A Vinitaly 90 mila presenze. «Lo scenario resta complesso»

Apprezzata la presenza di top buyer dai principali Paesi di riferimento per il vino. Bricolo (Veronafiere): le crisi geopolitiche incidono sui flussi e sulla mobilità

Maurizio Cescon

 

Novantamila presenze complessive in quattro giorni (leggermente inferiori rispetto a quelle registrate nel 2025), di cui il 26% da 135 Paesi, e un ottimo feedback per i tanti e importanti top buyer da tutto il mondo, veri e propri punti di riferimento per il business del vino. Si chiude così l’edizione numero 58 di Vinitaly, che fino a ieri ha visto un frenetico rincorrersi di appuntamenti, incontri d’affari, degustazioni ed eventi in Fiera a Verona che hanno coinvolto un po’ tutte le 4 mila cantine accreditate, oltre 400 venete.

«Siamo soddisfatti perché in un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse - ha detto il presidente di Veronafiere Federico Bricolo - , che incidono in modo significativo sui flussi e sulla mobilità degli operatori verso le principali manifestazioni fieristiche europee, il risultato raggiunto assume un valore tutt’altro che scontato. La conferma della presenza di oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi, selezionati e ospitati in collaborazione con Ita Agenzia unitamente a quella degli altri operatori profilati, testimonia la capacità della manifestazione di attrarre una domanda qualificata e di garantire un’elevata rappresentatività dei mercati. La fiera si afferma così come un’infrastruttura a sostegno dell’internazionalizzazione del settore, capace di favorire incontri ad alto valore aggiunto».

Il palinsesto della manifestazione ha contato quasi 100 eventi tra degustazioni e convegni, oltre alle migliaia di iniziative realizzate direttamente agli stand da aziende, regioni e consorzi. Tra le principali novità, lo sviluppo di NoLo – Vinitaly Experience, il rafforzamento di Xcellent Spirits e il consolidamento di Vinitaly Tourism, sempre più integrato nell’offerta della manifestazione. Vinitaly si conferma, inoltre, piattaforma di riferimento per il confronto tra filiera e istituzioni, a livello nazionale ed europeo. Tra gli appuntamenti chiave, il Tavolo Vino ha riunito la filiera, affrontando i temi strategici dall’export al nuovo Ocm, fino alle dinamiche produttive e ai consumi.

Commenti positivi da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, il cui stand istituzionale è stato uno dei più visitati e la qualità dei bianchi e dei rossi in degustazione nell’enoteca è stata giudicata molto elevata. «Anche quest’anno lo stand Fvg ha ricevuto ampi apprezzamenti, tanto dagli espositori quanto dagli operatori - ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini - . Il grande afflusso nelle giornate del Vinitaly è testimoniato dalle 15 masterclass organizzate e andate tutte sold out, con circa 400 partecipanti. Soddisfatti gli 80 espositori della collettiva (altri 55 avevano stand privati) per l’ottima affluenza di addetti di settore, pure dall’estero, nonostante le incertezze determinate dalla guerra in Medio Oriente. Il dato dei vini proposti dall’enoteca, circa 1.400, attesta la varietà della produzione e l’interesse suscitato.

Un dato peraltro confermato dai numeri dell’export, che nel 2025 è cresciuto dell’8,3% in Regione, in controtendenza rispetto alla media nazionale. Nel complesso, la presenza del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly è stata un successo, reso possibile dalla collaborazione tra PromoTurismo ed Ersa, che avrà ricadute non soltanto sulle vendite, ma anche sull’appeal turistico del territorio».

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