La partita per Inspecs entra nella fase decisiva: Safilo più forte con il 30%

Pubblicato ieri il documento di offerta per la società quotata a Londra. La società guidata da Trocchia ha più potere negoziale. Il gruppo padovano salendo nel capitale ha costretto i concorrenti di BidCo a rivedere i piani. Offerta a 84 pence, ma modificati i termini di acquisto con obiettivo al 50% e non più al 75%. 

 

Roberta Paolini

 

Su Inspecs si gioca una partita a scacchi e Safilo, finora, è riuscita a restare in gioco senza forzare le regole. Da ieri si apre la fase decisiva, con un orizzonte di circa trenta giorni.

Il gruppo padovano dell’occhialeria guidato da Angelo Trocchia ha costretto venerdì gli avversari nella partita per Inspecs a rivedere la strategia. Safilo è tornata a muovere sul capitale, portandosi fino al limite regolamentare del 29,9%, con acquisti a un prezzo massimo di 85,4 pence per azione. Un investimento complessivo che sfiora i 30 milioni di euro e che non può spingersi oltre: sopra la soglia del 30% scatterebbe infatti l’obbligo di Opa, mentre fino a metà giugno Safilo è comunque vincolata a non poter lanciare un’offerta.

Una posizione, dunque, non di controllo ma di interdizione. Ed è proprio qui che la mossa si rivela decisiva. Sempre venerdì, infatti, BidCo — il veicolo controllato dagli imprenditori britannici Luke Johnson e Ian Livingstone — ha annunciato un cambio radicale nella struttura dell’operazione su Inspecs: abbandonato lo Scheme of Arrangement, sostituito da un’offerta pubblica di acquisto (takeover) alle stesse condizioni economiche, 84 pence per azione in contanti.

Una scelta tutt’altro che tecnica. Lo schema originario richiedeva il via libera del 75% del capitale e, con Safilo al 29,9%, sarebbe stato di fatto bloccato. Il passaggio al takeover abbassa invece la soglia al 50% più un’azione, consentendo a BidCo di procedere senza il consenso del gruppo italiano.

Il consorzio, del resto, si è già portato avanti: potrebbe contare su impegni irrevocabili sul 31,9% del capitale che, sommati al 19,1% già detenuto, portano la sua posizione complessiva al 51%. Una maggioranza di fatto che garantisce il controllo, ma non la piena libertà di manovra.

Safilo, pur senza poter rilanciare nel breve termine, resta un azionista chiave, capace di condizionare gli sviluppi futuri, soprattutto in una società che non ha i numeri con il posizionamento del gruppo italiano per poter puntare al delisting (gli servirebbe il 75% del capitale).

L’offerta di BidCo — che valuta la società circa 85,4 milioni di sterline — incorpora premi superiori al 100% rispetto ai prezzi pre-annuncio, segnale evidente della volontà di accelerare l’uscita dal mercato.

Inspecs rappresenta infatti un asset industriale tutt’altro che marginale: gruppo integrato nella produzione e distribuzione di occhialeria, con presenza in oltre 80 Paesi, circa 75.000 punti vendita serviti e una struttura produttiva articolata su quattro siti. Una piattaforma completa che, nonostante le pressioni macroeconomiche degli ultimi due anni, conserva un potenziale industriale significativo.

Per Safilo, Inspecs non è solo un investimento finanziario ma un possibile tassello industriale, in grado di generare sinergie sia sul fronte dei ricavi sia su quello dei costi, con un impegno di capitale — almeno allo stato attuale — giudicato gestibile.

La quota costruita dal gruppo italiano rappresenta anche una leva negoziale in vista del post-Opa, in particolare rispetto agli asset tedeschi di Inspecs, considerati strategici per rafforzare la presenza nei mercati Dach (Germania, Austria e Svizzera).

Oggi è attesa la pubblicazione del prospetto dell’Offerta, che chiarirà tempistiche e modalità operative. Ma il quadro resta aperto. BidCo ha in mano la maggioranza per chiudere l’operazione, Safilo detiene una minoranza sufficientemente forte da pesare sulle scelte future.

Il documento di offerta pubblicato ieri definisce nel dettaglio la struttura dell’operazione. Il corrispettivo principale resta cash ma è affiancato da un’offerta alternativa destinata agli azionisti che vogliono mantenere un’esposizione al gruppo: azioni non quotate della holding (Topco) e strumenti di debito (loan notes) emessi da Midco.

Una proposta che il consiglio di amministrazione non boccia ma su cui mantiene una posizione neutrale, evidenziando i rischi legati all’illiquidità e alla non trasferibilità dei titoli. Sul piano operativo, l’Offerta è aperta fino al 24 aprile, con una long stop date (ultima data possibile) fissata al 30 giugno.

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