Legno per pianoforti e mobili di alta gamma: i 60 anni di Luvisoni
L’azienda di Martignacco celebra venerdì 15 maggio l’anniversario. Conta 10 milioni di euro di ricavi e dà lavoro a 20 persone. Il titolare: «Tra gli obiettivi c’è l’apertura di nuovi mercati»

Un’avventura imprenditoriale iniziata come tante.
Grazie all’iniziativa del fondatore che, dopo aver lavorato da dipendente e imparato il mestiere, decide di mettersi in proprio.
Nel caso della Luvisoni & Co di Martignacco, l’iniziativa prende le mosse dall’iniziativa di Giuliano Luvisoni nel 1966. Sessant’anni fa.
Un anniversario che l’impresa friulana, specializzata nella selezione e prima lavorazione di latifoglie pregiate – dal rovere dei Balcani al noce americano passando per le essenze africane – si prepara a festeggiare venerdì con i suoi 20 dipendenti, ma anche con i clienti e i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni datoriali.
«Mio padre iniziò lavorando per i mobilifici e per qualche impresa di serramenti, oggi – spiega il figlio Piero Luvisoni, che oggi guida l’impresa insieme alla sorella Anna Teresa e dal loro cugino Antonio Caprile, e alla terza generazione, con il figlio Giacomo e il nipote Amedeo – ci siamo specializzati e forniamo clienti di divesi settori, anche di nicchia, come quello degli strumenti musicali». Pianoforti e organi in particolare.
L’azienda ha chiuso il 2025 a 10 milioni di euro, realizzati per metà oltre confine.
Un’apertura verso l’estero che nel caso di Luvisoni è andata e ritorno.
La materia prima viene infatti in gran parte reperita fuori dall’Italia.
Nei primi anni dall’Austria, poi da Indonesia, Africa e Stati Uniti. «Attualmente – continua l’imprenditore – lavoriamo soprattutto con i Balcani e il Nord America».
Dall’inizio come semplice commerciale, l’azienda udinese si è evoluta negli anni grazie a importanti investimenti che hanno interessato in particolare impianti di essiccazione, cogenerazione per alimentare i forni e fotovoltaico.
«Puntiamo – fa sapere ancora Luvisoni – a raggiungere il 90 per cento di autosufficienza energetica».
Tra i settori serviti dalla società di Martignacco c’è anche quello esigentissimo degli strumenti musicali. Pianoforti in particolare, che necessitano fino a cinque tipi di legno diverso, lavorato in tavole lunghe e stabili, senza giunti.
«Viene fatto riposare ed essiccato lentamente e può restare in magazzino anche per anni» svela l’imprenditore. Obiettivo: la perfezione. Che è poi quella richiesta per i mobili di alta gamma, settore che pesa ancora oggi in modo importante sulla composizione dei ricavi dell’impresa di Martignacco.
La quota di legname che viene venduta all’estero è destinata in particolare agli importatori, mentre in Italia i rapporti sono per lo più diretti con gli utilizzatori, dai produttori di mobili agli strumenti musicali, passando per pavimenti e per le sedie.
Ai formati standard, Luvisoni affianca un’alta capacità di personalizzazione, fornendo grazie agli impianti di taglio le dimensioni richieste dalla singola commessa.
Tra gli obiettivi futuri c’è anzitutto l’apertura di nuovi mercati.
«Oggi a farla da padrona è l’Europa del Nord, ma ci sono Paesi e aree molto promettenti. Se ne devo scegliere una dico Estremo Oriente, una zona dove abbiamo già delle presenze spot che vorremmo consolidare» annuncia l’imprenditore, forte della vicinanza del porto di Trieste, essenziale per attutire l’impatto logistico delle spedizioni. Un’infrastruttura strategica, a sentire l’azienda, tanto per le importazioni di legname che per l’invio ai clienti dei semilavorati.
«Il porto ci consente di essere competitivi anche su destinazioni lontane. Un container che parte da Trieste per gli Stati Uniti costa decisamente meno di un Tir diretto in Nord Europa. E questo – conclude Luvisoni – ci permette di spedire merci anche molto lontano».
Riproduzione riservata © il Nord Est








