Ville Venete e vino: sistema che vale 170 milioni
A tanto ammonta il fatturato annuo delle dimore storiche che, con le loro aziende agricole, producono bianchi e rossi del territorio. Le Ville, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sono 4.243

La filiera del vino legata alle Ville Venete (sono 4.243 le dimore storiche, delle quali il 10% in Friuli Venezia Giulia) conta più di 1.400 ettari coltivati nelle Doc prestigiose e genera un fatturato complessivo di oltre 170 milioni di euro.
Non solo: quella vitivinicola è una tradizione consolidata, con più di un secolo di attività media, capace di coniugare storia e innovazione.
Un sistema che è stato presentato nello stand della Regione Veneto a Vinitaly in una conferenza stampa organizzata dall’Associazione per le Ville Venete (Avv).
È stato il presidente della Regione Alberto Stefani a portare i saluti istituzionali, quindi la presidente dell’associazione, Isabella Collalto, proprietaria del castello di San Salvatore, il vice presidente Florian Von Stepski Doliwa, (villa Rechsteiner), Vittorio Dalle Ore (villa di Maser) e Claudio Ciani Bassetti (castello di Roncade), hanno illustrato l’iniziativa. È stata Alessandra Bracchi, responsabile The European house Ambrosetti a spiegare i risultati più interessanti della ricerca.
«Le Ville Venete - ha affermato la consulente di Teha Group - costituiscono un modello integrato di valorizzazione culturale ed economica, attive nella produzione agricola e agroindustriale, enogastronomia, nell’ospitalità, negli affitti e negli eventi. Per quanto riguarda la produzione vitivinicola, le Ville contribuiscono a un sistema strutturato e diffuso rappresentando oltre 170 milioni di euro di fatturato e con una tradizione storica più che centenaria. Le cantine legate alle Ville Venete mostrano una propensione all’export superiore alla media nazionale: il 60% della produzione vinicola è destinata alle esportazioni, +15% rispetto alla media nazionale. Inoltre, la produzione delle Ville Venete è di qualità: almeno una produzione è certificata (Doc, Docg o Igt) in ogni cantina, +30% rispetto alla media nazionale. Nel complesso, le Ville rappresentano un ecosistema economico e culturale rilevante e per certi versi sorprendente».
Dal punto di vista produttivo, la presenza è trasversale a tutte le principali tipologie di vino: il 100% delle cantine produce rossi e quasi tutte bianchi, mentre cresce la diversificazione con spumanti e rosé.
A rafforzare il posizionamento qualitativo contribuisce anche la forte incidenza di produzioni certificate (Doc, Docg, Igt), superiore alla media nazionale.
Accanto alla produzione, cresce il ruolo dell’enoturismo.
Le Ville Venete stanno sviluppando itinerari che integrano degustazione, cultura e paesaggio, rafforzando il legame tra vino e territorio.
Un asset strategico, considerando che oltre il 57% dei turisti stranieri è interessato a visitare aziende produttive situate in dimore storiche. A completare il quadro, il radicamento locale: quasi la metà della produzione è legata a vitigni autoctoni, veneti e friulani. —
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