Effetto Hormuz sulle bollette, stangata per trecentomila famiglie a Nordest

Gli effetti dell’aumento del 37,7% del costo dell’energia. Dell’Acqua (Arera): «L’obiettivo è abbassare la parte della tariffa legata agli oneri e alla gestione dei contatori»

Arianna Salvatori
Bollette, stangata per trecentomila famiglie a Nordest
Bollette, stangata per trecentomila famiglie a Nordest

Non si placa l’effetto Hormuz sulle bollette degli italiani. L’aumento costante del prezzo del gas naturale, dovuto al blocco dello Stretto, continua a ricadere sul prezzo dell’elettricità. E soprattutto, sulle tasche delle fasce più deboli.

L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), infatti, ha annunciato per il quarto trimestre dell’anno un aumento del 37,3% sulle bollette di energia elettrica dei clienti vulnerabili, ovvero quelli serviti in “Maggior Tutela”. Un rincaro che andrà a impattare sulle tasche di 3 milioni di italiani.

Nel Nordest, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, si stimano complessivamente circa 300.000 famiglie colpite: 220.000 in Veneto e 80.000 in Friuli Venezia Giulia.

A far parte di questa categoria sono le persone di età superiore ai 75 anni, i redditi bassi che hanno diritto al bonus sociale, le persone con disabilità o in gravi condizioni di salute e infine coloro che vivono in abitazioni di emergenza.

Tutte persone che hanno accesso a questa forma di contratto agevolato in cui il prezzo dell’energia, invece di essere fissato dal mercato, è deciso da Arera solo sulla base dei prezzi all’ingrosso. Su base annua, il rincaro porterà un aumento della spesa per l’energia elettrica del 9,3%, passando dai 608,72 euro del 2025 a 665,38 euro.

«Il prezzo dell’energia dipende in larga parte da fattori che nessun regolatore controlla», spiega Nicola Dell’Acqua, presidente di Arera. «Dalle tensioni geopolitiche ai mercati internazionali».

È proprio la voce di spesa relativa al prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (Pun), infatti, a subire un incremento del 63,4%. Gli oneri generali di sistema restano invariati, mentre si riducono del 2,2% i costi dispacciamento. «L'obiettivo», spiega Dell’Acqua, «è cercare di abbassare sempre di più la parte della tariffa legata agli oneri, al trasporto e alla gestione dei contatori».

A partire da oggi, dunque, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sarà di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. Prima dello scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, il 28 febbraio scorso, si attestava a 28 centesimi per kilowattora.

L’annuncio di Arera ha provocato una reazione a catena tra i fornitori privati di energia elettrica. Il primo a rispondere è stato Eni, annunciando uno sconto del 30% sulle offerte di luce e gas commercializzate tramite Plenitude, con prezzo bloccato per due anni. Un ribasso che vale circa 100 euro all’anno sul contratto del gas e altrettanti per quello luce. Un’offerta che ha scatenato l’immediata risposta di Enel e A2a.

Digital luce di Enel «è più bassa di circa il 50% rispetto al prezzo di mercato all'ingrosso, anche considerando le offerte lanciate oggi dai concorrenti», ha sottolineato Enel in una nota. «È la più bassa offerta sul mercato nazionale tra gli operatori primari. Ed è presente sul sito di Enel da aprile 2026».

Anche A2a ha rimarcato di avere dal 2023 un'offerta per i consumatori domestici che consente di fissare il prezzo dell'energia da fonti rinnovabili per 10 anni. «Noi2 di A2a Energia e Dieci di NeN prevedono prezzi fissi di durata decennale inferiori di circa il 50% rispetto agli attuali livelli del prezzo medio all'ingrosso», ha sottolineato la società.

Tra gli altri player presenti sul mercato, la multiutility Bluenergy, nata in Friuli Venezia Giulia e con 50 punti vendita in tutto il Nord Italia, propone diverse offerte a prezzo fisso o variabile. Il direttore generale di Bluenergy, Davide Villa invita i consumatori alla prudenza, soprattutto nei momenti di crisi «e questa», assicura, «è senz’altro una situazione complessa, però prima di farsi prendere dal panico è bene riflettere onde evitare di farsi trascinare dalla gara di chi offre lo sconto maggiore: chi per esempio annuncia tagli del 50% può intervenire solo sulla materia prima che pesa circa per la metà del valore della bolletta quindi la riduzione reale per il cliente sarà del 25%.

E lo sconto si applica a un prezzo di partenza che può essere molto alto. Il mio consiglio però è quello di fare attenzione ai consumi evitando di tenere accese luci che non servono o riducendo di un grado la temperatura quando possibile da un lato e dall’altro investire sulla transizione energetica, per esempio cambiando caldaia o serramenti e installando i pannelli fotovoltaici».

Il gruppo Hera, invece, ha lanciato un prodotto misto: «Il mercato dell’energia, in questa fase, non si caratterizza solo per i costi in forte ascesa, ma anche per l’altissima imprevedibilità. Per tale ragione», si legge in una nota, «il gruppo per la protezione dei propri clienti propone Hera Hybrid, che combina una componente fissa e una componente variabile per i prezzi di gas ed energia elettrica». Dal 27 settembre è possibile aderire a Hera Hybrid con una promozione.

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