Interesse di 15 investitori per Rizzani De Eccher
Alla scadenza di ieri del periodo per presentare il piano di concordato ricevute 37 tra manifestazioni d’interesse, proposte e accordi di riservatezza. Il Tribunale concede l’estensione al 10 luglio della protezione dai creditori

Valorizzare le commesse e le partecipazioni del gruppo, garantire le risorse finanziarie necessarie alla continuità operativa e raggiungere accordi con i creditori. È attorno a questi tre pilastri che si regge il piano di concordato del gruppo Rizzani De Eccher per far fronte alla situazione di crisi che vede il player friulano delle costruzioni esposto per circa un miliardo di euro.
I primi dettagli sul suo contenuto emergono dall'istanza depositata il 9 giugno al Tribunale di Trieste, mentre proprio ieri è scaduto il termine fissato dal giudice per il deposito della proposta e del piano definitivo. Con l’istanza il gruppo ha chiesto l’estensione delle misure di protezione dai creditori in vista della loro scadenza l'11 giugno. Una richiesta accolta dal giudice, che ha concesso una misura “ponte” fino al 10 luglio, data per la quale è stata fissata l’udienza di comparizione delle parti, chiamata a decidere sulla conferma, la modifica o la revoca del provvedimento.
Allo scorso 9 giugno, come si legge nella richiesta di concessione delle misure cautelari, il piano – ancora suscettibile di modifiche – si articolava su tre direttrici: la valorizzazione del portafoglio commesse e delle partecipazioni rilevanti attraverso cessioni, aggregazioni con investitori industriali o iniziative di continuità diretta, il sostegno finanziario all’operatività del gruppo attraverso interlocuzioni con il sistema bancario e la definizione di accordi transattivi con specifici creditori.
Dall’istanza si apprende che 15 investitori italiani ed esteri hanno avuto accesso alla documentazione riservata del gruppo, mentre tra manifestazioni di interesse, accordi di riservatezza e proposte ricevute se ne contano complessivamente 37. Sul tavolo ci sono inoltre già diverse trattative che riguardano alcune delle principali commesse e attività.
Sul fronte ferroviario sono in corso interlocuzioni per il trasferimento delle commesse Rfi Cappio di Venezia e Rfi Lotto 5, mentre per il ramo Dtg, che riunisce le società specialistiche, è già arrivata una manifestazione di interesse da parte di un operatore industriale. Quanto alle commesse ospedaliere, per il cantiere di Cattinara, a Trieste, il gruppo riferisce di aver ricevuto un’offerta per l’acquisto di ramo d’azienda, mentre per l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona una prima manifestazione di interesse ha portato all'avvio della due diligence e alla successiva presentazione di un’offerta vincolante, il 28 maggio.
Nell’istanza si dà conto inoltre della prosecuzione delle interlocuzioni con il «potenziale investitore», che «sta proseguendo l’attività di due diligence, vagliando – si legge nell’atto – anche la possibilità di ricomprendere nel ramo d’azienda oggetto di interesse le due commesse ferroviarie».
Il documento non identifica il potenziale investitore, ma negli ultimi mesi l’interesse più concreto emerso sul mercato è stato quello del colosso italiano delle costruzioni Webuild. Tra le commesse destinate al disimpegno figurano anche due cantieri all’estero, in Algeria. Per il progetto dell’autostrada nazionale RN77, l’8 maggio è arrivata un'offerta vincolante da parte dell'attuale partner nella joint venture per rilevare integralmente la partecipazione di Rizzani de Eccher e assumere l'esecuzione dei lavori residui.
Per la commessa Anesrif, invece, sono in corso trattative con il socio che già detiene la quota di maggioranza del raggruppamento e che ha manifestato interesse a rilevare anche la partecipazione del gruppo friulano. Le cessioni già avviate, le offerte sul tavolo e l'interesse manifestato dagli investitori rappresentano dunque l'ossatura industriale del piano con cui il gruppo punta a superare la crisi. Un percorso che, nelle intenzioni delle società, dovrebbe consentire di accompagnare la procedura concordataria e di garantire la continuità delle attività ancora ritenute strategiche.
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