Le 40 vendemmie di Marinella: dall’azienda di batterie per auto all’Amarone come natura crea
Camerani produce 140 mila bottiglie nei vigneti sulle colline di Mezzane di Sotto in Valpolicella secondo i criteri della biodinamica. «Qua usiamo solo zolfo e rame, per noi non è una moda, ma una consuetudine radicata da decenni»

Vignaiola dell’anno in due occasioni, nel 2009 e nel 2024.
Unica volta in cui gli esperti del “Gambero Rosso” hanno voluto premiare la stessa persona.
Parliamo di Marinella Camerani che in Valpolicella, cantina nelle colline di Mezzane di Sotto, lembo di terra che si spinge verso la valle d’Illasi, hanno imparato a conoscere a inizio degli anni Ottanta.
«Venni qua e non sapevo nulla di viticoltura», racconta lei in occasione delle celebrazioni per le 40 vendemmie, «arrivavo da Verona, dalla città, lavoravo nell’azienda di famiglia, facevamo batterie per le macchine e io mi occupavo del controllo gestionale».
Le ambizioni di Marinella, prendere le redini della fabbrica di batterie, però non collimano con le scelte del padre che la continuità dell’impresa la affida al figlio maschio.
È la svolta: Camerani, poco più che ventenne, sceglie di dedicarsi anima e cuore a quei 4 ettari di vigneti che i suoi genitori avevano acquistato da poco, a Mezzane di Sotto.
Sembra un’avventura velleitaria, destinata a finire. Marinella è l'unica donna in un ambiente completamente maschile, e le difficoltà operative sono quotidiane, anche per acquistare un trattore.
Invece ha ragione lei, perché ha le idee chiare, fin da subito.
La sua visione pionieristica, legata alla biodiversità, al rispetto della terra e all’approccio autentico al vino, ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di viticoltura in Valpolicella.
«Questi sono i nostri vigneti», dice Marinella Camerani, che oggi guida l’azienda con il compagno Cesar, di origine peruviana, e la figlia, «qua usiamo solo zolfo e rame, nient’altro. E lo facciamo da sempre, non è una moda. Sapevo già di voler fare un prodotto artigianale e se hai l’uva buona il vino non può che esserlo altrettanto. Iniziai a leggere, studiare, conoscere altre cantine. All’inizio l’unico mio cliente era mio padre, che comprava le bottiglie per regalarle ai suoi clienti. Poi piano piano arrivarono i primi contatti commerciali».
Da lì l’ascesa è rapida.
La voce che i rossi della giovane vignaiola ribelle rasentano l’eccellenza, si sparge subito.
I risultati del lavoro in vigna si vedono e si sentono nel calice.
Alcune annate di Amarone, la 1988, la 1995, la 2003 solo per citarne alcune, stappate per una degustazione professionale, sono strepitose.
E altre, più recenti, come la 2015 e la 2018, promettono grandi cose.
Oggi l’azienda agricola Camerani conta 20 ettari vitati condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica certificata, le etichette comprendono le realtà di Corte Sant’Alda, Adalia e Podere Castagné, per 140 mila bottiglie l’anno.
Pioniera del “vino in natura” in Valpolicella, Camerani è riconosciuta per una produzione che coniuga identità del territorio, sostenibilità e artigianalità.
Le 40 vendemmie sono state l’occasione anche per la pubblicazione di un libro, scritto da Fabio Piccoli, giornalista, autore e osservatore del mondo vitivinicolo italiano, dedicato a Camerani.
Si intitola “Radici scoperte” e ripercorre la storia imprenditoriale di questa donna coraggiosa, dal carattere schietto e poco incline al compromesso.
In 14 capitoli l’autore viaggia attraverso la vita di Marinella, con sincerità e trasparenza.
Tra entusiasmo di poter scegliere e la difficoltà del sistema e del settore, tra soddisfazioni e momenti di grande sconforto, “Radici scoperte” ci ricorda che «chi semina utopia raccoglie realtà».
La vita di Marinella Camerani è stata in gran parte dedicata alla Valpolicella e, in particolare, al suo vino nobile, l’Amarone.
Per celebrare il traguardo dei 40 anni, Corte Sant’Alda esce con un Amarone della Valpolicella 2015 speciale.
Il 2015 è un’annata simbolica, che racchiude l’essenza del lavoro svolto nei decenni e che diventa testimonianza di una bella vicenda imprenditoriale e umana.
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