Il geologo feltrino che con Ipogeo ha riaperto un tunnel dell’800 sotto l’Arno
Graziano Miglioranza ha fondato 27 anni fa l’azienda dove lavorano 35 persone e la figlia Elisa, direttore tecnico: «Siamo in crescita e guardiamo con entusiasmo al futuro»

«Abbiamo terminato da pochi giorni a Firenze un importante lavoro per verificare il grado di stabilità di un attraversamento esistente sotto l'Arno e risalente all'800. Si tratta di un tunnel a doppia canna per il passaggio pedonale e per la disposizione di sottoservizi. Adesso vogliono ripristinarlo ed a noi hanno chiesto di effettuare un campo prove di iniezione per conto dei progettisti».
Graziano Miglioranza si trova in Toscana dove la Ipogeo, azienda da lui fondata 27 anni fa a Seren del Grappa, è impegnata in una nuova sfida. È un geologo feltrino che con la sua squadra realizza fondazioni profonde e consolidamenti, sia nel caso di nuova costruzione di edifici, porti, metropolitane, stazioni, strade e altri cantieri, sia per progetti già esistenti e che necessitano di un rinforzo speciale, come ampliamenti, adeguamenti sismici o strutturali di varia natura.
«Quando si realizzano opere speciali», sottolinea, «la necessità primaria è quella di dare sostegno alla realizzazione in corso, ma a questo si può aggiungere, in base alla circostanza, o la necessità di non recare danno all’esistente o quella di lungimiranza nel progetto da eseguire, per esempio nel caso di lavori propedeutici alla realizzazione di un cantiere. Ci è anche capitato, così, di trovarci in situazioni di grande urgenza, con interventi che devono essere svolti in luoghi impervi, come frane e zone montane di difficile accesso, oppure su cantieri attivi, dove non si può interrompere le attività in corso, come metropolitane, porti, scuole. E anche qui Ipogeo interviene con micropali verticali o inclinati, tiranti, barre auto-perforanti, chiodatura delle pareti».
Le fondazioni rappresentano, infatti, per qualsiasi opera architettonica, indipendentemente dalla sua forma e natura, il primo tra tutti gli elementi strutturali, per ordine di realizzazione e di importanza. Capita anche spesso poi a Ipogeo di attuare sistemi per consolidare gli argini fluviali con iniezioni di cemento ad alta pressione: «Il getto della miscela si mescola al terreno e per le nutrie diventa così impossibile rompere gli argini».
È la ricetta del geologo feltrino che ha fondato la sua Ipogeo nel 1999, con il desiderio di portare una svolta nel settore della geotecnica, dopo anni che Miglioranza aveva passato nella gestione dei cantieri, e successivamente alla direzione tecnica, di imprese come Rodio, Ivecos e VIP Lavor. La piccola sede originaria era nel sottotetto di casa a Villabruna di Feltre; poi ha lasciato spazio al trasferimento nel 2011 a Seren del Grappa, che rappresenta tutt’oggi il cuore operativo dell’azienda contando nel complesso 35 collaboratori, un parco macchine sempre in crescita ed un fatturato che nel 2025 ha raggiunto gli 8,6 milioni di euro. I clienti sono per il 50 per cento nel pubblico e per il restante nel privato e l'area di operatività va dal Triveneto e Italia del Nord fino a Firenze e Roma.
Fra le attività ci sono poi anche le opere marittime, come banchine e condotte a mare, opere di messa in sicurezza e di riqualificazione della morfologia e dell’equilibrio idrodinamico lagunare, difese di sponda, dragaggi, protezioni litoranee e bitte. E fluviali, con la sistemazione di corsi d’acqua naturali o artificiali, come i canali navigabili, i bacini di espansione, le sistemazioni di foci, che richiedono spesso opere di consolidamento delle strutture degli alvei, risistemazione degli argini, regimentazione e contenimento delle acque superficiali, ma anche opere di diaframmatura e di stabilizzazione. E oltre all’applicazione di tecnologie, Ipogeo si occupa anche, nel caso di briglie e scogliere, di lavori di piccola carpenteria a completamento dei servizi offerti.
«In questi 27 anni», ribadisce Graziano Miglioranza, «Ipogeo si è consolidata come leader nel Nordest italiano proprio grazie a un approccio innovativo, basato sulla sinergia tra competenze tecniche e il lavoro di squadra, e su una costante ricerca della qualità e precisione nelle attività svolte, anche attraverso tecnologie uniche e di proprietà, che quindi permettono interventi rapidi e tempestivi».
E la continuità generazionale è un altro pilastro del successo dell’azienda: l’ingresso di Elisa Miglioranza, figlia del fondatore e ingegnere, prima come membro operativo e successivamente nel consiglio di amministrazione come direttore tecnico, è la testimonianza di una visione a lungo termine che guarda al futuro con solide radici e nuove energie, testimoniato anche da un simbolico passaggio della chiave aziendale dal padre alla figlia. Del team fa parte anche Loreta Vettorel, moglie di Graziano, che si occupa della parte amministrativa. «Aver raggiunto 27 anni di attività», dice Graziano, classe 1956, «è un bel traguardo. Questo percorso è stato possibile grazie alla dedizione e al talento di tutto il nostro team e della mia famiglia, che nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere Ipogeo con passione e professionalità. Guardiamo con orgoglio ai risultati raggiunti, ma con ancora più entusiasmo ai progetti futuri».
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