La triestina Picosats lancia i mini-satelliti pronti per il 5G: «Svolta nelle Tlc»

I mini-satelliti di una startup triestina che già si colloca fra le imprese più promettenti del business aerospaziale potrebbero rivoluzionare il mondo dei media portando nello spazio la tecnologia 5G. Una svolta per i grandi big delle telecomunicazioni che diffondono i propri contenuti.
Tra i protagonisti della New Space Economy, Anna Gregorio, imprenditrice spaziale, Ceo di Picosats e docente di astrofisica al dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste, tra le 100 italiane di successo secondo Forbes 2020, ha centrato un nuovo risultato che definisce «un balzo in avanti nella comunicazione satellitare».
Picosats ha infatti testato con successo, durante una missione nello spazio a bordo di una navicella nel corso di una missione di Space X di Elon Musk, il suo prodotto tecnologico di punta ad alte prestazioni e dai costi contenuti. Si tratta del ricetrasmettitore miniaturizzato Radiosat, componente fondamentale dei micro-satelliti, progettato per CubeSat e per piccoli satelliti con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana, lanciato per la prima volta in orbita l’11 novembre scorso. Questa tecnologia innovativa è stata integrata a bordo del vettore satellitare Ion di D-Orbit, azienda italiana del settore, nella missione Transporter-9 di Space X del miliardario sudafricano. Ma quali sono le prospettive di un simile lavoro di ricerca? «Stiamo lavorando al primo prototipo di mini-satellite 5g, che prevediamo di lanciare il prossimo anno, e consentirà una velocità di trasmissione molto più economica e veloce di video e immagini», chiarisce Gregorio.
Si può capire come questo sia un passaggio che potrebbe interessare i grandi colossi dei media e delle telecomunicazioni. Per Picosats è il coronamento di un lavoro di due anni: «Se pensiamo che siamo nati come uno spin off universitario questo è un passaggio epocale. Siamo riusciti partendo da zero a conquistarci una grande credibilità. Il nostro è un team giovane e molto motivato».
Picostas ha di recente chiuso con successo un secondo round di investimento da 2,13 milioni di euro che è servito a finanziare questa dimostrazione in orbita. All'operazione hanno partecipato Liftt, la holding di venture capital guidata da Stefano Buono,lo scienziato italiano diventato imprenditore e cacciatore di startup. E poi nella compagine ci sono anche Progress Tech Transfer e Galaxia, il Polo nazionale di trasferimento tecnologico per l'aerospazio di Cdp Venture Capital Sgr.I fondi raccolti sono serviti all'ampliamento delle attività di ricerca e sviluppo e al potenziamento dell'infrastruttura tecnologica. Il successo delle prove di Radiosat su Space X aprono anche nuove opportunità commerciali «fra cui soluzioni e servizi di connettività avanzati», si spiega in una nota congiunta di Picosats, Lift e Galaxia. Gregorio, con oltre vent’anni di esperienza nella costruzione di satelliti anche in prestigiose missioni firmate dall’Agenzia Spaziale Europea-Esa ha annunciato di avere centrato l’obiettivo di dimostrare l’efficacia della tecnologia di banda Ka, sviluppata con il supporto dell'Agenzia Spaziale Europea, attraverso una missione in orbita: «Questa tecnologia rende lo spazio più accessibile e conveniente».
PicoSats sta lavorando anche allo sviluppo di un modem che consenta velocità di trasmissione dati elevate: «Questo successo -ha spiegato il presidente di Picosats Mario Fragiacomo- è la testimonianza del nostro impegno per l’innovazione e l’eccellenza tecnologica spaziale». Le soluzioni dell’azienda triestina per le comunicazioni satellitari - sottolinea in una nota Marco Parlani di Liftt «sono l’avanguardia in un segmento di business ad alto potenziale».
La Ceo di Picosats Anna Gregorio di recente ha partecipato a una missione in due tappe, a Houston e Los Angeles, che ha offerto alle nostre imprese l’occasione per far visita ad aziende statunitensi del comparto aeronautico e aerospaziale oltre che alla Nasa, allo Space center di Houston: «Nel settore aerospazio c’è un’importante rappresentanza di aziende del Nordest, con cui stiamo cercando di costituire un cluster aerospaziale».
Durante la missione c’è stato tempo anche per un meeting con Space X. Al miliardario e patron di Tesla Elon Musk, che resta uno degli uomini più ricchi del mondo, di certo non è sfuggito che la rivoluzione dei nanosatelliti, con costi inferiori di produzione e lancio in orbita, promette di abbattere il divario digitale in un mondo sempre più connesso.
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