Cantieri per treni, aeroporti e autostrade: «Ma Romea e Tav sono le priorità in Veneto»
La consigliera regionale Elisa De Berti indica le opere strategiche per il Veneto: completamento dell’Alta Velocità e interventi urgenti sulla Romea, definita la strada più pericolosa d’Italia

«I lavori che in questo momento dovrebbero avere priorità assoluta in Veneto sono l’Alta Velocità e la strada statale Romea».
Elisa De Berti, consigliera veneta delegata alle Infrastrutture, non ha dubbi. Le opere da realizzare per migliorare la connettività della regione sono tante, ma queste due non possono aspettare.
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«Sul fronte ferroviario, occorre completare gli interventi necessari affinché il nodo di Padova possa ricevere la maggiore capacità della linea quando l’AV arriverà e serve intervenire sull’ingresso nord di Verona. Su quello stradale, è necessario lavorare sulla Romea, che rappresenta un corridoio strategico tra Ravenna e il porto di Venezia e ad oggi è la strada che presenta le maggiori criticità»
Quali lavori andrebbero fatti lungo la Romea?
«In base agli studi che ha fatto Anas è emerso che fare una variante alla Romea lungo tutto l’asse dell’infrastruttura sarebbe inutile. Sarebbe sufficiente realizzare una variante nei territori di Chioggia, Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle e mettere in sicurezza il rettilineo tra Lughetto e Codevigo raddoppiandolo, cosa che è già in fase di progettazione. Una volta conclusa questa fase, serviranno i finanziamenti per avviare i lavori. Mentre i tavoli con i Comuni per la variante di Chioggia sono già stati avviati e a settembre saranno riconvocati per fare il punto della situazione».
Perché ritiene che questa strada debba avere la precedenza rispetto alle altre?
«È una strada pericolosa. La più pericolosa d’Italia e probabilmente tra le più pericolose d’Europa, soprattutto per l’elevato traffico di mezzi pesanti, che è incompatibile alle attuali condizioni di sicurezza della strada. Gli incidenti, anche mortali, sono purtroppo molto frequenti. Naturalmente le esigenze infrastrutturali della regione sono molte. Anche la Strada Regionale 308 necessita di interventi, ma la situazione della Romea resta la più urgente».
Rimanendo in tema strade, a che punto sono i lavori sull’A4 Brescia-Padova?
«È in corso il percorso per l’affidamento della concessione in house a Cav. Il Ministero in questo momento sta svolgendo tutte le verifiche del caso. Per la Venezia-Trieste questo percorso è già stato completato. Ora l’obiettivo è replicare lo stesso modello sulla Brescia-Padova, sfruttando un veicolo già esistente che è Cav, società già partecipata al 50% dalla Regione Veneto e al 50% da Autostrade dello Stato».
Quali sarebbero i principali vantaggi della gestione pubblica?
«Il vantaggio principale è che gli utili della concessione non finirebbero più ai privati ma rimarrebbero nella disponibilità del pubblico. Queste risorse potrebbero essere reinvestite nella manutenzione, nella messa in sicurezza e nello sviluppo della rete infrastrutturale».
Passando ai collegamenti con gli aeroporti, qual è lo stato di avanzamento?
«Per il Marco Polo di Venezia i lavori sono iniziati, ma il cantiere è fermo perché la ditta appaltatrice ha avuto dei problemi. Trattandosi di un’opera statale, la Regione può fare poco, se non auspicare che la situazione venga sbloccata rapidamente. Per Verona, invece, è stato nominato il commissario incaricato della progettazione del collegamento ferroviario con Verona Porta Nuova e con il Lago di Garda. Ora può partire la fase progettuale».
Esistono già delle tempistiche?
«Per Venezia è impossibile fare previsioni finché non verrà risolta la situazione dell’impresa esecutrice, anche se i lavori erano già in stato avanzato. Per Verona siamo ancora all’inizio della progettazione. Molto dipenderà dai tempi della burocrazia e, naturalmente, dalle risorse disponibili».
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