Trevi, Cdp decisiva nella sfida tra le offerte di Icop e Webuild
L'auspicio di Icop è che la cassa dedica alla fine per il progetto industriale friulano, un progetto orizzontale, che punta a portare a compimento il rilancio di Trevi cui ha contribuito in modo determinante Cdp, inserendo la società in un percorso di crescita, finalizzato alla crescita sui mercati internazionali, forte di un backlog che dagli attuali 1,5 miliardi passerebbe, con le due società combinate a 2,4.

L’ago della bilancia è nelle mani di Cassa depositi e prestiti. Eppure, mentre Icop e Webuild si contendono il controllo di Trevi, il socio pubblico che detiene il 21,3% della società romagnola attiva nel settore delle fondazioni non ha ancora chiarito se e quale delle due offerte intenda sostenere. Aderire all'Opa di Webuild o all'Ops di Icop? Oppure restare silente, fuori dai giochi, come del resto ha fatto fin qui. Cdp, che ha accompagnato Trevi fuori dalla crisi iniettando risorse per circa 150 milioni, è ora chiamata a scegliere.
L'auspicio di Icop è che la cassa dedica alla fine per il progetto industriale friulano, un progetto orizzontale, che punta a portare a compimento il rilancio di Trevi cui ha contribuito in modo determinante Cdp, inserendo la società in un percorso di crescita, finalizzato alla crescita sui mercati internazionali, forte di un backlog che dagli attuali 1,5 miliardi passerebbe, con le due società combinate a 2,4. Senza contare che garantisce la piena occupazione.
Un aspetto sul quale si allunga invece un'ombra se si guarda ai 1000 lavoratori interessati dalla cassa integrazione, tra diretti e indotto, nell'ambito delle opere ferroviarie affidate da Rfi e Webuild che rivendica extracosti. Una situazione denunciata nei giorni scorsi dal segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, che stride fortemente con l'impegno della stessa Webuild su Trevi. Nella sostanza, il colosso romano avrebbe comunicato a Rfi di aver terminato le risorse economiche per proseguire alcuni cantieri ferroviari – tra questi il terzo valico una delle opere simbolo del Pnrr – tanto da fermarli e mettere in cassa i lavoratori.
Il tutto mentre, dopo aver già sborsato circa 95 milioni di euro per salire al 29,90% di Trevi (con l’acquisto sul mercato, nella giornata di ieri, di altre 381.936 azioni), si preparerebbe, nell’ipotesi di adesione totalitaria all’offerta in contanti, a dover mettere sul piatto ulteriori 238 milioni per un totale che a quel punto arriverebbe a 333 milioni, ai quali andrebbe sommato poi il debito lordo di Trevi, pari a 204 milioni, che porterebbe il valore totale dell’operazione a carico di Webuild a 537 milioni. Numeri che assumono un significato particolare alla luce di quanto sta accadendo nei cantieri e che una volta in più spingono a interrogarsi sul silenzio di Cassa depositi e prestiti, che non dimentichiamolo, sta anche nell’azionariato di Webuild.
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