Rubinato, Ey: «Rafforzare l’industria e la pluralità dei settori produttivi»
L’analisi e le sfide dell’economia veneta presentate al Roadshow di Ey Private

Anche con il vento contrario, l’economia veneta resiste. Ma se è vero che la crescita stimata del Pil della regione tra il 2019 e il 2027 è pari al 6,3%, è anche vero che risulta inferiore rispetto al resto d’Italia e al Nord, per i quali è rispettivamente dell’8,1% e dell’8,5%.
Oltre a questo gap, preoccupano anche le stime sugli investimenti e sui consumi. Questi ultimi, in Italia hanno avuto una dinamica tutto sommato positiva perché la disoccupazione ai minimi ha aumentato la platea dei consumatori. I salari, però, restano fermi: si tratta dunque di una crescita che rischia di avere vita molto breve. La situazione non migliora sul fronte degli investimenti, che negli ultimi anni, grazie agli incentivi, hanno spinto il Pil nazionale e Veneto oltre le stime. Ora che sono finiti, però, il quadro cambia. «In Veneto tre imprese su cinque sono spaventate», ha spiegato Mario Rocco, head of valuation, modelling & economics di Ey Italia, durante l’ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026, che si è tenuta ieri a Padova.
L’analisi condotta da EY-Parthenon, tuttavia, mette in luce anche delle note positive per la regione, nonostante l’instabilità geopolitica. A guidare il Veneto è sempre l’industria: settore che pesa per il 28% del valore aggiunto regionale, contro il 20% dell’Italia. Si tratta di una percentuale seconda solo a quella dell’Emilia Romagna, pari al 29%. Lo studio evidenzia anche una certa eterogeneità tra le province. Infatti, Padova rappresenta la principale economia del Veneto, con un Pil pari a 39,2 miliardi di euro nel 2023, seguita da Verona (38,5 miliardi), Vicenza (36,4 miliardi), Treviso (35,8 miliardi) e Venezia (32,4 miliardi). Belluno e Rovigo restano indietro, rappresentando insieme solo l'8% dell'economia regionale.
A godere di particolare salute è anche il settore del turismo, che registra un saldo superiore alla media italiana. Rispetto al 2019, gli arrivi nel 2025 sono cresciuti del 27% a Belluno, 17% a Verona, 8% a Venezia, 6% a Padova, 5% a Vicenza, 2% a Treviso e ridotti di circa l’1% a Rovigo.
Un dato che però attira l’attenzione è quello relativo alla spesa in ricerca e sviluppo, ambito cruciale per garantire la sopravvivenza delle imprese in uno scenario sempre più competitivo. In questo, il Veneto risulta essere la quinta regione d’Italia in termini assoluti, e in rapporto percentuale al Pil, è inferiore alla media italiana. Anche per quanto riguarda l’Ia, uno dei maggiori booster della produttività, la percentuale è scarsa: solo il 16% delle imprese venete la adotta per il momento.
A raccontare le sfide e le trasformazioni che le imprese stanno affrontando oggi sono state, durante l’evento, quattro realtà premiate da Ey. «L’apertura al cambiamento e lo sguardo oltre i confini ci hanno permesso di restare al passo con i mercati e con un tempo che ci chiama ad affrontare sfide importanti», ha commentato Barbara Beltrame, vicepresidente di Afv Beltrame Group, premiata per la categoria Tradizione e Futuro d’Impresa. «Per una Pmi come la nostra realizzare una trasformazione aziendale può spaventare per l’impegno che richiede. Ma riteniamo che non si tratti di uno sforzo effimero», ha aggiunto Luigi Gorza, ceo di Ard Raccanello, premiata per Visione e Responsabilità d’Impresa. «Questo premio racchiude i valori a cui sono più legato: la famiglia, la tradizione e lo stile di vita italiano, fatto di convivialità e relazioni autentiche. Sono valori che guidano Diemme ogni giorno», ha detto Giannandrea Dubbini, presidente e ad di Diemme Caffè, che ha ricevuto il premio per Valore oltre il Prodotto. «Questo premio ci fa particolarmente piacere perché riconosce l’idea da cui è nata Faba: usare tecnologia e contenuti per offrire a bambini e famiglie un’alternativa agli schermi che sia semplice, coinvolgente ed educativa», ha affermato Matteo Fabbrini, Ceo di Faba, premiata per l’Innovazione Educativa.
«La sfida per i prossimi anni», ha sottolineato Maurizio Rubinato, partner Ey e responsabile assurance Area Nord Est, «sarà rafforzare tradizione industriale, apertura internazionale e pluralità di vocazioni produttive, accompagnando l’evoluzione delle imprese in un contesto globale incerto».
«In uno scenario complesso», ha aggiunto Francesco Lecis, partner, clients & industries and Bd leader di Ey Italia, «interpretare le trasformazioni in corso è essenziale per sostenere l’evoluzione dei modelli operativi e organizzativi delle imprese, valorizzando tecnologia, competenze e una visione strategica di lungo periodo».
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