Addio al guru del denim: Adriano Goldschmied è morto all'età di 82 anni
“Voglio creare un jeans a impatto zero”: è morto a 82 anni Adriano Goldschmied, guru del denim e fondatore di brand iconici. Coltivò i talenti di Renzo Rosso e Claudio Buziol, fondatori di Diesel e Replay

La sua ossessione, in questi anni, era quella di creare un jeans a impatto zero: “Sarà un processo lungo, ma necessario: è la sfida del secolo” diceva. Il denim mondiale è da oggi orfano dell’uomo che ha reso il popolarissimo pantalone da lavoro americano in capo alla moda: Adriano Goldschmied, considerato “il padrino del denim”, è morto all’alba all'ospedale di Castelfranco dopo una lunga malattia.
Aveva compiuto a novembre 82 anni e da alcuni mesi era tornato a vivere ad Asolo dopo una lunga stagione negli Stati Uniti, dove aveva creato decine di brand e lavorato per le principali case produttrici di denim. Lascia la moglie, Michela, e le figlie Glenda e Marta, quest’ultima che sta seguendo le orme del padre nel mondo della moda.

Pochi giorni fa aveva voluto andare a Firenze a controllare lo stato di avanzamento di un progetto di innovazione tecnologica sul denim. Perché la sua ossessione era, negli ultimi anni, la sostenibilità del denim. "Voglio creare un jeans a impatto zero. Sarà un processo lungo, ma voglio arrivarci: sarà l’obiettivo del secolo" confidava agli amici americani ed europei.
Amico fraterno di Franca Sozzani, la mitica direttrice di Vogue Italia, di Sharon Stone e di decine di altre star del cinema e della moda, Goldschmied è considerato un guru della moda, capace di ispirare generazioni di stilisti e designer. Su se stesso applicava l’ironia: “Il mio più grande difetto è quello di considerare il denaro uno strumento per creare qualcosa di nuovo: tutti i miei ex soci sono diventati milionari, a me non frega niente”.
Chi è
Nato nel 1944 ad Ivrea (“by accident” diceva) da una benestante famiglia triestina di origine ebraica, suo padre Livio era l’ingegnere prediletto di Adriano Olivetti, che lo tenne a battesimo e a cui deve il nome. Cresciuto nella Trieste degli americani, incontra per questo il jeans nei soldati a stelle e strisce. “Per noi era il vestito degli eroi, anche se all’inizio non avevo il mito dell’abbigliamento” raccontò.

Dopo una parentesi politica nella gioventù socialista decide di guardarsi attorno. A Cortina diventa amico di Ascanio Palchetti, il mitico proprietario del Verockay King's Club, una delle prime discoteche d’Italia. E’ lui a proporgli di aprire un negozio di abbigliamento giusto di fronte: con un’amica inglese di nome Claire e una vecchia Volkswagen va a Londra e compra l’abbigliamento di tendenza. A Cortina il King’s Shop diventa un successo internazionale, la merce viene bruciata in poche ore. “Capii che esiste sempre una fascia di mercato che cerca la unicità, a qualsiasi prezzo. Il concetto del denim premium è nato così” spiegava.
Padre del denim (e non solo)
L’esperienza dura un paio d’anni, perché Goldschmied ha altri progetti. Con i soldi guadagnati nel negozio gira l’Europa e approda negli Stati Uniti, si abbevera della cultura denim. Decide quindi di dedicarsi a rendere il pantalone da lavoro un capo alla moda: apre a Castelgomberto, nella valle dell’Agno, all’ombra dei Marzotto, il suo primo atelier per la produzione del denim in Italia. Poi a Noventa Vicentina trasforma un vecchio pollaio abbandonato nella sua prima fabbrica.

A metà degli Anni Settanta dà vita alla stagione del Genius Group, una fucina di talenti che si trovava tra Asolo e Onè di Fonte: un’officina creativa – oggi si chiamerebbe Academy – dove giovani creativi, designer e manager si divertono ad applicare la moda internazionale al mercato italiano.
Da quella vecchia officina escono Renzo Rosso, che con Adriano fonderà Diesel, e Claudio Buziol, che darà vita a Replay. Inventa la Gap 1969 e la Agolde, sempre giocando con il suo nome e cognome. Lui prosegue per conto proprio inventando la Goldie, un marchio rimasto nell’immaginario collettivo di molti. Dopo alcune esperienze negative con soci più attratti dal denaro che dalla creatività si trasferisce a Los Angeles, dove consolida la sua autorevolezza. Gli americani lo amano. Inventa Goldsign, AG Adriano Goldschmied, House of Gold, Citizens of Humanity: esperienze denim che vestono decine di attori e star.
Ma lui si dedica sempre a progetti nuovi, l’ultimo dei quali – appunto – legato alla sostenibilità. Negli ultimi mesi stava lavorando con Soko, una casa fiorentina impegnata nella ricerca di tessuti innovativi e sostenibili.
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