La stretta di mano fra Vučić e Zelensky: «Integrità dei territori e futuro comune in Ue»

L’incontro fra i due leader che in passato avevano rapporti difficili. Sul tavolo l’inviolabilità delle frontiere in bilico in entrambi i Paesi

St.g.
La stretta di mano: il saluto caloroso fra Aleksandar Vučić e Volodymyr Zelensky
La stretta di mano: il saluto caloroso fra Aleksandar Vučić e Volodymyr Zelensky

Cielo sereno in rapporti che, si dice, erano stati assai complicati in passato. Ma anche probabile delusione in Kosovo, che ha fatto di tutto per sostenere l’Ucraina ma rischia ancora una volta di rimanere a bocca asciutta. Si può sintetizzare così l’esito d’un importante tête-à-tête tra il presidente serbo Aleksandar Vučić e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, a margine della cena informale tra il premier greco Mitsotakis e i leader dei Balcani occidentali, ad Atene. A svelare i dettagli è stato lo stesso Vučić, in un lungo post su Instagram, con annessa foto della stretta di mano col leader di Kiev. I due, ha assicurato il capo di Stato serbo, hanno avuto «dialogo positivo e aperto su tutte le questioni» principali, su quelle che riguardano «Serbia e Ucraina» ma anche «sulla regione e sul mondo».

il vertice
Nella Dichiarazione di Atene il patto dei Balcani per l’Ucraina
La redazione
epa10812417 (L-R, bottom row) President of Serbia Aleksandar Vucic, European Commission President Ursula von der Leyen, Ukraine's President Volodymyr Zelensky, Greece's Prime Minister Kyriakos Mitsotrakis, European Council President Charles Michel, President of Moldova Maia Sandu, President of Montenegro Jakov Milatovic and (L-R, top row) President of Romania Ion-Marcel Ciolacu, Prime Minister of North Macedonia Dimitar Kovacevski, Prime Minister of Croatia Andrej Plenkovic, Prime Minister of Kosovo Albin Kurti, Chairwoman of the Council of Ministers of Bosnia and Herzegovina, Borjana Kristo and Prime Minister of Bulgaria Nikolai Denkov pose for a family photo at Maximos Mansion in Athens, Greece, 21 August 2023. The Greek Prime Minister is hosting an informal dinner with the leaders of the Western Balkans and EU member states during which issues related to the enlargement and the European future of the region will be discussed on the occasion of the 20th anniversary of the EU-Western Balkans Summit and the 'Declaration of Thessaloniki'. EPA/KOSTAS TSIRONIS

Ma il tema più spinoso sul tavolo, oltre alla guerra, è stato di certo quello dell’integrità territoriale di Serbia e Ucraina, la seconda minacciata dall’aggressione russa, la prima minata dall’indipendenza del Kosovo, non riconosciuta da Belgrado – e nemmeno da Kiev. «Ancora una volta – così Vučić – ho sottolineato che la Serbia onora l’integrità dell’Ucraina, un fatto che ho ribadito, in modo inequivocabile, sin dall’inizio del conflitto». La posizione serba, malgrado la vicinanza con Mosca e il no di Belgrado all’imposizione di sanzioni contro Mosca, «non cambierà», ha detto Vučić attaccando maliziosamente chi «vuole che si rispetti» l’integrità territoriale dell’Ucraina e «non quella della Serbia», frecciata contro la maggioranza dei Paesi occidentali che hanno prontamente riconosciuto l’indipendenza unilaterale dichiarata da Pristina nel 2008.

E l’Ucraina? Malgrado Pristina, a differenza di Belgrado, abbia seguito senza tentennamenti l’Occidente sulla linea delle sanzioni e si sia schierata in maniera ferma e durissima contro Putin, Kiev non pare intenzionata a cambiare approccio verso il Kosovo: anche perché potrebbe essere un precedente pericoloso per l’Ucraina a livello di diritto internazionale e dinamiche geopolitiche, già tentato da Putin nei mesi scorsi evocando audaci paragoni tra aree filorusse e separatiste in Ucraina e il caso Kosovo. Lo ha sostenuto Vučić, affermando dopo l’incontro con Zelensky di «non pensare che ci saranno cambiamenti nella posizione dell’Ucraina nei confronti della Serbia e nel rispetto della nostra integrità territoriale».

A corroborare il quadro lo stesso Zelensky, che ha postato su X la foto di una calorosa stretta di mano con Vučić, in totale controtendenza con il video girato durante il summit in Moldova a giugno, in cui i due erano stati colti in quello che a molti era sembrato un breve ma duro alterco. Ad Atene c’è stata «una aperta, utile e fruttuosa conversazione», ha scritto Zelensky, confermando poi che il dialogo si è concentrato proprio «sulla Carta delle Nazioni Unite» e soprattutto «sull’inviolabilità delle frontiere». Ancora più significativi altri due passi. Come quello in cui Zelensky assicura che «le nostre due nazioni», Serbia e Ucraina, «condividono un futuro comune nella casa europea». Infine l’appello a continuare «a sviluppare le nostre relazioni, è di mutuo interesse», ha detto il leader ucraino. Il Kosovo, per ora, può aspettare.st.g.

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