Ville aperte in Friuli Venezia Giulia: come visitare la residenza di Romans d'Isonzo
Villa del Torre di Romans d’Isonzo, una decina di chilometri dal capoluogo Gorizia, è la residenza dove a tutt’oggi vivono tre generazioni della dinastia di nobiltà friulana dei del Torre, farmacisti e possidenti terrieri. Il prossimo fine settimana sarà una delle 16 ville private che saranno aperte al pubblico per l’edizione d’autunno del Festival dell’Associazione Dimore storiche italiane

Una dimora avita, da inizio ’800 proprietà della stessa famiglia. Villa del Torre di Romans d’Isonzo, una decina di chilometri dal capoluogo Gorizia, è la residenza dove a tutt’oggi vivono tre generazioni della dinastia di nobiltà friulana dei del Torre, farmacisti e possidenti terrieri. Il complesso è un esempio di dimora signorile risalente alla prima metà del XVIII, testimonianza significativa dell’architettura che in Friuli Venezia Giulia sancì l’incontro tra la tradizione delle ville venete, il linguaggio neoclassico e influenze mitteleuropee.
Il prossimo fine settimana sarà una delle 16 ville private che saranno, in via del tutto eccezionale, aperte al pubblico in occasione dell’edizione d’autunno del Festival dell’Associazione Dimore storiche italiane, sezione regionale (orari e info su www.festdsfvg.it). Il complesso si trova in via Latina 83, nel nucleo storico della località isontina. Fu edificato dai Lottieri di Gradisca d’Isonzo agli inizi del’700 e acquistato un secolo dopo dagli attuali proprietari, originari di Cividale del Friuli (Ud) per qui insediarvi le attività di famiglia nel settore agricolo e, dal 1813, la farmacia aperta dallo speziale Giulio. Attività tutt’oggi attiva e dinamica in una delle barchesse con accesso alla via principale.
Nel corso del XX secolo Giuseppe salvò la dimora dallo stato di abbandono in cui versava a causa delle distruzioni del primo conflitto mondiale. Momento storico difficile in quando Romans d’Isonzo si trovava nelle immediate retrovie del fronte del Carso e del San Michele e qui venne allestito un ospedale militare. A Versa di Romans il poeta Giuseppe Ungaretti, durante un periodo di riposto dai feroci combattimenti, scrisse alcune poesie pubblicate nel 1916 nella raccolta “Il porto sepolto”.
Storicizzato nell’Ottocento il contributo anche politico di Giuseppe Ferdinando allo sviluppo della comunità rurale del paese e della provincia, occupando posizioni di rilievo nell’allora Imperial Regia Società Agraria e pubblicando per quarant’anni consecutivi a proprie spese il lunario in lingua friulana, “il Contadinel”, strumento di istruzione della gioventù agricola dell’epoca. In contemporanea sperimentava rimedi omeopatici, scoperte al tempo d’avanguardia. Mario, figlio di Giuseppe, diede inizio al fedele restauro dell’immobile mantenendo e ripristinando l’assetto originale, avendo cura di intervenire anche sugli edifici di servizio, sulla corte interna e il parco storico. Elementi che documentano il vivo rapporto tra residenza e proprietà agricola.
Sobria l’impostazione architettonica della villa la cui parte centrale, più alta rispetto alle ali laterali, presenta tre ordini sovrapposti di finestre con cornici in pietra e lesene, sormontate da un cornicione con timpano centrale. La tipologia distributiva interna è quella classica veneta tripartita, con salone passante centrale. L’ampio atrio del piano terra mostra un antico pavimento in battuto alla veneziana. Di questo e tanto altro racconteranno i padroni di casa durante la visita guidata.
La magione è dunque filologicamente restaurata. All’interno sono presenti affreschi floreali, mobili e suppellettili originali, frutto anche della passione collezionista di varie generazioni. In particolare della mater familias, la dottoressa Anna Angela Adami del Torre, vedova di Mario, farmacista lei stessa, che fino al 2005 è stata attiva nella conduzione spezieria. Il già importante patrimonio di famiglia si è arricchito per via matrimoniale delle memorie dei Savorgnan Cergneu di Brazzà. Pietro fra’800 e’900 fu un celebre esploratore, fondatore di Brazzaville, oggi capitale del Congo.
Il corpo padronale si affaccia su un giardino di varie essenze, statue in pietra e un’antica vera da pozzo. La visita comprende anche l’accesso al parco di 6mila metri quadrati dove svetta un pino marittimo pluricentenario e un tasso di almeno tre secoli. Il viale di platani è invece recente, riproduce il precedente distrutto durante la Grande Guerra. Per l’occasione saranno esposti preziosi e rari lavori all’uncinetto friulani e carnici, tendaggi, pizzi e tovagliati, e la briscje, calesse usato dalle famiglie in campagna per trasportare merci e recarsi alle feste. In villa risiede anche uno splendido esemplare di Weimaraner, nobile ed elegante, ça va sans dire!
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