Pagnan dai cereali al turismo: «Nel Chianti il nuovo villaggio»
La dinastia attiva nel commercio di materie prime agricole e nell’immobiliare spiega le proprie strategie nel campo dell’ospitalità alberghiera e open air. Cinque strutture ricettive, 1 milione di presenze. «A Venezia ostello modello»

«Cinque strutture tra urban e open air, 176 nazionalità ospitate, 978 mila presenze turistiche, 10.700 posti letto, 127 milioni di euro di impatto economico totale sul territorio». Pagnan Group, sede a Padova, si presenta così, forte dei propri numeri, alla conferenza stampa organizzata ieri a Mestre.
Quella di Pagnan Group è una storia familiare d’eccellenza nel panorama dell’imprenditoria veneta. L’azienda, fondata nel 1929 da Romano Pagnan, è dagli anni ‘50 leader nel commercio internazionale di cereali, semi oleosi e derivati. Si tratta di un gruppo eterogeneo, che a partire dagli anni ’60, con l’apertura dell’Hotel Plaza di Mestre, ha saputo affiancare alle proprie attività nel settore agricolo e immobiliare anche quella turistica.
«La divisione turismo è fondamentale nel nostro gruppo, che è molto variegato – afferma Silvia Pagnan, Chief Tourism Officer di Pagnan Group – con le nostre strutture offriamo un servizio di ospitalità a 360 gradi. Villaggi turistici, hotel e ostelli, abbracciamo tutte le tipologie di turismo. La nostra filosofia è quella di promuovere un’ospitalità di qualità, inclusiva e sostenibile».
«Siamo un gruppo giunto ormai alla quarta generazione – ricorda Renato Pagnan, Group Executive Chairman – un traguardo che è stato possibile raggiungere perché siamo stati capaci di dare impulso ad attività nuove. Un esempio è il nostro ostello, che a Venezia mancava. Quello che forniamo ai giovani è un servizio che non solo dà la possibilità di visitare Venezia, ma anche di garantire loro uno spazio per conoscere coetanei da tutto il mondo. Per questi ragazzi viaggio e rapporti umani sono concetti inscindibili».
Sono cinque le strutture ricettive di proprietà del gruppo. Due “urban”, nell’area di Mestre (l’Hotel Plaza e l’Anda Hostel) e tre open-air (Isaresidence, Isamar e Barricata), ovvero tre villaggi turistici posizionati nella zona compresa tra Venezia e il Parco naturalistico del Delta del Po.
«Oggi il turismo open air è diventato un pilastro dell’industria turistica italiana, 8 miliardi di fatturato a livello nazionale – sottolinea Silvia Pagnan – siamo orgogliosi di essere stati pionieri di queste diverse pratiche turistiche nel territorio con i nostri villaggi, in grado di valorizzare l’immenso patrimonio naturalistico del Delta del Po e portare oltre 250 mila turisti nel Parco».
Ma quanti soldi porta Pagnan Group all’economia locale, sia in maniera diretta, ad esempio con le spese sostenute per la manutenzione di hotel e villaggi, sia indiretta, tramite gli investimenti nelle filiere affiliate e i proventi garantiti dai turisti che soggiornano nelle strutture del gruppo? Secondo gli studi promossi dall’azienda, si parla di un valore economico complessivo stimabile in 127 milioni. (40 milioni di ricadute dirette, 45 milioni indirette e 42milioni di effetti aggiuntivi).
«Le nostre attività dimostrano che un turismo ben gestito è una risorsa per il territorio – dichiara Alessandro Bertolini, Managing Director & CFO ad interim - inoltre, investire in una zona difficile come Mestre è diventato un esempio di rigenerazione urbana. Abbiamo dato un segnale di speranza alla cittadinanza. Facile investire in Piazza San Marco!»
Interrogato dai giornalisti sul futuro dell’azienda, Renato Pagnan afferma: «Ci piace molto la Toscana. Sarebbe bello esportare il nostro modello di turismo open air anche lì. Abbiamo una grande tenuta nella Zona del Chianti Classico, la Tenuta di Berignone, di oltre 800 ettari. Sarebbe perfetta per ospitare un nostro nuovo villaggio».
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