Scalate spericolate e inchieste: le montagne russe di Leonardo jr
Tra Twiga, yacht e locali alla moda, l’erede dell’inventore dell’occhialeria italiana nel mondo frequenta il mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria

Dai salotti della grande finanza alle notti del Twiga, dalle riunioni ai vertici di EssilorLuxottica ai rapper Fedez e Lazza. E poi Flavio Briatore, dal quale ha comprato il tempio della mondanità di Forte dei Marmi, il miliardario francese David Wertheimer, erede della famiglia proprietaria di Chanel, fino ad Ashton Kutcher, attraverso il cui fondo ha investito nell'intelligenza artificiale.
Finanza e jet set. Sono i diversi volti di Leonardo Maria Del Vecchio, 31 anni, quarto figlio del fondatore di Luxottica, che sta cercando di affrancarsi dal ruolo di rampollo e di costruire un gruppo che porti il suo nome. Compra ristoranti, locali, acqua minerale, aziende, giornali. Investe nell’hospitality e nei media.
E soprattutto ha tentato di diventare il primo azionista di Delfin, la cassaforte di famiglia che custodisce oltre il 32% del colosso degli occhiali e partecipazioni pesanti nella finanza italiana, da Generali a Mps e UniCredit. Ma la corsa del giovane Del Vecchio è stata accompagnata anche da tensioni familiari e una sequenza di vicende giudiziarie che negli ultimi due anni lo hanno portato spesso dalle pagine finanziarie a quelle delle cronache nazionali.
Il punto di partenza è l’eredità lasciata da Leonardo Del Vecchio, morto nel giugno 2022. Delfin è stata suddivisa in otto quote identiche del 12,5% tra i sei figli, la vedova Nicoletta Zampillo e Rocco Basilico. Una struttura pensata per mantenere unito il patrimonio ma che ha finito per rendere estremamente complicata la ricerca di un nuovo equilibrio. È dentro questo sistema che Leonardo Maria ha cercato il salto di qualità. L’accordo per rilevare il 25% dei fratelli Luca e Paola lo avrebbe portato al 37,5%, trasformandolo nel principale socio della holding. Una partita valutata intorno ai 10 miliardi, poi arenatasi sul nodo del finanziamento e delle garanzie richieste dalle banche.
Per capire la sua strategia bisogna però uscire da Delfin. Pochi mesi prima della morte del padre aveva costituito Lmdv Capital, il veicolo attraverso il quale ha cominciato una campagna di acquisizioni: da l’acqua Fiuggi alle bevande Boem con Fedez.

Nel febbraio 2025 è arrivato anche il marchio Twiga, acquistato da Flavio Briatore e destinato a diventare il perno di Lmdv Hospitality. Attorno ai locali di Forte dei Marmi, Montecarlo e Porto Cervo sono stati aggregati Vesta, Casa Fiori Chiari e la milanese Trattoria del Ciumbia con l’obiettivo di costruire un gruppo italiano del lusso capace di crescere all’estero. L’ultimo terreno di caccia è l’editoria.
Nel dicembre 2025 Lmdv è entrata con il 30% nel capitale de il Giornale. A maggio è stato poi perfezionato l’acquisto dell'80% di Editoriale Nazionale e prima ancora Del Vecchio aveva manifestato interesse per Gedi, all’epoca editore di Repubblica e Stampa. Nel mezzo una ospitata televisiva da Lilli Gruber che aveva fatto molto discutere.
Dietro questa espansione c'è però un'altra faccia della storia: il debito. Le ultime ricostruzioni hanno quantificato in oltre 1,3 miliardi l’esposizione complessiva tra Leonardo Maria e le società riconducibili al suo gruppo. Una posizione che sta diventando critica dato che le entrate finanziarie dei soci Delfin sono quasi inesistenti per il fatto che i fratelli Luca, Clemente e Paola bloccano la distribuzione dei dividendi. E il rifinanziamento del debito di Lmdv con il fondo Apollo, di cui si era parlato prima dell’estate, non si è concluso.
Poi c’è la cronaca giudiziaria. Il dossier più pesante è quello di Equalize, l’inchiesta milanese sugli accessi abusivi alle banche dati e sul commercio di informazioni riservate. Su Del Vecchio pende una richiesta di rinvio a giudizio per aver commissionato verifiche su persone vicine alla famiglia. L’erede si è difeso raccontando ai magistrati di essersi sentito sotto pressione e di aver pagato 455 mila euro per acquisire documenti che gli erano stati prospettati come potenzialmente dannosi per il fratello Claudio.
Ma non è stato l’unico incontro con i magistrati. Nel gennaio scorso è emersa la vicenda di un incidente sulla Tangenziale Est di Milano con la sua Ferrari Purosangue. Secondo l'accusa, dopo lo scontro Del Vecchio si sarebbe allontanato e un uomo della security avrebbe dichiarato alla Polizia stradale di essere stato lui alla guida. Testimoni e telecamere avrebbero invece ricostruito diversamente l’episodio. L'imprenditore è stato indagato per sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso.
Ancora più delicata la battaglia familiare esplosa quest’estate con l'ex compagna Sara Soldati per la figlia di un anno. La donna ha presentato denunce per sottrazione di minore e violenza privata sostenendo di essere stata privata per giorni della possibilità di stare con la bambina, che si trovava con il padre sul suo yacht. La difesa di Del Vecchio ha respinto la ricostruzione, sostenendo che alla madre fosse stata offerta la possibilità di rimanere con la figlia.
Il Tribunale civile di Milano ha poi disposto temporaneamente la consegna della bambina alla madre e successivamente i genitori hanno raggiunto un’intesa sulla gestione della figlia. Anche in questo caso le contestazioni penali non equivalgono ad accertamento di responsabilità. Ora Leonardo Maria Del Vecchio, con un colpo di scena, esce dall’azienda fondata dal padre. Il tempo dirà quale dei suoi volti prevarrà: il finanziere che vuole conquistare un posto nel capitalismo italiano o il protagonista del jet set.
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