Crisi Electrolux, in programma un tavolo preliminare con le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto
In vista dell’incontro con il ministro Urso, lunedì 18 maggio le sigle sindacali incontreranno i rappresentanti istituzionali delle due Regioni

Lunedì 18 maggio, alle 16, è convocato in videoconferenza un tavolo preliminare sulla crisi Electrolux, in vista dell'incontro già programmato per il prossimo 25 a Roma, al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo ha reso noto la Regione Fvg.
Alla riunione sono attesi gli assessori regionali del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro), insieme alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti istituzionali della Regione Veneto.
«Sottolineiamo l'importanza di questa collaborazione tra le due Amministrazioni regionali - hanno dichiarato Bini e Rosolen - a testimonianza di una comune volontà istituzionale di procedere in maniera unitaria per tutelare l'occupazione e la continuità produttiva dei siti della multinazionale in Veneto e in Friuli Venezia Giulia».
Si tratta del primo passo istituzionale organizzato per risolvere la crisi scaturita dopo l’annuncio da parte dell’azienda di un piano di ristrutturazione che prevede 1700 esuberi, quasi il 40% dei dipendenti, a cui ha fatto seguito lo sciopero proclamato in tutte le sedi del gruppo, tra cui gli stabilimenti di Porcia e Susegana.
Schlein: «Intervenga Meloni»
Intanto continuano ad arrivare le reazioni politiche. « 1700 licenziamenti della multinazionale Electrolux vanno ritirati. Piena solidarietà ai lavoratori, coinvolti in una vertenza lunga e complessa che seguo da molti anni e che non può chiudersi così», ha commentato la segretaria del partito democratico Elly Schlein, che ha sottolineato come il tavolo convocato dal Mimit il prossimo 25 maggio non sia sufficiente. «È ora che ci sia una presa in carico di Meloni – ha proseguito Schlein – . Palazzo Chigi deve prendere direttamente in mano i dossier delle drammatiche crisi industriali che stanno attraversando il paese, dall’automotive all’acciaio. Non si può più fare finta di nulla e rivendicare risultati che non ci sono».
Bizzotto (Mimit): «Faremo tutto il necessario per difendere i lavoratori»
«La nostra missione è chiara: tutelare i posti di lavoro e preservare ogni impianto industriale. Faremo tutto quello che è necessario per difendere i lavoratori e i nostri territori davanti a piani industriali totalmente inaccettabili». Lo ha detto Mara Bizzotto, sottosegrataria al ministero delle Imprese e del made in Italy, rispondendo in Commissione Attività produttive alla Camera all'interrogazione sulla crisi del gruppo Electrolux. Bizzotto ha annunciato che nelle more dell'incontro programmato per il prossimo 25 maggio, «il Ministero del Lavoro ha fatto una ricognizione delle misure di politica passiva del lavoro richieste dalla società Electrolux Italia S.p.A. per il personale occupato nei suoi stabilimenti italiani», in pratica sugli interventi di sostegno utilizzati dall'azienda.
«Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy segue con la massima attenzione la situazione della crisi Electrolux, soprattutto alla luce dell'annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale che coinvolge diversi stabilimenti sul territorio nazionale» ha assicurato la sottosegretaria.
Serracchiani: «Il governo arriva tardi dopo anni senza scelte»
«Il tavolo del 25 è opportuno ma arriva tardi in una fase già patologica, la crisi di Electrolux non è un fulmine a ciel sereno, ma la filiera dell'elettrodomestico soffre già da qualche anno» è il commento della deputata dem Debora Serracchiani.
«Qui si pagano le scelte non fatte in questi anni, in particolare sul costo dell'energia elettrica che rende il nostro mercato non appetibile, sui mancati interventi e investimenti. Per questo chiediamo un intervento forte anche della Presidente del Consiglio e non solo del Mimit».
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