La guerra delle tessere: Futuro Nazionale supera la Lega in Veneto e Fvg
L’avanzata di Vannacci a Nordest tra sondaggi, campagna acquisti e forza dei numeri, peraltro contestata. C’è chi parla di «tessirificio» destinato a creare fumo negli occhi. Intanto il generale tesse la tela dei suoi futuri luogotenenti

Futuro Nazionale ha messo la freccia anche sulle tessere, non solo nei sondaggi. Questo dicono i dati su Veneto e Fvg, ed è l’ennesimo segnale di un’estate di grandi fibrillazioni, anche se chiunque frequenti la politica da più di qualche anno sappia bene quanto le dinamiche sui tesseramenti ai partiti possano risultare.
Qui Veneto
«Il tesseramento? Il 98 per cento dei militanti uscenti ha già rinnovato l’adesione, per i soci sostenitori invece c’è tempo fino a dicembre e le prospettive sono incoraggianti. Nel complesso oggi sfioriamo i 9.000 iscritti con l’obiettivo di superare i diecimila entro l’anno». Andrea Tomaello, il giovane commissario della Liga Veneta, aggiorna l’andamento della campagna e non trattiene la soddisfazione: a dispetto di sondaggi funesti, litigi e cambi di casacca, il partito del Leon regge e intravede la quota 10.500 conseguita nel 2025.
Un discreto risultato, sì, e tuttavia insufficiente a scongiurare il fragoroso sorpasso di Futuro Nazionale: sbarcata in Veneto da un semestre appena, la destra di Roberto Vannacci rivendica baldanzosa 14.064 iscritti, un decimo di quelli arruolati da un capo all’altro nel Paese.
Boom a Verona. Nel dettaglio, a spiccare è il boom di Verona, la piazza del capopopolo e pioniere Stefano Valdegamberi, che inanella 3988 tesserati; distanziate, Vicenza (2374), Padova (2114), Venezia (1959), Treviso (1950), Rovigo (1367), Belluno (312).
La proliferazione riflette fedelmente la mappa geopolitica dei comitati, libere associazioni che precedono – e alimentano – l’apertura dei circoli FnV riconosciuti da Roma, rapidamente lievitati a 249. «Se il bilancio provvisorio è confortante, il merito va in gran parte al carisma del Generale, l’autentico trascinatore del movimento», commenta sornione Guido Giacometti, coordinatore regionale di fresca nomina: «In effetti riscontriamo un favore crescente, soprattutto nel circuito della piccola e media impresa, sensibile ai capisaldi del nostro programma: la tutela della sicurezza, un’urgenza condivisa e un prerequisito agli occhi di chi intende investire e produrre; e la politica energetica, il fattore di crescita per eccellenza, che richiede un approccio pragmatico, non ideologico, nel segno della convenienza economica e della complementarietà dell’offerta».
Coerente al modello piramidale e “romano” della destra, FnV si appresta a varare l’organigramma dei dirigenti nei capoluoghi e nelle province: nomine dettate dall’alto («Gli aspiranti ai ruoli gerarchici sono numerosi…») che qua e là innescano tensioni e sgambetti tra i concorrenti.
Le nomine. Qualche anticipazione? A Padova i favoriti della vigilia sembrano Bruno Cesaro, veterano dal look ducesco, e Luciano “Zelig” Sandonà, già amministratore regionale. Treviso, presidiata com’è dai leghisti pentiti Gianangelo Bof e Gianpaolo Vallardi, scommette su Mariangelo Foggiato, lighista delle origini e poi partner di Giorgio Panto nel Progetto Nordest. Venezia? Procede nel segno di Fabiano Barbisan e Rosanna Conte (altri scontenti trasmigrati dal Carroccio) mentre Belluno si affida senza esitazioni alla pasionaria Antonia “Titti” Monteleone.
C’è di più. Grazie ai frequenti cambi di casacca, Futuro Nazionale si va ritagliando uno spazio autonomo nell’assemblea regionale. Al riguardo, la formazione di un gruppo richiede tre consiglieri, perciò, ai citati Valdegamberi e Conte, potrebbe unirsi presto un’ulteriore recluta, proveniente, manco a dirlo, dalle fila leghiste.
