L’AI senza limiti che piace a Trump

Ciò che caratterizza il presidente americano e i suoi adepti è il rifiuto precostituito di accettare che esistano dei limiti morali

Vincenzo MilanesiVincenzo Milanesi
Donald Trump a una cerimonia alla Casa Bianca (foto Epa)
Donald Trump a una cerimonia alla Casa Bianca (foto Epa)

Pare che un ruolo importante nell’operazione militare in Iran che ha portato all’eliminazione della Guida Suprema Alì Khamenei nei giorni scorsi l’abbia avuto Claude. Chi è costui?

Claude è il nome dell’intelligenza artificiale messa a punto da Anthropic, l’azienda di Dario Amodei e di sua sorella: un’AI inserita nel software a disposizione, con regolare contratto, del Pentagono. Che non ha avuto remore a utilizzarla nonostante lo scontro avuto con Amodei proprio sull’uso di quell’AI.

La vicenda è nota: The Donald ha tuonato contro quegli «svitati di sinistra» (cioè Amodei e i suoi) che avevano osato (udite, udite!) affermare che le loro tecnologie informatiche (le più avanzate e potenti oggi esistenti) non dovevano essere usate come guida di sistemi d’arma senza controllo umano e per sorveglianza tramite schedatura di massa della popolazione americana. Nel primo caso, perché «senza un adeguato controllo, non è possibile affidarsi alle armi completamente autonome» in quanto incapaci di «esercitare il giudizio critico» come invece possono (e devono) fare i soldati nelle più delicate operazioni belliche.

Un discorso sullo stato dell’Unione mai così poco unitario
Renzo GuoloRenzo Guolo
Donald Trump durante il discorso (foto Agf)

Nel secondo caso, perché un uso di quel genere «è incompatibile con i valori democratici». Insomma, ci sono delle red lines che, secondo Anthropic, non possono essere oltrepassate nell’impiego dell’AI perché superano limiti di carattere etico. Di qui lo scontro con Donald Trump e il suo ministro della Guerra (perché ormai si chiama così, non più ministro della Difesa).

Per i quali il problema è proprio questo: il problema dei limiti che l’azione umana in generale deve porre a sé medesima per rispettare valori e principi morali, che costituiscono l’orizzonte etico dell’azione umana stessa.

Trump ha dato quindi l’ordine di stracciare il contratto con Amodei, pur continuando a utilizzare, almeno sembra, Claude nell’azione contro gli ayatollah. Un vero gentiluomo... Della situazione ha approfittato subito Sam Altman, padre di ChatGpt con Open AI e concorrente di Amodei. Che è subentrato nella collaborazione con il Pentagono, con l’impegno a mettere a disposizione le sue tecnologie per «usi limitati a quanto legalmente consentito», secondo la formula imposta dal Pentagono.

Cioè tutto, però, perché sull’AI gli Usa non hanno alcuna legislazione sufficientemente definita che impedisca di fare ciò che Amodei ritiene superi i limiti etici che invece a suo parere non vanno superati.

Il punto è proprio questo: ciò che caratterizza Donald Trump e i suoi adepti è proprio il rifiuto precostituito di accettare che esistano dei limiti morali all’azione di un ceto politico che ha conquistato il potere. E lo dimostra sistematicamente, in tutti i campi.

Lo scontro globale tra i poteri
Fabio BordignonFabio Bordignon
Il presidente Usa Donald Trump

Come dimenticare, ma è solo un esempio, le bordate di JD Vance alla Conferenza di Monaco dell’anno scorso, contro i limiti al free speech, che ha accusato la cultura politica europea di essere “illiberale” perché ritiene che vi siano dei limiti anche alla libertà di espressione, ad esempio combattendo con il fact cheking le fake news?

«C’è un nuovo sceriffo in città», dicono JD Vance e i Maga sodali di Trump. Peccato che proprio lo sceriffo sia il primo a non sopportare che ci siano limiti e quindi regole da rispettare. Da parte di tutti, ovviamente. Anche dallo sceriffo.

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