Adriafer, cambio al vertice: il nuovo amministratore è Gommellini
L’ad uscente Cociancich resta direttore generale. Prosegue il riassetto delle partecipate

Cambio al vertice per Adriafer, la società pubblica che gestisce la manovra ferroviaria nei porti di Trieste e Monfalcone. Lascia l’amministratore delegato Maurizio Cociancich ed entra come amministratore unico Giovanni Gommellini, manager genovese proveniente da Tcr (il terminal container di Ravenna), che ha risposto al bando promosso dall’Autorità portuale. Il passaggio punta da una parte a imprimere un cambio di passo in Adriafer dopo dieci anni di crescita corrisposti anche a un rilevante incremento del debito e dall’altra corrisponde a una fase di rinnovo della governance delle società partecipate dall’Autorità portuale, iniziato da Trieste terminal passeggeri (Ttp) e destinato a continuare nelle prossime settimane con il consorzio industriale Coselag.
Ieri l’assemblea dei soci di Adriafer ha sancito il nuovo assetto della società, che passa da un cda di tre membri all’amministratore unico, individuato nella figura di Gommellini. L’uscente Cociancich resterà con il ruolo di direttore generale.
«Nessuna privatizzazione»
Il presidente dell’Adsp Marco Consalvo assicura che «la società rimarrà al 100% controllata dall’Autorità e resta al centro dei progetti di un porto che spingerà sempre più sulla sua capacità ferroviaria». Nessuna tentazione di privatizzazione, ma volontà di modificare la governance per sistemare le disfunzioni di crescita dell’impresa ferroviaria che nell’ultimo decennio è andata incontro a un forte rilancio.
Consalvo sottolinea che «sarà un anno particolarmente focalizzato sulla gestione del debito di lungo periodo», che assomma a una ventina di milioni. Il presidente tiene tuttavia a specificare che l’azienda non è in difficoltà: «Il bilancio 2025 è stato chiuso in positivo e misuriamo un fatturato di quasi 30 milioni (nel 2024 il valore della produzione aggregato valeva 18,1 milioni, ndr), quando dieci anni fa era di un quinto. Vogliamo una società sempre più solida nel tempo e una professionalità esterna, con formazione finanziaria, si rivelerà utile».
Gommellini e Cociancich hanno a disposizione un mandato a termine di un anno, eventualmente rinnovabile: un test per provare la performance del nuovo management. Il passo segna la volontà del presidente dell’Authority di rinnovare i vertici delle controllate, anche se Gommellini non può essere considerato uomo da cerchio magico, essendo arrivato attraverso una procedura pubblica di selezione delle candidature bandita dall’Adsp nei mesi scorsi.
Laureato a Genova in Economia e commercio, il nuovo ad di Adriafer ha cominciato come supervisor di Deloitte & Touche, con compiti di revisore di società del gruppo Iri e certificatore del gruppo Ilva. Poi il ruolo di cfo del gruppo Duferco, ad di Demag Plastic Group, direttore generale di Rivalta terminal Europa (Gavio), direttore generale del trasporto pubblico di Savona, consulente strategico di Voltri terminal Europa e consulente strategico di Captrain.
Il riassetto delle controllate è cominciato alcune settimane fa, a partire da Ttp, dove Consalvo ha nominato sé stesso presidente del terminal triestino delle crociere, subentrando a Gianluca Madriz.
I conti di Trieste Terminal
Anche in questo caso alla chiusura di un bilancio con utile netto pari a 3,2 milioni, a fronte di ricavi per 11,1 milioni, l’Adsp ha optato per un cambio, che ha riguardato stavolta la presidenza, mentre il ruolo di ad è rimasto nelle mani di Francesco Mariani, come stabilito dalla società in cui l’Autorità detiene il 40% e i privati il 60% attraverso il raggruppamento Tami (44,37% ciascuno per Msc Cruises e Costa crociere, più Generali con l’11,26%).
Qui per il neopresidente si apre una partita strategica di assoluta rilevanza, quella della sostenibilità delle crociere, con due navi alla volta attraccate in pieno centro città e la necessità di mettere a frutto l’imminente conclusione dei lavori di elettrificazione delle banchine (progetto Pnrr da 11 milioni), che consentirà lo spegnimento dei generatori di bordo e la riduzione delle emissioni.
Il consorzio industriale
La prossima riorganizzazione toccherà al Coselag, il consorzio industriale controllato al 52% dell’Adsp e dove detengono il 16% a testa i comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo. La presidenza è vacante da novembre, data delle dimissioni di Zeno D’Agostino, che per otto anni ha demandato la gestione operativa alla vice Sandra Primiceri. Se per lei si prospetta una riconferma, ma nelle vesti di direttrice generale, la presidenza sarà assunta con ogni probabilità da Consalvo, in un cda che per la prima volta vedrà l’ingresso di un rappresentante della Regione, come previsto per tutti i consorzi industriali del Friuli Venezia Giulia.
Sorto dalle ceneri del fallito Ezit, il Coselag è rinato con il ruolo cardine dell’Autorità portuale, allo scopo di assicurare coerenza tra attività portuali e insediamenti industriali. In questo caso il dossier principale sarà quello delle Noghere: un terreno di 43 ettari, in buona parte green field, messo in sicurezza sul piano ambientale con 40 milioni del Fondo complementare al Pnrr e in cerca di destinazione, con un uso misto produttivo-logistico da individuare.
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