l’attenzione a Milano. Città al voto il prossimo anno e città puntellata da 40 gazebo, nei quali oggi e domani i militanti della Lega potranno esprimere la propria preferenza per la candidatura a sindaco.
Nel totonomi è finito pure quello dello stesso Salvini. Questa nuova cabina di regia territoriale non dovrebbe tenerlo particolarmente impegnato.

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