Stazione di bunkeraggio, a Fiume rispunta il piano

Il Porto del Quarnero intende costruire un hub distributivo a gnl per le navi. L’impianto sorgerà vicino alla raffineria dell’Ina, chiusa ormai da molti anni, precisamente dal 2008 

Andrea Marsanich

Termini di realizzazione e costi sono ancora top secret, ma è certo che l’Autorità portuale di Fiume e l’impresa statale croata Lng Hrvatska, che gestisce il rigassificatore offshore di Castelmuschio (Omišalj), nell’isola di Veglia, hanno l’intenzione di approntare una stazione di bunkeraggio e rifornimento di gas naturale liquefatto (gnl) nell’area del porto petrolifero di Mlacca, a Fiume. L’impianto sorgerà vicino alla raffineria dell’Ina, chiusa ormai da molti anni, precisamente dal 2008.

 

La struttura gnl, che sarà destinata all’approvvigionamento di navi, camion e trasporti pesanti, non è un’idea nuova. È nata diversi anni fa, ma ha avuto un percorso travagliato. Il progetto aveva subito una battuta d’arresto che pareva decisiva, nel 2022, quando Lng Hrvatska confermò l’intenzione di abbandonare la zona del porto petroli a causa dei vincoli di tutela storico-conservativa dello scalo, rimasto pressoché identico per lunghi decenni dopo il bombardamento aereo delle forze alleate e le conseguenti delle cariche esplosive fatte saltare dai tedeschi prima di ritirarsi da Fiume, verso la fine della Seconda guerra mondiale.

La Port Authority fiumana, tuttavia, come confermato al Piccolo dal suo direttore Denis Vukorepa, ha voluto dare forza al progetto: la stazione sarà costruita proprio nel porto petroli. Non è ancora noto quando cominceranno i lavori, né a quanto ammonterà l’investimento. L’Autorità portuale coprirà una parte della spesa, l’altra sarà a carico del concessionario. Stando a notizie ufficiose, il nuovo impianto potrebbe venire a costare fino a 8 milioni di euro.

La stazione sarà un hub distributivo per le imbarcazioni alimentate a gnl, come anche per i camion e potenzialmente per i treni merci. La struttura, che sarà situata in una zona sfruttata poco o niente per anni, ha visto le autorità avviare interventi di riqualificazione strutturale della zona, comprendenti la riparazione e il consolidamento della diga frangiflutti, danneggiata nel secondo conflitto mondiale.

Il progetto fa parte del piano che si prefigge di trasformare il golfo del Quarnero in un nodo energetico strategico e green per la Croazia e l’Unione europea, grazie anche alla vicinanza del porto petrolifero fiumano al rigassificatore galleggiante di Veglia, entrato in funzione nel 2021. In questi cinque anni di attività – l’ultimo dato riguarda giugno 2026 – il terminal isolano ha consegnato circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale, mentre contemporaneamente ha ricevuto sui 20 milioni di metri cubi di gas naturale liquefatto. Fortemente avversato dalla popolazione locale, da partiti politici, autorità municipali e regionali, come pure da associazioni di ambientalisti, il rigassificatore (in cinque anni non si è registrato alcun incidente) ha confermato la sua importanza, garantendo alla Croazia l’indipendenza energetica in fatto di gas.

Dopo l’inserimento di un nuovo modulo nella nave rigassificatore Lng Croatia, operazione avvenuta nell’ottobre di un anno fa, la capacita’di movimentazione annua è stata portata da 3,9 a 6,1 miliardi di metri cubi di metano, con effetti benefici anche per i paesi confinanti con la Croazia.

Va aggiunto che la nuova stazione di bunkeraggio e rifornimento in Mlacca fa parte del piano di rilancio e modernizzazione del porto di Fiume, che ha visto nel settembre 2025 l’apertura del secondo terminal container in città, quello di Molo Zagabria.

Lo scalo fiumano sta ora attraversando un ottimo momento: nei primo otto mesi dell’anno, i Teu in arrivo e partenza sono stati mezzo milione (+60% su base annua), l’aumento della movimentazione merci ha toccato l’80% in alcuni segmenti, mentre sta assumendo un’importanza sempre più marcata il flusso portuale di veicoli finiti (auto e furgoni), che nel primo semestre dell’anno ha toccato quota 22 mila unità, sia europee, sia provenienti da mercati asiatici.

 

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