Honeywell spinge Pittway con 4 milioni di sensori
Da quarant’anni la fabbrica triestina produce sistemi di rilevamento antincendio sotto diverse insegne. La dismissione delle linee dedicate al gas accompagnata da un ciclo di investimenti da oltre 15 milioni di euro negli ultimi quattro anni

Quattro milioni di dispositivi antincendio prodotti ogni anno, un centro che affianca ricerca e sviluppo alle linee di assemblaggio, circa 250 dipendenti e investimenti per quasi 3,5 milioni nel solo 2025. È la fotografia di Pittway Tecnologica, stabilimento che la multinazionale americana Honeywell gestisce a Trieste da quasi trent’anni.
«Concepire, progettare, sviluppare e produrre soluzioni»: così Gianpaolo Scarpin, responsabile dello stabilimento, descrive in un video promozionale il lavoro della sua squadra. I dispositivi fabbricati a Trieste entrano nei sistemi che rilevano fumo e incendi in scuole, ospedali, uffici e impianti industriali. Fra i prodotti realizzati figurano rilevatori ottici di fumo, sensori di calore e dispositivi che combinano le due funzioni.
I ricavi da vendite e prestazioni raggiungono 23, 9 milioni, il 3, 2% in più dei 23, 2 milioni del 2024. Considerando gli altri proventi, il valore della produzione sale a 25, 8 milioni (+2%). L’utile netto supera 1, 05 milioni, contro 987 mila euro dell’anno precedente, ma il risultato operativo scende leggermente da 1, 30 a 1, 23 milioni. Nessun debito bancario a fine esercizio: la tesoreria è centralizzata nel gruppo, verso il quale Pittway vanta un credito di 16, 9 milioni.
Il dato industriale più significativo riguarda gli investimenti: 3,48 milioni di nuove immobilizzazioni materiali nel 2025, contro 2,61 milioni l’anno prima, quasi interamente dedicati a nuovi impianti «altamente sofisticati» destinati a migliorare la produzione e l’efficienza energetica. Dal 2022 al 2025 i bilanci registrano 15, 4 milioni di investimenti, con l’introduzione di una nuova linea automatizzata.
Nel frattempo è cambiato il portafoglio produttivo. Pittway lavorava componenti sia per rilevatori di gas sia per sensori antincendio, ma la produzione dei primi è cessata nel 2023. Dall’anno scorso compare invece una nuova attività, ancora di dimensioni limitate: la produzione di accessori per il controllo del traffico negli aeroporti. La multinazionale preferisce tuttavia non commentare e dunque non resta che affidarsi alle informazioni contenute nelle relazioni che accompagnano i bilanci depositati.
L’altro lato della trasformazione riguarda il lavoro. Il bilancio 2025 indica 254 dipendenti in attività: 145 operai, 86 impiegati, 19 quadri, due dirigenti e due altri addetti. Erano 268 nel 2023. Il confronto storico è ancora più marcato: nel 2011 lo stabilimento contava infatti 345 lavoratori, in larga maggioranza donne. Il rapporto tra automazione e occupazione attraversa la storia recente dell’azienda. Nel 2011 l’introduzione di un sistema informatico per la gestione dei materiali accompagnò ad esempio l’annuncio di una ventina di esuberi. Nel 2016 si trattò di uscite volontarie. Nel 2021 i sindacati denunciarono il rischio di trenta eccedenze connesse all’arrivo di nuovi impianti automatizzati.
La fabbrica è la diretta evoluzione dello stabilimento Pittway, creato in via Caboto nel 1988 grazie agli interventi della legge 26 del 1986: il cosiddetto Pacchetto Trieste. Il suo nome deriva dall’omonimo gruppo statunitense, specializzato in sistemi di sicurezza e allarme, acquisito poi da Honeywell nel febbraio 2000 con un’operazione da 2, 2 miliardi di dollari. Da una multinazionale all’altra. E oggi l’assegnazione delle produzioni al sito triestino dipende dalle scelte globali della corporation.
La dipendenza è evidente anche nei conti: tutti i ricavi di Pittway derivano infatti da rapporti con altre società Honeywell. I 23, 9 milioni delle vendite sono fatturati alla consociata Honeywell Products & Solutions; gli altri 1, 85 milioni di proventi comprendono soprattutto riaddebiti per personale impegnato in funzioni internazionali, perché Trieste ospita anche competenze al servizio della casa madre. Sui rapporti infragruppo, dai bilanci emerge inoltre come Pittway Tecnologica controlli sei società Honeywell tra Belgio, Finlandia, Danimarca, Svezia e Norvegia, con partecipazioni iscritte per 92, 6 milioni. Si tratta di attività nei sistemi antincendio, nell’automazione degli edifici e nei controlli industriali. Questo spiega il patrimonio netto di quasi 119 milioni, ben superiore alle dimensioni commerciali dello stabilimento triestino.
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