Electrolux: trimestre in rosso. Deciso l’aumento di capitale

Il fatturato del colosso dell’elettrodomestico è calato del 9% tra gennaio e marzo. Crollo del titolo in Borsa a Stoccolma. A pesare è l’andamento del mercato Usa

Giulia Sacchi
20020411 - SUSEGANA (TV) - POL: ZANUSSI: MARONI, GRAVE VOLANTINO FIOM, SINDACATO SI DISSOCI. Una immagine d'archivio dello stabilimento Electrolux Zanussi di Susegana.
20020411 - SUSEGANA (TV) - POL: ZANUSSI: MARONI, GRAVE VOLANTINO FIOM, SINDACATO SI DISSOCI. Una immagine d'archivio dello stabilimento Electrolux Zanussi di Susegana.

Conti trimestrali di Electrolux all’insegna del segno meno, con calo di fatturato e vendite diminuite dello 0,5 per cento, e annuncio di misure di riassetto: tutti elementi che hanno fatto crollare (-25%) il titolo della multinazionale svedese alla Borsa di Stoccolma.

Per il periodo in esame, la società ha registrato ricavi pari a 29.543 milioni di sek (corona svedese), a fronte dei 32.576 milioni dello scorso anno, quindi in calo del 9%. A pesare sono i numeri statunitensi: se Electrolux, infatti, è cresciuta in termini di vendite dell’8% in America Latina e del 3,6% in Europa, Medio Oriente, Africa e nell’area Asia Pacifico, in Nordamerica si è avuto un crollo dell’11,6%. «Il calo organico delle vendite si è registrato a causa del peggioramento delle condizioni di mercato – ha precisato Electrolux nella relazione finanziaria trimestrale -, dell’aumento dei costi dovuto ai dazi statunitensi e del significativo rallentamento della domanda».

L’utile operativo è negativo per 266 milioni contro i 452 milioni dello scorso anno. Segno meno anche per il risultato netto, che ammonta a -470 milioni contro un utile di 42 milioni. Il risultato operativo, escluse le voci non ricorrenti, è diminuito del 56%, passando a 198 milioni da 452 milioni. «Negli ultimi mesi abbiamo intrapreso azioni decisive per accelerare la nostra strategia di crescita – ha commentato il presidente e amministratore delegato Yannick Fierling -. Sono state annunciate iniziative che rafforzeranno in modo sostanziale il gruppo Electrolux: stiamo stringendo una partnership strategica con il gruppo Midea in Nordamerica, che accelererà la crescita, migliorerà la redditività e costituirà una solida piattaforma per il futuro. Abbiamo inoltre avviato iniziative per ottimizzare la nostra presenza produttiva globale e migliorare l’efficienza in tutta l’organizzazione. Infine, il consiglio di amministrazione ha deliberato un aumento di capitale interamente garantito per circa 9 miliardi di corone svedesi per finanziare le nostre iniziative di crescita e rafforzare il bilancio del gruppo».

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La redazione

Per quanto riguarda il futuro, Electrolux ha confermato le previsioni per l’anno corrente, nonostante i costi aggiuntivi per l’estensione dei dazi alle importazioni statunitensi previsti sui prodotti contenenti acciaio e alluminio in vigore dallo scorso 6 aprile. «In seguito al calo registrato nel primo trimestre del mercato statunitense degli elettrodomestici, le prospettive 2026 per il Nordamerica sono state riviste da “neutral to negative” a "negative", mentre per l’Europa le prospettive restano “neutral” e per il Brasile si passa da “neutral” a “positive”, sebbene, dopo la crescita positiva del primo trimestre, i tassi possano leggermente rallentare nel corso dell’anno», ha aggiunto la multinazionale.

Electrolux ha annunciato anche la chiusura dello stabilimento ungherese di frigoriferi (600 i lavoratori coinvolti), operazione che per ora salva il sito di Susegana, ma che comunque alimenta la preoccupazione nelle cinque fabbriche italiane della multinazionale dell’elettrodomestico (oltre a Susegana, Porcia, Forlì, Solaro e Cerreto d’Esi). L’obiettivo è portare in Cina parte della produzione di frigo a incasso e a libera installazione. Inoltre, c’è timore per quella che la multinazionale ha definito un’intesa strategica con Midea, colosso cinese che da anni ha messo gli occhi su Electrolux.

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