Carron consegna la riqualificazione delle Torri dell’Eur

Un cantiere durato tre anni del valore di circa 250 milioni. Diego Carron: «Opere così fanno il bene del Paese». L’azienda ha chiuso il 2025 con 20 milioni di utile

Roberta Paolini

 

La trevigiana Carron consegna a Roma la riqualificazione delle Torri dell’Eur: il valore totale dell’investimento di Cdp sarebbe stato pari a 250 milioni di euro e i lavori sono andati avanti per tre anni e mezzo, al fine di recuperare il complesso progettato da Cesare Ligini nei primi anni Sessanta, rimasto a lungo inutilizzato. L’intervento, promosso dal gruppo Cassa Depositi e Prestiti con Alfiere Spa come committente, apre ora la strada a una possibile nuova destinazione: l’Agenzia delle Entrate potrebbe infatti acquistare gli edifici per trasferirvi la propria sede centrale.

All’inaugurazione di ieri sono intervenuti il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il sindaco Roberto Gualtieri e l’amministratore delegato di Cdp Dario Scannapieco. Per l’impresa di San Zenone degli Ezzelini, il presidente Diego Carron ha affidato al primo intervento una considerazione personale: «Oggi è una di quelle giornate di cui un imprenditore è fiero di esserlo». La soddisfazione della consegna arriva al termine di un lavoro che ha richiesto un milione e settecentomila ore e il coordinamento di 160 imprese, un centinaio delle quali romane.

La complessità era innanzitutto nella natura dell’opera. Recuperare edifici degli anni Sessanta ha significato intervenire sulle strutture esistenti, affrontarne le fragilità e accompagnare demolizioni e ricostruzioni con consolidamenti e miglioramento sismico. Carron ha ricordato nel suo intervento quanto fosse delicata la prima fase, nella quale si alternavano interventi di dimensioni diverse e restauri, con la richiesta del committente di tenere insieme qualità esecutiva, rispetto delle scadenze e sicurezza. «Queste sono le opere che fanno del bene al nostro Paese», ha detto, riferendosi alla rigenerazione degli spazi lasciati in abbandono.

Il complesso comprende tre torri di diciassette piani e due corpi bassi, oltre a un elemento di collegamento: circa 60 mila metri quadrati fuori terra e oltre 21.700 interrati. Il cantiere, aperto nel 2022, si è sviluppato in due fasi. La prima ha riguardato la parte strutturale e la realizzazione dei nuovi corpi di fabbrica in carpenteria metallica, concludendosi con la posa delle facciate. La seconda, aggiudicata a Carron nel 2024, ha compreso la progettazione costruttiva e l’esecuzione degli impianti meccanici, delle finiture interne ed esterne, dei pavimenti e delle pareti mobili. «Con Cdp Real Asset in prima linea e il supporto di Fintecna, abbiamo riconvertito la struttura in un complesso moderno ed efficiente e capace di generare valore duraturo per il territorio», ha detto Scannapieco. Per Antonino Turicchi, amministratore delegato di Cdp Real Asset Sgr, «le nuove Torri dell’Eur dimostrano come anche un patrimonio di grande valore, rimasto inutilizzato per anni, possa tornare a generare benefici concreti per la città e per la collettività».

Per Carron la dimensione della commessa si è tradotta anche in uno sforzo organizzativo. Tra gennaio 2023 e luglio 2026 la presenza media è stata di 250 operai al giorno, con punte fino a 350 secondo i dati diffusi dalla società. Complessivamente hanno lavorato nel cantiere 2.362 operai, affiancati quotidianamente da 25 tecnici; 40 hanno collaborato alla progettazione costruttiva.

Carron ha chiuso il 2025 con ricavi per 330 milioni e un valore della produzione a 276 milioni, entrambi in crescita. La marginalità è cresciuta con un ebitda di oltre 32 milioni mentre l'utile ha superato i 20 milioni. Sul fronte della solidità finanziaria la società ha chiuso con un patrimonio netto a 64 milioni e una posizione finanziaria netta positiva per 56 milioni, 55 milioni di liquidità, i flussi finanziari generati dalla gestione hanno permesso il rimborso di tutti i debiti con il sistema bancario.

 

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