Eurotech, a segno l’aumento di capitale da 17,5 milioni: «Aiuterà la crescita»

L’aumento serve a sostenere il nuovo piano industriale 2026-20230 che prevede un percorso di crescita con l’avvio di una nuova fase di sviluppo che porterà l’azienda a 100 milioni nel 2030

Maura Delle Case

 

Si è concluso con successo l’aumento di capitale in opzione di Eurotech, multinazionale con quartier generale ad Amaro, quotata sul segmento Euronext Star Milan, che progetta, sviluppa e fornisce edge computer e soluzioni per l’internet of things (IoT) complete di servizi, software e hardware. La società ha comunicato che l’aumento sottoscritto è stato pari a 20.996.430 azioni ordinarie, pari al 99,99997% del totale delle nuove azioni offerte, per un controvalore complessivo di 17.490.026,20 euro.

«Tale risultato – si legge nel comunicato diffuso dall’azienda – conferma il forte apprezzamento da parte del mercato nei confronti della società e del piano industriale 2026-2030, fin dalle prime fasi dell’offerta in opzione».

Le azioni ordinarie di nuova emissione, prive di valore nominale, sono state offerte nel rapporto di 6 nuove azioni ogni 11 possedute, al prezzo di sottoscrizione di 0,833 ciascuna di cui 0,25 da imputarsi a capitale sociale e 0,583 a sovrapprezzo (rapporto e prezzo confermati nella successiva fase di offerta dei diritti inoptati).

Emera, la holding di partecipazioni a capitale interamente italiano, azionista di maggioranza relativa di Eurotech, ha sottoscritto quasi 10 milioni di nuove azioni (per un totale di 8,3 milioni di euro) restando sotto la quota che fa scattare l’obbligo di Opa.

Alla fine dello scorso mese di gennaio, l’assemblea dei soci di Eurotech ha approvato il nuovo piano industriale 2026–2030 che sarà sostenuto dalle risorse finanziarie raccolte mediante l’aumento di capitale che dovrebbe consentire a Eurotech un’inversione di tendenza rispetto alla forte contrazione registrata nel 2024 quando i ricavi sono precipitati a 59,1 milioni (-36,9% rispetto al 2023), l’Ebitda ha segnato -5 milioni contro i 5,3 dell’anno precedente e l’ultima riga di bilancio ha registrato una perdita di 36,2 milioni.

Il piano, basato sull’attuale perimetro del gruppo, dallo scorso giugno guidato dal nuovo amministratore delegato Massimo Milan, non prevede acquisizioni, puntando sul rafforzamento della crescita organica su interventi di integrazione operativa all’interno del gruppo e ancor sulla crescita e lo sviluppo delle competenze tecnologiche, con particolare riferimento alle aree software, AI e cybersecurity.

A partire dal 2028, dopo una stabilizzazione dei ricavi consolidati e un ritorno in positivo dell’Ebitda (nel 2026) e dell’Ebit (nel 2027), è previsto un percorso di crescita più significativo, con l’avvio di una nuova fase di sviluppo che porterà l’azienda a 80 milioni di euro nel 2028, 100 nel 2030.

Il mercato ha risposto positivamente alla conclusione dell’offerta, ieri il titolo ha chiuso a 1,05 euro, in crescita del 3,95%, ma lontanissima dal valore di 3,40 euro dell’offerta pubblica iniziale nel 2005.

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