Programma. La linea politica? I rapporti con il Carroccio, FdI, Forza Italia? «Non siamo ostili al presidente Stefani, anzi, guardiamo alla sua amministrazione con spirito costruttivo», chiosa Giacometti, sorvolando sulle manovre in atto; «Certo, sollecitiamo maggiore attenzione su determinati aspetti e ci opponiamocon forza al disegno di legge sul fine vita. Ma non avvertiamo particolari criticità: nel rispetto reciproco, il dialogo con la maggioranza di centrodestra è possibile».
Qui Friuli Venezia Giulia
Con la consigliera regionale uscita dalla Lega, e ora nel gruppo Misto, Maddalena Spagnolo, il movimento di Roberto Vannacci fa sapere di avere raccolto circa 5.000 iscritti in Friuli Venezia Giulia in quattro mesi. Cinque volte più dei 995 militanti che hanno rinnovato la tessera della Lega, a conferma della rapidità con cui il nuovo soggetto politico sta costruendo una propria rete sul territorio.
Un altro segnale di crisi del Carroccio che fu? Marco Dreosto, il segretario regionale, minimizza. E respinge il confronto: «Le nostre tessere non sono paragonabili a quelle di altri movimenti. Noi non facciamo tesserificio, e non siamo interessati a una gara a chi raccoglie più adesioni».
Sul sito di Futuro Nazionale si spiega che le iscrizioni possono essere come soci sostenitori (quota annuale di 20 euro), ordinari (10 euro) e simpatizzanti (offerta libera). Operazione da concretizzare online o contattando i 49 comitati territoriali attivi in regione. Il dato fornito da Fn sul territorio riguarda solo gli ordinari. Sono 5.000 in Fvg, all’interno di una campagna avviata il primo marzo e che proseguirà fino al 31 dicembre. «Siamo nettamente davanti alla Lega? «Non guardiamo quello che fanno gli altri, andiamo avanti – dice Spagnolo –. Questo ci consentirà di attuare delle proposte importanti per i cittadini».
In casa leghista si informa invece che nei primi cinque mesi dell’anno, fino alla scadenza del 31 maggio, si sono sostanzialmente ribaditi i dati abituali.
«Siamo poco sotto quota mille, un dato ormai stabile», precisa Dreosto. Si aggiungerà una platea di sostenitori «che potrebbe arrivare a 2.000 a fine anno».
Ma per il segretario leghista il punto non è inseguire il pallottoliere vannacciano: «La militanza nella Lega ha un valore storico, identitario e autonomista, ed è legata al territorio. Le nostre tessere hanno un valore diverso, non confrontabile con chicchessia».
Il segretario, non a caso, ricorda la differenza tra militanti e sostenitori: «Per essere militanti occorre essere iscritti da almeno sei mesi, salvo chi ricopra incarichi amministrativi, e dare disponibilità alla vita attiva del movimento, dalle assemblee alle candidature fino agli incarichi interni. La quota è di 25 euro. Mentre i sostenitori, con 10 euro, possono aderire senza porsi impegni di partito e anche online». Insistiamo: Vannacci vi sorpassa?
«Le nostre campagne di adesione non puntano a una raccolta massiva di tessere, ma al rinnovo di chi da tempo porta avanti i nostri valori. Due volte l’anno vengono organizzati gazebo sul territorio e l’adesione avviene su base volontaria. Quello che conta è la qualità della militanza e la capacità di tradurla in attività politica».
Sul fronte dei passaggi dalla Lega a Fn, le letture divergono. Dreosto individua in Spagnolo l’uscita politicamente più rilevante verso il movimento di Vannacci, esclude un travaso significativo di militanti verso altri lidi del centrodestra e, riferendosi proprio al bacino di riferimento dell’ex leghista, comunica che «la sezione di Latisana ha raddoppiato gli iscritti e avrà entro breve a disposizione una nuova sede che farà da riferimento per l’area della Bassa».
Spagnolo, da parte sua, citando un altro grande ex come il già capogruppo in Regione Danilo Narduzzi, descrive un fenomeno più esteso: «Ci sono numerosi ex leghisti che hanno aderito a Futuro Nazionale, così come hanno fatto ex appartenenti ad altri partiti e anche persone che si propongono senza avere avuto in precedenza cariche o appartenenze politiche».
Il nuovo movimento, intanto, è ancora nella fase costituente. Spagnolo, assieme a Marika Diminutto e Andrea Fiore, è entrata nell’assemblea nazionale di 120 componenti, ma in Fvg, al momento, non è stato indicato un referente regionale.
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