I maghi degli stadi: così la friulana Eps ha salvato San Siro

Il manto erboso in perfette condizioni dopo i Giochi olimpici. Per Milano Cortina anche logistica e infrastrutture

Maurizio Cescon

La copertura del manto erboso dello stadio di San Siro a Milano in occasione della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, è stato forse l’intervento più delicato. Ad alto tasso di potenziale errore, per l’importanza dello stadio (vi giocano ogni tre giorni sia il Milan che l’Inter) e per l’eco mondiale che hanno avuto i Giochi. Ma Eps Italia, società nata nel 2012 da una costola dell’omonima multinazionale tedesca, con quartier generale in Friuli, ha superato brillantemente la prova. Alla fine della cerimonia, infatti, l’erba del “Meazza” è tornata perfettamente integra e liscia come un tavolo da biliardo, utilizzata senza problemi dalle squadre di serie A.

Presidente di Eps Italia e artefice della bella prova superata con le Olimpiadi (adesso farà il bis, dal 6 marzo, con le Paralimpiadi) è l’imprenditore Luca Tosolini di Tricesimo. «Il valore economico del solo appalto che abbiamo vinto per i Giochi è stato di 13 milioni di euro - spiega Tosolini - . Non c’è stata solo la copertura dell’erba di San Siro, ma molto altro. Ci siamo occupati anche di logistica e infrastrutture, con la realizzazione di 34 siti per parcheggi, parcheggi scambiatori e uffici, da Cortina a Livigno, dalla Val di Fiemme alla Val di Fassa. A Milano poi, sempre per la cerimonia inaugurale, abbiamo fornite le strutture che ci sono state richieste, ovvero gruppi elettrogeni, torri faro e altri accessori. Con la Fondazione Milano Cortina abbiamo firmato l’appalto più rilevante della nostra storia. Tanto che nel 2025 abbiamo chiuso il bilancio con 25 milioni di fatturato, nel 2026 puntiamo a superare i 30 milioni di euro».

L’azienda, che ha la sede principale a Tavagnacco, alle porte di Udine, occupa un centinaio di dipendenti, tra la parte della produzione, una sorta di carpenteria medio pesante realizzata nell’officina, oltre agli addetti negli uffici per la parte commerciale e amministrativa. C’è un’altra sede a Tricesimo, oltre a un deposito di materiale e magazzino a Remanzacco. Il core business di Eps è quello della fornitura di sistemi per il controllo delle folle e la protezione dei manti erbosi negli stadi quando ci sono i concerti o i grandi eventi. «La nostra attività si è allargata - aggiunge il presidente - perché adesso produciamo in Friuli e poi esportiamo i materiali in giro per il mondo, dato che sono molto richiesti. Abbiamo realizzato una sorta di “Via della Seta” al contrario, visto che un tempo questi prodotti si producevano esclusivamente in Cina».

Eps vanta contratti con quasi tutti gli stadi più importanti d’Italia, dall’Olimpico di Roma, a San Siro ed è presente nella stagione estiva dei concerti, che di fatto si aprirà tra poche settimane. «La stagione 2026 è molto ricca e di fatto durerà parecchi mesi, oltre a quelli estivi - conferma Tosolini - e così i nostri 100 addetti che prima erano temporanei, adesso lavoreranno per tutti e 12 i mesi. Siamo nell’organizzazione di numerosi eventi. Qualche numero? Quattro concerti a Udine, due di Vasco, uno di Zucchero e uno di Ramazzotti. A Lignano abbiamo in programma Max Pezzali e Tiziano Ferro. E ancora Ligabue a Bibione, i Gorilla’s in piazza Unità a Trieste e diverse cose a villa Manin. A Conegliano, infine, cureremo il concerto di Gianni Morandi. Saremo responsabili di tutta la parte delle infrastrutture, protezione manto erboso, servizi vari e transenne. Nel 95% dei concerti saremo presenti noi, anche a Torino, Bologna, Milano, Messina, circa 65 tappe nel 2026, da maggio in poi».

Eps Italia porta il suo know how all’estero. «Siamo attivi in Spagna e Portogallo - conclude Tosolini -, dove cureremo una decina di eventi tra Lisbona, Madrid e Barcellona».

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