Oltre 843 milioni per i porti del Nordest

Previsti interventi a Trieste, Monfalcone e Venezia per sviluppare il turismo del mare

 

Nicola Brillo

 

Elettrificazione delle banchine dei porti di Trieste e Monfalcone, mentre a Venezia interventi nel canale Vittorio Emanuele, Malamocco-Marghera e due nuovi accosti per navi da crociera. Sono questi i principali interventi previsti nei porti del Nordest nel quadriennio 2027-2030 per sviluppare il turismo via mare.

Sarà di oltre 843 milioni il valore degli investimenti in infrastrutture nei prossimi anni mappati dall'Adriatic Sea Tourism Report, il rapporto di ricerca di riferimento per il turismo via mare in Adriatico, presentato ieri a Venezia. Secondo i ricercatori di Risposte Turismo, nel quadriennio sono stati programmati sulle due sponde adriatiche investimenti per infrastrutture per lo sviluppo della crocieristica e del traffico via traghetto (oltre 573 milioni) e del turismo nautico (270 milioni, di cui 230 destinati alla costruzione di sette nuovi porti turistici e ulteriori 40 per il completamento di progetti di riqualificazione di porti).

«Le dinamiche del maritime tourism in Adriatico restituiscono un comparto in salute, sostenuto da rilevanti investimenti sia del pubblico che del privato e da un interesse da parte della domanda turistica che non è mai diminuito», ha spiegato Francesco di Cesare, presidente Risposte Turismo. «Uno degli aspetti su cui sarà fondamentale lavorare nei prossimi anni è quello di una migliore gestione delle relazioni tra costa ed entroterra, non solo dal punto di vista dell'accessibilità e della mobilità ma anche da quello di una lettura complessiva in chiave turistica della macroarea, valorizzando al meglio la natura poliedrica delle proprie attrazioni».

A Nordest, tra i progetti principali, si segnalano l’elettrificazione delle banchine dei porti di Trieste e Monfalcone, con il primo scalo che vedrà lavori di manutenzione straordinaria del Molo Bersaglieri. Mentre a Venezia si prevede l’intervento di manutenzione del canale Vittorio Emanuele (per un valore di 32 milioni), gli interventi di dragaggio manutentivo del Canale Malamocco-Marghera (un investimento di 85 milioni) e la realizzazione di due nuovi accosti per navi da crociera sul Canale Nord-Sponda Nord a Porto Marghera per un totale di 72 milioni.

Le infrastrutture di Veneto e Fvg annualmente attirano il 20% del traffico crocieristico dell’Adriatico. L'Adriatic Sea Tourism Report stima a Venezia, durante l'anno, 310 toccate di nave (-8% rispetto al 2025) per 530mila passeggeri movimentati (-9,3%), a Trieste nel 2026 saranno 137 (+4,6) per 400mila passeggeri (-12,2%), mentre a Chioggia 90 (-7,2%) e 33mila passeggeri.

«L’esperienza di Venezia e Chioggia dimostra che il turismo dal mare può evolvere da fenomeno da gestire a opportunità da valorizzare, quando viene guidato da una visione fondata sulla sostenibilità, sul rispetto dei territori e sulla qualità delle relazioni che genera», ha affermato Matteo Gasparato, presidente Autorità Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. «Negli ultimi anni abbiamo costruito un modello capace di coniugare tutela ambientale, benessere delle comunità e sviluppo economico. Un percorso che ci ha portato a ripensare l’intero sistema portuale, distribuendo i flussi tra più approdi, investendo nell’elettrificazione delle banchine e orientando la domanda verso un turismo di maggiore valore, attento all’identità dei luoghi e alla ricchezza culturale che essi esprimono. Il futuro del turismo dal mare passa attraverso equilibrio, responsabilità e capacità di fare rete».

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