Premio Generali alle Pmi più sostenibili
Tra i vincitori la Diemmebi di Vittorio Veneto, azienda attiva nel settore dell’arredo di design. Donnet: siamo davanti a un modello di sviluppo virtuoso

La sostenibilità è sempre più una componente stabile tra le Pmi europee.
Nel 2026 la quota complessiva di aziende che hanno implementato o stanno implementando questo tipo di strategie raggiunge il 41% (era al 34% nel 2020).
E tra le 11 aziende simbolo del business sostenibile, selezionate tra migliaia in Europa, c'è la trevigiana Diemmebi. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalla quinta edizione del white paper realizzato da Generali in collaborazione con Sda Bocconi, che analizza come l’adozione della sostenibilità stia ridefinendo la competitività e la resilienza di lungo periodo.
La ricerca, basata su un’indagine condotta su 1.100 Pmi di tutta Europa, evidenzia le aree che richiedono un supporto mirato, tra cui gap informativi e ostacoli di natura istituzionale. «Le pmi europee confermano un forte impegno verso la sostenibilità anche in un contesto economico e regolatorio complesso - spiega Marco Sesana, group general manager di Generali -. Allo stesso tempo, il supporto è più necessario nel rafforzamento della resilienza climatica e nella riduzione dell’ancora significativo protection gap».
Nonostante il ritmo di crescita sia leggermente rallentato nell’arco del quinquennio, il nucleo delle Pmi impegnate risulta strutturalmente resiliente.
A livello nazionale prosegue la convergenza di lungo periodo, con alcuni Paesi che mostrano i progressi più significativi dal 2020: Italia (+27 punti percentuali), Spagna (+13), Francia (+10) e Ungheria (+8).
La dimensione aziendale si conferma inoltre un fattore rilevante: quelle di maggiori dimensioni (50–249 dipendenti) guidano il processo con un tasso di implementazione complessivo del 56%, rispetto al 37% in quelle nella fascia 10–19 dipendenti.
Secondo la ricerca, le Pmi che hanno intrapreso il percorso della sostenibilità vedono benefici sempre più evidenti: il vantaggio competitivo emerge oggi come il beneficio in più rapida crescita, indicato dal 68% delle imprese (+18 punti dal 2022).
Migliorano inoltre le condizioni assicurative e di accesso al credito, che salgono rispettivamente al 62% e al 57% (+14 e +15 punti percentuali dal 2022).
«A cinque anni dal suo avvio, l’iniziativa Sme EnterPprize riflette la solida convinzione di Generali che le piccole e medie imprese siano essenziali per la crescita sostenibile e la forza economica dell’Europa», dichiara Philippe Donnet, group ceo di Generali. La quinta edizione del premio di Generali celebra inoltre gli 11 “Eroi della Sostenibilità”, selezionati tra oltre 8.500 Pmi europee come veri leader nello sviluppo di modelli di business sostenibili.
Per l’Italia c'è la Diemmebi di Vittorio Veneto, produttore di arredo per la collettività orientato al design, riconosciuto per il suo impegno nella circolarità e per l’eccellenza dell’artigianato italiano contemporaneo.
Tra i risultati emersi dal White Paper c'è anche il cambiamento nella natura delle barriere all’adozione della sostenibilità.
Per la prima volta dal 2020, sono le barriere istituzionali, e non quelle finanziarie, a rappresentare il principale ostacolo.
La mancanza di supporto istituzionale, di incentivi e di chiarezza normativa emerge come il principale fattore critico (53–56%), mentre i freni economici ed interni risultano in diminuzione.
Il cambiamento climatico è passato infine da rischio di lungo periodo a minaccia diretta per il business. —
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