Dexelance, meglio i ricavi ma utili e margini in calo. E ora un nuovo aumento

Il titolo del polo del design controllato da Tamburi tenta una reazione dopo mesi di flessione. Il finanziere-imprenditore finora ha investito 76 milioni ma la sua quota adesso ne vale circa 21

Maura Delle Case
Lo stand della padovana Saba Italia di San Martino di Lupari al Salone del Mobile
Lo stand della padovana Saba Italia di San Martino di Lupari al Salone del Mobile

Rialza la testa in Borsa il titolo Dexelance dopo la comunicazione, lo scorso fine settimana, dei 370 milioni di ricavi preliminari relativi all’esercizio 2025, in crescita del 15% sul precedente.

L’azione del gruppo, che controlla 13 società attive nei settori dell’arredamento, design e illuminazione di alta gamma, ha chiuso le prime due sedute della settimana con un rialzo del 4 per cento, passando dai 2,89 euro di venerdì a 3,01 euro. Un timido risveglio per un titolo che dalla quotazione, a maggio 2023, ha vissuto un continuo deprezzamento, visto che nel giorno del debutto Piazza Affari valeva 11,2 euro.

La ripresa dei ricavi, cui ha contribuito anche il consolidamento di Mhod, società specializzata nella distribuzione omnichannel di brand di alta gamma acquisita nel 2025, per ora non è seguita da un miglioramento della marginalità che stando alle stime degli analisti di Equita dovrebbe attestarsi a 35 milioni, quasi 16 in meno rispetto ai 50,1 milioni del 2024, che non dovrebbero essere recuperati neanche quest’anno, per il quale la previsione è di 45,4 milioni.

Sempre stando agli analisti, l’utile netto 2025 si dovrebbe attestare a 9,4 milioni, anche in questo caso in forte contrazione rispetto ai precedenti 12 mesi quando aveva toccato i 23,2 milioni (15,7 milioni l’attesa per l’anno in corso).

L’ambizioso progetto avviato nel 2015 con la prima partecipazione nella friulana Gervasoni e l’obiettivo di creare un polo italiano del design – non a caso inizialmente battezzato Italian Design Brands – pare faticare più di quanto gli investitori avessero previsto. E come del resto conferma il valore del titolo all’atto del collocamento.

Investitori del calibro di Giovanni Tamburi che con la sua Tip – Tamburi Investment Partners ha contribuito al successo di tante aziende italiane, da Moncler a Interpump passando per Ovs. Nel 2023, in parallelo alla quotazione del titolo a Piazza Affari, Tamburi ha scommesso su Dexelance: Tip ha acquisito per 72 milioni il 50,69% di Investindesign, società che deteneva 46,96% del capitale di Italian Design Brands.

Un primo investimento al quale ne sono seguiti altri. Nello stesso anno Tip ha infatti organizzato un club deal con importanti family office italiani dando corpo a un coinvestimento in Investindesign per un totale di 28,4 milioni e un ulteriore esborso diretto di 5,7 milioni.

L’operazione è stata effettuata tramite Club Design, società in cui Tip ha una quota del 20%. A marzo 2024 Investindesign ha acquistato ulteriori azioni Dexelance, con un investimento di circa 2,6 milioni, incrementando la propria quota di partecipazione al 48,003%, quota scesa durante questo mese di febbraio al 31,20% per effetto del recesso da Investindesign di un numero di soci rappresentativo del 35,81% del capitale sociale a favore dei quali sono state trasferite 4,6 milioni di azioni Dexelance diluendo così la partecipazione di Investindesign.

Per il tramite della società vicolo, dove Tip è salita all’85%, la società di Tamburi dunque tiene indirettamente il 26% di Dexelance, poco più che nel 2023, con un differenza: rispetto ai quasi 76 milioni investiti, oggi la quota Dexelance che fa capo a Tamburi vale circa 21 milioni. Tip ha anche svalutato la partecipazione per 7,2 milioni, come si legge nelle informazioni finanziarie relativi ai primi nove mesi del 2025.

Le previsioni, sostenute dai piani della società, prevedono però una strada in crescita per i prossimi anni, anche grazie all’aumento di capitale da 50 milioni recentemente deliberato dai soci – atteso per giugno – oltre a 20 milioni a servizio di warrant gratuiti. Obiettivo: 500 milioni di ricavi nel 2028.

Rilevante sarà la presenza al prossimo Salone del mobile, al quale parteciperanno le aziende del gruppo (luce esclusa), a partire da Gervasoni che in fiera è presente dalla prima edizione del 1961. Il Salone sarà la vetrina per presentare nuove collezioni e novità, come nel caso della padovana Saba Italia di San Martino di Lupari, pronta al debutto nel segmento outdoor.

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