Serbia, la lotta alla corruzione e l’energia le priorità per gli studenti
Le azioni da attuare in tempi stretti sono state illustrare nel corso di una nuova conferenza stampa

Non solo lotta senza quartiere alla corruzione e al crimine organizzato, i cui tentacoli avrebbero negli ultimi anni raggiunto il cuore dello Stato. Ma anche l’impegno, appena insediati al governo, per garantire la tenuta del sistema energetico e di quello finanziario, pilastri della stabilità nazionale.
Sono queste alcune delle priorità della Studentska Lista (Sl), la Lista studentesca che ha trionfato alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre in Serbia, sconfiggendo l’Sns dell’ex presidente Aleksandar Vučić. Ma l’eredità dell’ancien régime è pesante. E bisogna agire subito, prima dell’inverno. È il messaggio lanciato ieri a Belgrado da alcuni esponenti di punta della Sl, tra cui l’esperto di economia Emir Zildžović e i futuri deputati Stevan Cvetićanin e Dejan Radivojević, in una nuova conferenza stampa dopo la vittoria alle urne.
L’appuntamento di ieri è arrivato dopo enormi turbolenze post-elettorali, non certo attribuibili agli Studenti. Su tutte, la crisi di Alta Banka, grande banca considerata vicina all’ex establishment, crollata a pochi giorni dalle elezioni, causa presunta massiccia fuga di capitali verso l’estero – si parla di quasi 400 milioni di euro – provocando enormi difficoltà a risparmiatori e ad aziende, incluse quelle pubbliche – e ricadute negative anche in Montenegro e Macedonia del Nord. Intanto restano aperti i dossier Nis, il colosso petrolifero ancora a maggioranza russa e sotto sanzioni Usa – e delle forniture energetiche. E quello delle condizioni dell’Eps, il gigante elettrico pubblico serbo.
A che punto è la notte, in Serbia? Piuttosto profonda, hanno suggerito gli interlocutori della Sl. Sul caso della fallita Alta Banka, l’economista Zildžović ha pubblicamente esposto dubbi sul lavoro di vigilanza della Banca centrale serba (Nbs). «Com’è possibile che una banca, che deteneva nei propri caveau una quantità di contante oltre dieci volte superiore a quella di altri istituti, non sia stata sottoposta a una vigilanza diretta e intensiva» dalla Nbs, si è chiesto Zildžović, suggerendo che le persone al corrente della situazione potrebbero essere ben più dei tre attuali indagati. Ma non c’è solo Alta. La Lista ha nuovamente chiesto ieri chiarezza anche sulla solidità della Poštanska štedionica, chiedendo alle autorità ancora al potere chiarezza anche sull’istituto pubblico di credito, che dovrà ora gestire i rimborsi agli ex correntisti Alta. La Nbs, da parte sua, continua ad assicurare che il sistema bancario è stabile.
Ma c’è anche un altro fronte che preoccupa gli Studenti, quello – vitale – dell’energia. «In che condizioni si trovano le centrali elettriche in Serbia? E perché non vengono investiti fondi nella loro manutenzione e modernizzazione? », la domanda – rivolta all’ex leadership – dall’esperto di energia della Sl, Stevan Cvetićanin. L’opinione pubblica, ha poi aggiunto, «ha il diritto di conoscere» l’attuale stato di salute della Eps, il gestore del sistema «e di sapere se vi sia il rischio di costi aggiuntivi o di potenziali limitazioni nella fornitura di energia» in inverno. E la responsabilità di eventuali disservizi non può essere scaricata su chi non ha ancora assunto la gestione della cosa pubblica, ha affermato. Ma serve chiarezza, ha detto da parte sua Radivojević, anche sull’acquisto di Nis da parte degli ungheresi di Mol – affare ancora in fieri. E sul rinnovo del taglio delle accise, in mano al governo uscente. Che, se non dovesse arrivare, farebbe schizzare il prezzo di diesel e benzina alle stelle.
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