EssiLux, nuovo scontro legale: Milleri vuole due milioni di azioni
Il manager ha avviato una causa civile contro tre eredi Del Vecchio: può essere superata dal recente riassetto

A quasi quattro anni dalla morte di Leonardo Del Vecchio, la battaglia sulla sua eredità continua tra tribunali italiani e lussemburghesi. L’ultimo fronte aperto riguarda Francesco Milleri, presidente della holding e amministratore delegato di EssilorLuxottica, che nei mesi scorsi ha promosso una nuova causa civile davanti al Tribunale di Milano contro tre degli eredi del fondatore: Luca Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Paola Del Vecchio.
La controversia, rivelata da Mf, ruota attorno a 2,15 milioni di azioni EssilorLuxottica lasciate a Milleri per testamento. Si tratta di una quota dello 0,5% del capitale, che ai valori di Borsa supera i 370 milioni di euro. Finora, però, il manager avrebbe ricevuto soltanto circa 400 mila azioni, recuperate principalmente dai conti personali del fondatore, oltre a una parte trasferita volontariamente da alcuni eredi con cui sarebbe stato raggiunto un accordo separato. Tra questi figurerebbe Leonardo Maria Del Vecchio e, secondo alcune ricostruzioni, anche la sorella Marisa Del Vecchio.
Il nodo nasce dal fatto che Luca, Clemente e Paola hanno accettato l’eredità con beneficio d’inventario. Secondo Milleri, però, i tempi per completare il trasferimento delle azioni sarebbero ormai scaduti. Da qui la decisione di rivolgersi nuovamente ai giudici milanesi, dopo una prima iniziativa avviata già nel 2023. Una causa che comunque rischia già di essere superata dagli sviluppi più recenti nella complessa partita societaria interna alla holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio.
Negli ultimi mesi, infatti, si è aperta una nuova fase del riassetto di Delfin. L’assemblea della holding ha approvato il trasferimento delle quote detenute da Luca e Paola a favore di Leonardo Maria Del Vecchio. I due fratelli avrebbero accettato di cedere le rispettive partecipazioni del 12,5% per circa 5 miliardi ciascuna. Per finanziare l’operazione, Leonardo Maria avrebbe ottenuto una linea di credito da circa 11 miliardi da UniCredit, Crédit Agricole e Bnp Paribas.
L’obiettivo è arrivare entro giugno alla firma dell’accordo che consentirebbe a Leonardo Maria di salire al 37,5% della holding. Una soglia decisiva per superare lo stallo che paralizza gli equilibri tra gli eredi e che potrebbe archiviare le cause aperte dopo la successione del fondatore di Luxottica.
Ma la tregua è ancora lontana. A opporsi al riassetto è stato Rocco Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo, che ha impugnato davanti al Tribunale del Lussemburgo le delibere approvate dall’assemblea di Delfin del 27 aprile. Basilico contesta sia il nuovo assetto proprietario sia la modifica della politica dei dividendi. La holding ha infatti deciso di aumentare la distribuzione delle cedole fino all’80% degli utili per il prossimo triennio.
Secondo Basilico, l’inserimento del tema dividendi all’ordine del giorno avrebbe richiesto il consenso unanime dei soci. Basilico poi sostiene anche che il trasferimento del 25% da Luca e Paola al veicolo Lmdv Capital, controllato da Leonardo Maria, configuri una cessione a terzi e che dunque dovesse essere approvato con maggioranze rafforzate. In assemblea, invece, la delibera è passata con il voto contrario dello stesso Basilico e di Claudio Del Vecchio.
Dietro la guerra legale c’è però una partita che supera la sola successione familiare. Delfin controlla infatti il 32,4% di EssilorLuxottica e custodisce partecipazioni strategiche nella finanza italiana: il 17,5% di Mps, il 10% di Generali e il 2,75% di UniCredit. Asset che complessivamente valgono circa 40 miliardi e che garantiscono flussi di dividendi stimati in oltre 830 milioni solo nel 2026.
Riproduzione riservata © il Nord Est








