Caro energia, l’allarme di commercianti e artigiani: servono misure urgenti

La stangata sui costi preoccupa le categorie in Fvg e Veneto: «Le imprese artigiane sono andate in ferie con un aumento dell’energia elettrica di oltre il 10% a luglio»

Maurizio Cescon

Si rischia un settembre caldo, non dal punto di vista meteo, ma riguardo il caro vita legato ai costi dell’energia, a cui si somma il rientro nelle fabbriche, con tavoli di crisi aperti e vertenze lontane da una soluzione. In particolare, secondo lo studio di Nomisma pubblicato nei giorni scorsi, sono previsti aumenti delle bollette che porteranno la spesa annuale a crescere del 23% per le famiglie e del 54% per le imprese.

Sul fronte delle aziende, grandi e piccole, Nomisma Energia stima per il gas un prezzo di 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 del settembre 2025. Giovedì al mercato di riferimento di Amsterdam la quotazione era di 60,8 cent per metro cubo, con oscillazioni settimanali piuttosto importanti.

Per un’azienda tipo che consuma 2 mila metri cubi di gas annualmente, questo potrebbe significare una maggiore spesa di 559.318 euro a fine 2026, pari al 65% in più. Sul fronte dell’elettricità, un’impresa potrebbe dover pagare 12.713 euro in più a fine 2026, con un aumento del 7% sul 2025. La somma di gas ed elettricità restituisce un aggravio di 572.032 euro a fine anno, il 54% in più rispetto al 2025.

Stangata sulle bollette, l’inflazione reale ci piega ma poteva andare peggio
Francesco MorosiniFrancesco Morosini

Le categorie

In Friuli Venezia Giulia le categorie non nascondono i timori per le ricadute della stangata. «Le imprese artigiane sono andate in ferie affrontando un rincaro dell’energia elettrica di oltre il 10% a luglio».

«Su base annua, gli aumenti raggiungono il +30% nella meccanica e il +34,2% nel legno arredo», premette il presidente di Confartigianato Fvg e Udine, Graziano Tilatti, «c’è, quindi, forte preoccupazione per la ripresa di settembre, dato che i costi impattano sulla competitività e sugli investimenti. Le aziende ringraziano la Regione per i recenti fondi stanziati per abbattere le bollette e potenziare il bando fotovoltaico, e auspicano che il Governo sfrutti lo scostamento di bilancio da 14 miliardi di euro per favorire ulteriormente l’autonomia energetica e le Comunità energetiche».

Nel frattempo, ricorda ancora Tilatti, «gli artigiani continuano ad affidarsi al proprio Consorzio Caem per l’acquisto di energia: nel 2025 ha fatto risparmiare 800 euro a ciascuna delle 879 imprese aderenti, per oltre 717 mila euro totali. Caem è anche partner dell’High School “Energies and sustainability” per imprenditori che si terrà a Cagliari dal 21 al 23 settembre».

Il presidente di Acciaierie Venete Banzato: «Rincari drammatici, così dovremo alzare i prezzi»
Roberta PaoliniRoberta Paolini
Operai in una raffineria (foto Agf)

«Le nostre aziende ormai sono al collasso», osserva il presidente della Cna regionale Maurizio Meletti, «l’energia è una voce talmente importante che pesa su ogni bilancio. Bisognerebbe agire subito sull’Iva, sono d’accordo con le parole del presidente di Confindustria Alto Adriatico Agrusti. Dovrebbe esserci un tetto all’imposta sul valore aggiunto, per evitare che lo Stato incassi troppi soldi quando ci sono questi aumenti. E poi sarebbe opportuno scorporare il prezzo dell’energia da quello del gas, è una richiesta che è stata già fatta in passato dalla Cna, ma che adesso ribadiamo. Altre vie d’uscita non se ne vedono: finchè la situazione geopolitica non si darà una calmata, nessua svolta all’orizzonte. Gli associati Cna hanno già tante cose a cui pensare, i timori non mancano, in vista del rientro in piena attività dopo la pausa agostana. Le imprese manifatturiere risentono in maniera drammatica delle spese per la bolletta, quelle dei servizi sono meno colpite, ma solo relativamente. Basti pensare che sono rincarati anche i carburanti, è una catena. Non possiamo ovviare a tutto con le energie alternative, non sono sufficienti per i bisogni delle imprese artigiane o industriali».

Prudente ma meno pessimista il presidente regionale di Confcommercio, Gianluca Madriz. «Il dato sui possibili rincari delle bollette a settembre merita attenzione, ma va letto con realismo, senza alimentare allarmismi».

Così Madriz commenta le stime sui costi energetici attesi alla ripresa autunnale. «Nella nostra più recente indagine congiunturale», ricorda il numero uno dei commercianti regionali, «le imprese avevano già segnalato come uno dei principali elementi di preoccupazione fosse l’aumento dei prezzi praticati dai fornitori, legato soprattutto ai costi delle materie prime energetiche. Un quadro che, a giudizio degli operatori, non lasciava intravedere miglioramenti significativi nel breve periodo e sul quale Confcommercio regionale sta svolgendo un costante monitoraggio».

Per Madriz, tuttavia, il quadro va osservato nella sua evoluzione. «Il rallentamento dell’inflazione ha restituito un po’ di respiro ai bilanci delle famiglie e sostenuto il potere d’acquisto. È un segnale positivo, ma ancora fragile: una nuova fiammata dell’energia potrebbe infatti interrompere rapidamente questo percorso e incidere sia sulle spese delle famiglie sia sui costi delle imprese».

«È proprio per questo», aggiunge, «che servono condizioni che consentano al sistema economico di programmare e investire. Come ha sottolineato anche il presidente nazionale Carlo Sangalli, l’economia italiana sta mostrando capacità di tenuta, ma per trasformare questa resilienza in una crescita più robusta e duratura sono necessari, tra le altre cose, energia a costi competitivi, meno burocrazia e un alleggerimento della pressione sul lavoro e sulle imprese».

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