Prezzo del latte sotto i 50 cent: Confagricoltura: agire subito
In Friuli Venezia Giulia sono attive 655 aziende con oltre 55 mila capi. C’è troppa offerta: sono bastati pochi mesi per far ripiombare centinaia di aziende friulane e venete sull’orlo della crisi

Ripiomba nell’incubo della crisi dei prezzi il settore lattiero caseario. Una questione che riguarda in Friuli Venezia Giulia 655 aziende con 55.212 capi per una produzione di 229 mila tonnellate, il 2,34% in più del 2024. Numeri ancora più rilevanti in Veneto dove sono attive 2.603 stalle da latte con 248.637 capi e le consegne del latte sono state pari a 1.134.000 tonnellate, l’1,09% in più dell’anno precedente.
L’attuale scenario del mercato lattiero-caseario dell’Unione europea manifesta i segnali inequivocabili di una crisi profonda, caratterizzata da uno squilibrio strutturale tra un’offerta in costante crescita e una domanda che non riesce ad assorbire le eccedenze.
Così il settore sta affrontando una fase di forte volatilità che mette a rischio la tenuta sociale ed economica delle aree rurali. Una fase del tutto imprevista che ha interrotto quella positiva registrata dopo la soppressione delle quote latte e che ha portato, lentamente dal 2016 e in modo più deciso nell’ultimo biennio, a positivi risultati economici per tutte le imprese, a testimonianza che evidentemente sinora hanno operato bene portando valore alla filiera tutta.
Così ora Confagricoltura interviene per chiedere rimedi prima che sia troppo tardi. Il prezzo del latte sceso nelle ultime settimane sotto i 50 cent al litro, dopo che per molto tempo era rimasto tra i 65 e i 70 cent, non può far stare tranquilli gli imprenditori. «Le misure proposte dalle istituzioni sono positive a partire dalla disponibilità di Ice sui mercati internazionali per favorire l’export poi l’azione del Ministero sul fronte della comunicazione e promozione dei consumi a partire dallo schema “latte nelle scuole” e delle proposte per i bandi indigenti e per il Piano straordinario a livello Ue», afferma il presidente di Confagricoltura Friuli Venezia Giulia Nicolò Panciera che prosegue: «Su questo fronte è opportuno agire anche perché i problemi del comparto partono dalla maggiore produzione europea: si può iniziare utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio Ue.
È tuttavia opportuno, che l’azione sia collettiva e che non sia solo l’Italia a ridurre il proprio potenziale produttivo, ma si deve intervenire in tutti i Paesi dove ci sono stati incrementi eccessivi di produzione».
Confagricoltura infine, richiama la necessità di agire come sistema di filiera che deve coinvolgere responsabilmente tutti e sempre. Una sottolineatura d’obbligo visto che, in questa fase, non tutti hanno rispettato gli impegni assunti a dicembre e ciò ha contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo degli allevatori associato che sta soffrendo particolarmente la congiuntura negativa di mercato.
In ambito europeo, infatti, si è registrata una produzione pari a 135.253 migliaia di tonnellate fino a novembre 2025 a fronte di una produzione, fino a novembre 2024, di 133.712 migliaia di tonnellate con un incremento particolarmente evidente nei mesi estivi ― quando solitamente la produttività è calante ― e un aumento ancora più significativo nel mese di ottobre rispetto a quanto si verificava un anno prima (+5,1%).
Diversi sono i fattori che aiutano a comprendere questa situazione: i prezzi elevati del latte hanno sostenuto la produzione almeno fino all’inizio dell’autunno in tutta Europa; le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito una maggiore disponibilità e una migliore qualità dei foraggi; le problematiche sanitarie legate alla diffusione della blue tongue hanno ritardato i parti contribuendo all’aumento delle consegne di latte in estate e all’inizio di questo autunno; il calo delle macellazioni Ue di vacche a fine carriera (-14% nel periodo gennaio-novembre 2025) ha contribuito all’aumento della produzione di latte.
Conseguentemente, a partire in particolare dal mese di settembre 2025, il prezzo del latte crudo alla stalla nell’Ue-27 è cominciato a scendere progressivamente da 53,38 euro per quintale sino ad arrivare al prezzo critico di 49,38 euro per quintale nel mese di dicembre 2025 con ulteriori diminuzioni nel mese di gennaio 2026. Una tendenza che sembra accentuarsi in queste ultime settimane, con quotazioni addirittura sotto i 40 euro per quintale. È necessario quindi che la Commissione Europea predisponga un Piano straordinario per il latte: ne va della sostenibilità economica delle imprese lattiero-casearie. —
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