A4, vertice al Mit con Stefani: «La holding è vicinissima»
Dal ministero delle Infrastrutture di Salvini la promessa di relazione di pubblico interesse entro la fine dell’anno. Poi sarà la volta del Pef. Con l’affidamento in house a Cav sarebbe possibile trattenere gli utili dei pedaggi per reinvestirli in opere strutturali

La relazione di pubblico interesse, per una A4 dalla gestione in house, entro fine anno.
A prometterlo ieri è stato Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, al presidente del Veneto Alberto Stefani e alla consigliera con delega ad hoc Elisa De Berti.
Una promessa arrivata dallo schermo di un computer – collegati alla riunione pure i tecnici del ministero – ma tutt’altro che di poco conto, perché è esattamente sulla definizione di “pubblico interesse” che si gioca il futuro della Brescia Padova, la cui gestione in capo ad A4 Holding, scadrà il prossimo 31 dicembre, e del passante di Mestre.
Obiettivo del Veneto di Stefani – e, prima, di Zaia – l’affidamento in house a Cav.
Così da trattenere gli utili dei pedaggi, per reinvestirli in infrastrutture.
Terzo incomodo, la Regione Lombardia, che, in cambio, ha chiesto la realizzazione della quarta corsia lungo il tratto che da Brescia conduce a Verona.
Non un semplice puntiglio, parlando di un’autostrada che è satura per la sua portata, con una media di traffico giornaliero di 90.000 veicoli.
E comunque la Lombardia è tutt’altro che spettatrice interessata, mirando a ripetere l’operazione con la sua A7.
Intanto, a informare dell’incontro è stato lo stesso ministero delle Infrastrutture, che, in una nota, ha ribadito l’obiettivo «di giungere, in tempi certi, all'affidamento in house della concessione A4 Brescia-Padova e quindi alla costituzione della holding autostradale».
Soddisfatto Salvini, «secondo cui l'affidamento in house della A4 rappresenterebbe il primo esempio concreto di autonomia differenziata a favore dei territori, dei servizi e dei cittadini».
E pure Stefani, «che ribadisce come gli impegni assunti con Salvini stiano proseguendo in maniera spedita per accompagnare la Regione a una sorta di prima grande forma di autonomia infrastrutturale».
Quanto ai rapporti con la Lombardia, detto della quarta corsia, residua ancora l’ipotesi che la Regione intervenga con una sua società, per la gestione del tratto di autostrada che ricade nel suo territorio.
Nel caso in cui questa strada non dovesse essere perseguita, invece, le due Regioni dovranno condividere un piano di investimenti, affinché alla Lombardia venga riconosciuta una quota degli introiti derivanti dai pedaggi.
Ma tutto dipenderà dal Ministero delle Infrastrutture, unico competente sulla questione.
Quanto a Cav, invece, questa sarà chiamata a esprimersi sul piano economico-finanziario, sancendone la sostenibilità.
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