Veneto, seconda regione più cara per l’energia

A maggio 2026 prezzi di elettricità e gas aumentati del +12,2% rispetto a febbraio, dietro solo il Trentino Alto Adige (+12,8%) e ben oltre la media nazionale (+7,8%). Confartigianato Imprese: «Situazione preoccupante»

La redazione

A maggio 2026 il Veneto è stato la seconda regione italiana per aumento dei prezzi di elettricità e gas, con un +12,2% rispetto a febbraio, dietro solo il Trentino Alto Adige (+12,8%) e ben oltre la media nazionale (+7,8%). Nello stesso periodo, nell'Ue i prezzi sono rimasti pressoché stabili (+0,3%).

Lo rileva Confartigianato Imprese secondo la quale dopo 35 mesi, a maggio 2026 i prezzi al consumo dei beni energetici sono tornati a crescere in doppia cifra su base annua (+12,0% rispetto a maggio 2025, dal +9,3% registrato ad aprile). Per Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto «è una situazione che preoccupa profondamente».

Lo svantaggio competitivo italiano emerge con evidenza anche dal prezzo dell'energia all'ingrosso. Nel 2025 il Prezzo Unico Nazionale si è attestato a 115,9 euro per Megawattora (MWh), il valore più alto tra le principali economie europee, contro i 61,1 euro/MWh della Francia e i 65,3 euro/MWh della Spagna, soprattutto per la maggiore dipendenza italiana dalla produzione elettrica alimentata a gas.

Anche il prezzo finale dell'energia continua a pesare maggiormente su imprese e famiglie: nel 2025 è stato superiore del 24,1% alla media dell'Eurozona per le imprese e del 13% per le famiglie. Per Confartigianato una delle risposte più efficaci passa attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili, che consentono di produrre, condividere e consumare energia a livello locale, riducendo i costi e aumentando l'autonomia energetica dei territori.

Il Veneto è oggi la seconda regione italiana per potenza installata nelle Comunità Energetiche Rinnovabili, con 9.119 kW, mentre il 19,7% delle imprese guarda con interesse o partecipa già a questi modelli di condivisione dell'energia. Delle 904 Cer oggi attive in Italia, una su 10 è nata in Veneto. A Boschetto «preoccupa la decisione del Governo di ridurre le risorse del Pnrr destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro: significa depotenziare una delle leve disponibili per rispondere alla volatilità dei mercati dell'energia, rafforzare la competitività delle imprese e aumentare l'indipendenza energetica del Paese. Allo stesso tempo chiediamo alla Regione Veneto di rifinanziare il Fondo Veneto Energia, che in questi anni ha consentito a molte imprese di investire nell'efficientamento energetico».

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